Perchè solo noi?

 

E’ il grido disperato che mia moglie ha urlato e sofferto come un travaglio  difficile per tutta la giornata . Non ricordo quando è stato. Giorni fa, sicuramente. Alcuni istanti fa, forse. E’ passato del tempo,sicuramente. Ma il grido penetra ancora le mie orecchie. E arriva come una gigantesca trivella nel fondo del cuore. Che dà segnali di sbandamento. E’ come una barca sballottata dalla furia del vento. S’innalza, si inabissa, si raddrizza, forse si rovescia, chissà. Il porto? Lontano. Gli aiuti? In vacanza. Lo sguardo è verso il cielo, mentre il grido rieccheggia fra i sibili del vento. Chi ascolta? Nessuno. E seguita a torcere il suo corpo in uno spasmo di dolore. perchè solo noi? Qualcuno sa rispondere? E Tu, Dio mio, perchè taci da così lungo tempo?

Quali dannati errori abbiamo fatto da meritare una simile punizione? Ci guardiamo d’intorno: vediamo genitori di ogni ceto sociale e di ogni tipo di educazione. ma i loro figli saltano e corrono. Vanno a scuola, danno la mano ai genitori, certo piangono e fanno capricci, certo i più grandi danno molti problemi, ma poi tutto si scioglie e si stempera. E i ragazzi ritornano all’ovile, e dormono rassicurati fra le loro lenzuola. Perchè a noi no?  Perchè “Lei” deve andarsene in qualunque momento, raccontandoti che sarebbe andata al lavoro e non la vedi più tornare? Perchè ti fa sapere dopo tre o quattro giorni che è la convivente di un ragazzo che ha appena conosciuto e che vive in una baracca alla periferia della città? Perchè si  ostina a rimanerci anche quando “Lui” le dice che è stufo della sua presenza e vuola che se ne vada? perchè aspetta che “Lui” la umili e la sbatta fuori di casa chiamando i Carabinieri? E poi l’ambulanza? E perchè veniamo a sapere tutto questo da una infermiera del Pronto Soccorso che ci chiama a riprendere questa ragazza “agitata e sperduta”? E perchè la psichiatra di turno ci dice che non può fare nulla, se non dimetterla dopo averle somministrato un buon calmante? Perchè ci dobbiamo ritrovare “solo noi” in mezzo di strada con una figlia che non vuole tornare a casa ma che tutti scacciano dalle loro tane? E questo è successo per ben due volte! Sì perchè “Lei” due giorni dopo il primo episodio ha pensato bene di ritornare a casa di “Lui” per minacciarlo e offenderlo…Così anche la seconda volta la psichiatra ci ha detto che non poteva fare nulla: “ormai la ragazza si è calmata…riportatela a casa!”

Sì, è vero, è la morte della coscienza che provoca questo enorme dolore. E’ la coscienza di tutti che è morta. Nostra figlia ne è la punta dell’iceberg più evidente e più esposta. Non è evidentemente cosciente di quello che dice e di quello che cerca. Non ha coscienza della propria dignità di Donna, non ha coscienza del suo essere un fragile essere umano, non ha coscienza di essere figlia e paziente. E’ vero tutto questo. Ma domandiamo: “Lui”, persona socialmente normale,  che si prende in casa una ragazza e dopo averla usata una settimana la scaccia di casa? E’ una persona cosciente? Dubitiamo! I Carabinieri che ci chiamano per dirci che la ragazza ha un “problemino” e l’affidano a un ambulanza? Dubitiamo! E la psichiatra che  somministra a nostra figlia un calmante e poi la dimette come se fosse nel pieno delle sue facoltà mentali? Dubitiamo!

E’ in questo vuoto che il grido di mia moglie ha un profondo senso esistenziale. Tanti drammi veri o presunti sembrano sempre trovare delle risposte. Perchè “solo a noi” nessuno dà una risposta? Perchè “solo noi” ci dobbiamo trovare di fronte a operatori sociali che ti rimandano il problema, come se loro fossero addetti a tutto un altro genere di lavoro? Sembra che tutta la società sia costruita su misura solo quando la tragedia è scoppiata. Certo è di fronte al suicidio che tutti si muovono e le Chiese sono piene di gente commossa. Ma prima? Chi si assume una pur piccola responsabilità “prima” che l’abisso si spalanchi?

Senza dubbio, il grido di dolore di mia moglie ci ha salvato! Sì, proprio così! La morte della coscienza che il dolore degli avvenimenti aveva provocato,  stava annientando ogni barlume, ogni piccola scintilla di luce e le tenebre stavano obnulando ogni nostro sentire. Quando il dolore ti prende come una stretta morsa alla gola e il petto non riesce più a aprirsi e il respiro diviene un movimento raro, il corpo si congela piano piano e divieni come un piccolo robot sperduto nei ghiacci. Ma quel terribile grido che ancora risuona nei venti della terra, ci ha dato una scossa tremenda, ci ha penetrato fin nel profondo di ogni cellula, richiamandola al suo lavoro, ha scosso come un elettroshock il respiro e il cervello, ci ha riportato a una realtà che stavamo lasciando con il sorriso beffardo della morte.

 “Perchè solo noi?” non lo sapremo mai. Forse il senso , sì. ” Il mio lutto per la morte della mia coscienza è il dolore  di tutta la nostra  povera comunità umana. “(Ada Merini)

6 Risposte a “Perchè solo noi?”

  1. fernanda zanier Dice:

    Buonasera Giuseppe, sono confusa, vorrei dirvi “bentornati” ma la vostra testimonianza del profondo senso di impotenza che vivete di fonte al disagio di vostra figlia, mi fa ritenere inadeguata questa forma cordiale di saluto.
    La mia opinione in merito la sapete; di fronte ad un problema di salute del proprio figlio spesso sono i familiari a farsene il carico maggiore, con le conseguenze espresse da tua moglie.
    Giuseppe forse vi servirebbe partecipare ad un gruppo di auto aiuto ( se non lo fate ancora).., perchè sento dell’isolamento sociale attorno a voi. La condivisione permette ad un grande peso di essere sostenuto da tutti i componenti del gruppo.
    Non voglio ora entare in merito al problema della paura sociale ad assumersi responsabilità, che quasi per tacito accordo sono sempre delegate alla famiglia. Il mio post “una questione morale” ne parla anche se tratta la comunicazione della diagnosi di dpb.
    fernanda zanier

  2. Luna Dice:

    Caro Giuseppe,
    chi meglio di me può capire il vostro dolore?
    Le tue domande me le sono poste tante volte ,tante volte ho gridato DIO AIUTACI,era come vivere in una città piena di gente sorda e cieca , mi chiedevo chi ci può aiutare?
    ma dove sono coloro che devono aiutarci?
    I nostri figli dicono che sono matti,ma gli altri sono molto più matti di loro,un essere umano,non può rimanere indifferente davanti a della persone disperate e sole.
    Non vogliono capire che questo bagaglio che ci portiamo sulle spalle ,non possiamo trascinarlo da soli,il grido della mamma è rivolto alle istituzioni , a chi ha la responsabilità (centro di salute mentale)di aiutarvi e no di sedarla e portarla a
    casa.
    La psichiatra non può dire oramai è calma portatela a casa,perchè si assume le sue responsabilità ,per mancanza di soccorso.
    Sicuramente ,Lei ha avuto una crisi e vuole essere aiutata,come pure voi.
    Quello che ci ammazza la noncuranza degli operatori della salute mentale,come tu ben descrivi ,occorre che succede una tragedia per intervenire (forse) e dire due parole di circostanza.
    Devono vergognarsi per quello che fanno.
    Ti prego amico mio ,fatti coraggio ,pensa è una crisi e passerà,sono sicura ,una mattina fresca di primo settembre ,dalla finestra entrerà un raggio di sole che vi riscalderà i vostri cuori.
    Ti sono vicina
    TVB
    Luna

  3. mario Dice:

    Sono commosso.Non é facile trovare delle parole appropriate al grido disperato e struggente di “Disagi”. Forse un conforto può arrivare da una frase di Padre David Maria Turoldo, la “coscienza inquieta della Chiesa”, che ho ascoltato casualmente la scorsa notte alla radio: “Il dolore, la sofferenza, prima di essere un dramma per l’uomo sono il Dramma di Dio”. Un forte abbraccio.

  4. Uno dei tanti Dice:

    Solo voi?
    nn so se vi puo renderepiu sereni ma nn siete i soli ad avere qst problemi….anzi c è chi sta peggio!!!
    Vedi me, solo 23 (24 tra pochi giorni)anni e da 13 combatto contro la malattia mentale di my sister!!!

    Perchè ho piu sfiga di voi? perche almeno voi l infanzia l avete passata tranquilli….io gia a 10 anni ero il terzo genitore di mia figlia….e credo proprio che tutto cio me lo portero cn me sino la fine dei miei giorni!!!

    Bello vero???ma si va avanti ugualmente………..finche si puo!!!!
    forza e coraggio
    Uno dei tanti

  5. disagi Dice:

    @ per uno dei tanti

    Hai profondamente ragione e ci scusiamo. Siamo tanti, è vero, siamo tanti. Giuseppe

  6. SILVIA Dice:

    ME LO DOMANDO ANCH’IO OGNI GIORNO, E NN TROVO RISPOSTA. DICONO CHE DIO SA CHE NOI POSSIAM FARCELA E NN PER NIENTE CI HA SCELTO, PECCATO CHE IO NON CREDO PIù NEANCHE A LUI. SON SEMPRE CON VOI UN ABBRACCIO DI CUORE SILVIA

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