Alcune domande sull’amore per il figlio
E’ vero che per amore del figlio si può fare tutto? Ma è lecito fare tutto? Cioè si può rubare per amore di un figlio? Inversamente si perdona un figlio che ruba? O si condanna un figlio che in preda all’alcool investe e uccide? E se tuo figlio è malato ha diritto a ogni genere di accoglienza e di perdono? O se tuo figlio ti minaccia, come rispondi? Con l’amore?
Esiste un limite che separa l’amore fra un genitore e un figlio? Esiste una sottile linea che separa quello che devi accettare da quello che non puoi accettare? Oppure questo invisibile filo non esiste e ti poni davanti a lui senza condizioni, senza proteste, senza pretese, senza emettere un lamento? Dov’è la linea di confine, se esiste, fra queste due polarità?
Le risposte della Psicologia sono scontate. Molto meno quelle dell’etica filosofica o religiosa. Siamo passati dalle proposte del Codice di Hammurabi , ” occhio per occhio, dente per dente” a quella molto complessa del Cristo: ” di fronte all’offesa porgete l’altra guancia…”
Qual’è la giusta direzione? Esiste anche una via di mezzo? Oppure l’amore vero, reale, ti porta nel con il suo carico di estremismo a comportamenti che paiono ancor oggi paradossali per la natura umana? Tutti noi girovaghiamo in una girandola di posizioni e di affermazioni più svariate. Affermiamo ma nella realtà siamo coerenti?
Più la situazione è difficile e più i comportamenti si fanno diversificati. Più il problema è complesso e più scattano reazioni e azioni fra le più disparate. ma non solo da parte dei genitori… la stessa simdrome colpisce tutto l’ambiente che circonda la/le persone. I proclami di principio che fanno bella mostra nelle leggi, nei regolamenti, nei rapporti professionali, nelle relazioni affettive spesso divengono una eco lontana sulla quale si inserisce violentemente una dimensione di violenza esplicita e non.
L’Amore per un figlio ( così come l’amore per il prossimo, così come l’amore per noi stessi) è una “impresa” difficile, è un impegno a volte impossibile o a volte profondamente gratificante. Ti può emozionare così violentemente da toglierti il respiro così come ti può lasciare congelato sul marciapiede di casa in attesa di una soluzione che non trovi.Ma una voce interiore in ogni caso si fa sempre presente per ricordarti che è tuo figlio… è tuo figlio…
Aprile 25, 2008 alle 1:48 pm
Oh Dio, come rispondere a questa serie di domande?
Siamo esseri umani non dei, abbiamo un limite fisico e psicologico reale.
Il nostro amore verso i figli vorrebbe essere come un fiume che spazza via tutti gli ostacoli alla loro serenità.
Vorrebbe….ma siamo uomini, solo uomini. Facciamo ciò che possiamo.A volte vinciamo una battaglia, altre ci sentiamo atterriti, altre ancora non sappiamo che fare.
Continuiamo però sempre a dare amore ai nostri figli, agli altri, a noi stessi !
Così come sappiamo, così come possiamo.
Solo in questo modo credo, si può dare risposta alle domande.
Aprile 25, 2008 alle 4:28 pm
Per me
Per Amore tutto è lecito.
Non esiste un limite che può separare un genitore da un figlio.
Le risposte della chiesa, della filosofia,della psicologia,io non le ascolto.
Ascolto solo una voce quella del mio cuore che grida forte il nome di mio figlio.
Finchè io vivrò starò accanto a lui,lo difenderò,lo curerò,lo aiuterò.
Per me è l’unico motivo di vita.
Perchè è MIO FIGLIO.
Aprile 29, 2008 alle 5:08 pm
Sono parole vostre: l’amore per un figlio “Ti può emozionare così violentemente da toglierti il respiro così come ti può lasciare congelato sul marciapiede di casa in attesa di una soluzione che non trovi”.
Non sono genitore, ma sono figlia. E so, che per amore - per eccesso di amore, a volte -paradossalmente, si può far male.
Non credo proprio sia il vostro caso.
Ma credo che a volte si confonde l’amore e la responsabilità del genitore con una onnipresenza e onnipotenza che non gli compete.
Io credo che sia molto naturale e normale “non sentire” sempre l’amore per un figlio - la vita, le sue difficoltà, voli lo sapete, ci esasperano fino alla cattiveria, a volte. Il punto è rimanere fedeli alla propria scelta d’amore, sapendo che si può sbagliare o che magari, semplicemente, si ha bisogno di prendere fiato.
La grande alleata dell’amore, come sempre, è l’umiltà - non nel senso di una sterile autodenigrazione, ma come consapevolezza della propria umanità.
Coraggio!
Lo so, sto latitando ultimamente.
Ma vi penso, e aspetto giugno con trepidazione.
A presto