Lettere dalla Follia

E’ stato un Agosto da dimenticare. Di una difficoltà estrema: Questa figlia che vuole a tutti i costi trovare un compagno e si avventura in situazioni limite, al di là di ogni evidenza e ogni segnale di pericolo. L’avventura è finita , come sempre, in un Pronto Soccorso, dove le è stato somministrato un calmante . Dove i genitori, come sempre, sono arrivati per chiarire con i medici e riportarla a casa, naturalmente recalcitrante. E poi i pianti e la disperazione. E poi tanto dolore, questo nostro comune amico, fedele compagno della nostra vita da tanti anni.

Trascriviamo una lettera di Alda Merini, poetessa e degente di lungo periodo nell’Istituto Paolo Pini per le malattie mentali. pubblicata dal quotidiano “La Repubblica”  il 24 Agosto scorso. La sua figura e le sue parole ci sono state di grande conforto. E lo vogliamo condividere.

Egregio Professore, … … vedo che in questo momento il mio equilibrio è sano, però prima che io possa accedere a una certa chiarezza occorre che lasci libero sfogo  alle lacrime che comprendono tanti e tanti dispiaceri.Ad esempio, proprio ieri ho visto  un uccellino che giocava nella sabbia, era così tenero, così patetico, che vi ho visto raffigurata la mia creatura. Le parrà assurdo ma lei non può sapere da uomo csa significa sentirsi palpitare dentro un altro cuore, sentirselo proprio per dei mesi, donarsi e essere continuamente gratificati da questo amore nuovo che sorge. Come vorrei farglielo intendere e come vorrei pure che lei capisse che tutta la mia confusione altro non è che un grande contenuto dolore, tanto grande quanto grande può essere la misura di un sacrificio umano. L’ho stancata per dei mesi e forse lo farò ancora, stamattina mi aveva promesso delle medicine che poi non mi ha prescritto facendomi così intendere che mi trattava da povera esaltata. Ma se il dolore è esaltazione allora posso dire che tutto il genere umano è in questo stato e il mio dolore, il mio lutto per la morte della mia coscienza è il dolore di tutta la nostra povera comunità umana.

Non ho fiducia nei medicamenti, ma glielo dico con franchezza, perchè in questi mesi non mi sono più rallegrata di nulla e quando una cosa non si prende con quella fiducia che occorre non ha nessun risultato, perchè solo la fede è la molla di tutto, guarigioni comprese.

… Caro dottore, da lei non mi aspetto proprio nulla, solo mio marito, con un cenno, un assenso,un atto di comprensione potrà guarirmi ed è proprio in questa direzione che io vorrei dirigerla. Solo lui potrà, se vorrà, essere il mio medico, altrimenti la mia fine è già segnata. Se vuole aiutarmi è in questo senso che deve muovere la sua abilità. Adesso la lascio, ma ho passato con lei tante ore di calda fiducia, ho conversato, sono penetrata nel suo animo ed ella è penetrato nel mio come un padre. Quando le chiedo qualche cosa però non mi prenda in non cale perchè mi vengono in mente adesso i bei versi di Padre Davide Turoldo che dicono: Io non ho mani che mi accarezzano il volto, duro è l’ufficio di queste mie parole…”

3 Risposte a “Lettere dalla Follia”

  1. mario Dice:

    Ci eravamo quasi dimenticati (dal 14 giugno ” ci prendiamo una pausa”) di “Lei”, ma “Lei” c’é e si fa sentire. Vuole un ragazzo, é giusto, ma il percorso che ha scelto per raggiungere questo obiettivo é, come al solito, il più difficile. E voi, i genitori, siete soli con il vostro dolore. Tornate, anche su questo blog, a dare più parole al vostro dolore; a condividerlo con chi vi é vicino.

  2. Luna Dice:

    Caro G.
    mi fa piacere rileggerti ,però mi dispiace che ci sono stati dei momenti bui,che agosto è stato un mese difficile.
    Ciò che tua figlia cerca (un compagno) è una cosa normale ,Lei è viva, bisogna accompagnarla in questo percorso,lo sai con loro ci vuole tanto tanto amore e pazienza e farsi consigliare da un bravo psicoterapeuta (umano).

    Ti prego non chiuderti in te stesso,fatti sentire ,questo blog per me è stato prezioso e tale rimarrà ,ho trovato solidarietà ,umanità e sopratutto molta libertà di espressione ,non ci sono ideologie e i vari interventi non erano manipolati ,ma spontanei.
    Perciò riprendiamo il nostro sogno,quello di andare avanti e cercare di migliorare la situazione e se per caso siamo riusciamo a dare una minima informazione
    agli altri noi saremo contenti .

    Un abbraccio grande a te e la tua famiglia.

    Luna

  3. disagi Dice:

    @ A Luna e Mario
    vorrei donare una rosa recisa nel mio giardino ideale.

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