Il Blog, oggi un anno…

E’ stata una esperienza sorprendente. Ci siamo affidati all’etere ignari di quanto poteva succedere, fra molte speranze e tante curiosità. Non siamo stati delusi, non siamo stati esaltati nè derisi. Abbiamo vissuto il giornaliero lavoro del Blog  infondendoci energie e passione, come del resto facciamo per la nostra vita. Abbiamo incontrato  persone  di grande qualità e spessore umano dalle quali abbiamo ricevuto incoraggiamento e forza per proseguire nel cammino. A queste va tutto il nostro ringraziamento.

Il Blog è per noi anche uno strumento di ricerca. Una ricerca che  consenta di collegarci  a una Rete informazionale ( non solo tecnica ma anche emozionale) più vasta possibile. Una Rete sociale dove si possano scambiare esperienze umane e informazioni che riguardano tutte le forme di “disagio”, compreso quello codissetto mentale, perchè solo mentale non lo è mai. Una ricerca che ci permetta poi di sentirci familiari meno ghettizzati e emarginati. Noi non amiamo i ghetti: nè quelli dei “neri”, nè degli ebrei, dei gay, dei rom, dei malati mentali, dei  loro familiari. Non dovrebbero esistere, ma di fatto esistono, questi ghetti. Tutti siano Persone. E’ questo un diritto inalienabile che dona la dignità di sentirsi  soggeti viventi e liberi di pensare e muoversi come cittadini del mondo sociale e intellettuale.

A coloro che vivono nel ghetto dei “sani” vogliamo ricordare che nessuno può vivere isolato, nessuno può pensare di avere le proprie spalle coperte, nessuno può ignorare di donare la metà del suo mantello. Nessuno può permettersi di chiudere gli occhi e ignorare che la malattia, i conflitti, e , soprattutto il dolore, fanno parte della VITA. Grazie.

Una Risposta a “Il Blog, oggi un anno…”

  1. Luna Dice:

    Grazie a te “Disagi” ,
    per averci dato questa opportunità ,di mettere la testa fuori dal nostro ghetto, uscire dall’isolamento,di poter esternare il nostro dolore ,la nostra angoscia,la preoccupazione,il poter gridare a tutti che siamo soli e abbandonati da chi ha il compito di prenderci per mano e seguirci, aiutarci ,consigliarci e informarci ,verso un percoso terapeutico e riabilitativo .
    E poter gridare a voce alta che sono qui ,affinchè i diritti e la dignità di mio figlio non vengano
    calpestati.

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