“Lei” la cura e la psicologia umanistica

 

“Lei”. Questa primavera così anomala perchè piovosa, grigia , a volte fredda, ci ha portato poche rondini ma anche un leggero beneficio. Memori di quello che lo psichiatra ci aveva detto durante il ricovero ospedaliero, e cioè che la cura di psicofarmaci che “Lei” stava facendo non andava affatto bene, abbiamo pensato di cambiarla. Così abbiamo consultato privatamente lo psichiatra ospedaliero e poi siamo anche andati da un nostro conoscente che è un farmacologo. E’ risultata subito chiara una cosa: l’inutilità di somministrare il Depakin, dato che in un anno non aveva determinato nessuna stabilizzazione dell’umore ma, anzi… che aveva soprattutto bisogno di arrivare alla notte in maniera meno agitata anche dal punto di vista psico motorio e così sono state introdotte 15 gocce di Valium. Che, al mattino, quando più alta è la sindrome ansiosa aveva bisogno di attenuare l’ansia:15 gocce di Citalopram.  Questo alleggerimento della cura si è rivelato prezioso: da uno stato conflittuale permanente siamo passati a uno stato di reciproca sopportazione con punti d’insofferenza gestibili da ambo le parti. Anche il vagabondaggio diurno si è attenuato e ha seguito con regolarità le attività della cooperativa dove aiuta in cucina a preparare i pasti. Per la prima volta ci sembra che qualcosa è cambiato!

E con la psichiatra dell’ASL ? All’inizio , quando convinti della necessità di cambiare la cura, siamo andati al Servizio per incontrarla, ingenuamente abbiamo esordito manifestando le nostre perplessità e quelle dello psichiatra dello Ospedale. Tuoni e fulmini! Ci ha rovesciato addosso tutto il suo disprezzo , ferita nel suo orgoglio,  minacciando l’abbandono del suo interessamento e del Servizio se noi avessimo insistito nel dubitare del suo operato. Ci siamo allora chiusi nel silenzio e ce ne siamo usciti convinti più che mai che dovevamo cambiare la cura. E lo abbiamo fatto. Alla psichiatra dell’ASL diremo che tutto procede bene …e che la “sua” cura sta funzionando! ( Cicero pro domo sua! ) La nostra intenzione primaria rimane sempre quella di fare il massimo per nostra figlia e non siamo certo disposti a seguire supinamente chi agisce nella routine dell’indifferenza  del “sapere” burocratico.

Certo la situazione non è certo facile o molto ortodossa, ma ormai è chiaro a tutti ( o quasi) che è necessario vigilare il più possibile sull’operato degli addetti ai lavori, aprendo continuamente nuovi fronti e battendo nuove strade ( adesso seguiamo la problematica dei vaccini che promette essere molto molto interessante…). Ma di una cosa ormai siamo certi, dopo una esperienza ventennale di cure e affanni: è necessaria una grande fede nelle possibilità rigerenative della psiche e nelle possibilità di autoguarigione dei cosiddeti “malati”, che rimangono soprattutto esseri umani dalle  potenzialità  ridotte e frustrate da un collettivo ambientale ( specialistico) che seguita a osservarli come “oggetti” privi di autonomia e capacità.

Scriveva Maslow uno dei pionieri della Psicologia Umanistica : ” In sostanza respingo deliberatamente la nostra presente e troppo facile distinzione fra malattia e salute, almeno per quanto riguarda i sintomi superficiali.  Essere ammalati significa forse accusare sintomi?  Ebbene sostengo che la malattia può consistere nel NON accusare alcun sintomo quando DOVREI accusarlo. E la salute, significa essere privi di sintomi? Lo nego. Quale dei nazisti a Auschwitz o a Dachau era in buona salute?  Quelli con la coscienza tormentata o quelli la cui coscienza appariva loro chiara limpida e serena? In quella condizione, una persona profondamente umana era possibile che non avvertisse conflitto, sofferenza, depressione furia e così via?  In una parola, se mi direte di avere un problema di personalità, prima di avervi conosciuto meglio non sarò affato certo se dovrò dirvi “bene! ” oppure ” mi dispiace”.     ( tratto da Wikipedia, corsivo è nostro))

 

 

 

3 Risposte a ““Lei” la cura e la psicologia umanistica”

  1. fernanda zanier Dice:

    Voglio commentare questo passo della lettera:
    Ci ha rovesciato addosso tutto il suo disprezzo , ferita nel suo orgoglio, minacciando l’abbandono del suo interessamento e del Servizio se noi avessimo insistito nel dubitare del suo operato. Ci siamo allora chiusi nel silenzio e ce ne siamo usciti convinti più che mai che dovevamo cambiare la cura. E lo abbiamo fatto. Alla psichiatra dell’ASL diremo che tutto procede bene …e che la “sua” cura sta funzionando! ( Cicero pro domo sua! )

    è terribile l’insicurezza di questo professionista.
    Ma voi avete colto tutte le emozioni della dr.ssa o le avete liberamente interpretate? Se davvero lei vi ha minacciato di non farsi carico del vostro caso, davvero non potrà farsene carico, ma indipendentemente dal fatto che voi le diate piena fiducia. Bisogna avere le spalle larghe e robuste con i borderline. Vi consiglio di rivolgervi ad un altro teapeuta. è troppo insicura.

  2. Luna Dice:

    Ciaò Disagi,
    permettimi di salutare tutti gli amici del blog.
    I nostri figli non hanno bisogno di queste ” persone ” senza umanità ,che si autorizzano a dare pareri a gente che non conoscono e pretendono di comandarci e controllarci ,ma oso dire anche di usare maniere sottili ma con un velo di minaccia.
    Con i psicofarmaci non si cura nessun tipo di disturbo, ma vedo con piacere che hai trovato la strada che ti dà più fiducia.
    Secondo il dr.Walker la malattia mentale può avere cause anche biologiche e organiche.
    Continua la ricerca sui vaccini,di sicuro avrai delle soddisfazioni ,che nessun psichiatra ti può dare.
    Sono certa che domani tornerai dal congresso con delle novità e aprirai la strada alla speranza per tutti.
    Vi invito ad essere razionali e valutare quello che il terapeuta di turno vi dice,tre sono per me i punti importanti:<>, <>, e <>,non devono decidere gli altri per le persone che noi amiamo.
    Un abbraccio Luna

  3. Luna Dice:

    Caro Disagi ,
    dsidero segnalare un discussione sul fourm di REPORTER

    <<> ceriseb è un gruppo di famiglie che è uscita allo scoperto per denunciare la malapsichiatria.
    un abbraccio Luna

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