Perchè solo noi ? (2)

 

Quando oggi alle 14 è squillato il telefono, un presentimento. E’ il Pronto Soccorso.”Vostra figlia si è svenuta per la strada,  è quì ricoverata per accertamenti, è meglio che qualcuno della famiglia venga” E qualcuno della famiglia è andato. Dove? Forse all’inferno. Sì, un luogo dove finalmente non ci sono ambiguità. Là si va per soffrire. Lo sai prima. Non ci sono altre possibilità. Altro che musica celeste. Solo lamenti, pianti, sangue, passi strascicati, lenzuoli ammassati di sudore, occhi stravolti, increduli. Occhi bisognosi di tutto, occhi di paura. Tanta paura depositata nel cuore e sulla pelle, paura dell’attimo che deve venire, paura della catastrofe che è stata annunciata, paura di ogni ombra che si muove, paura di ogni sussulto che stride. La paura come compagna che ti carezza la mano o ti muove le dita nervose. La paura che ti porta nel bagno intasato da ogni porcheria, la paura che ti mozza il respiro e ti fa ansimare come una locomotiva a vapore. Voci, bisbigli, voci perentorie, voci saccenti, voci velate, voci frettolose, voci che nascono dal nulla e nel nulla si ri-perdono. Cigolii di porte socchiuse, stridore dei ferri dei letti, passi che scandiscono un tempo passato.

“Sì, può andare, forse è stato un attacco di panico. Si rivolga alla psichiatra, Arrivederci!”

E’ profondamene vero sono anni che ci “ri-vediamo”, sono anni che “ri-petiamo” le stesse parole e sentiamo lo stesso fraseggio. E sono anche tanti anni che nel cuore spero, caro Dottore, di non ” ri-vederti”.Ma l’addio è ancora lontano e ci ri-vedremo ancora e ancora e ancora. Oggi non sappiamo più cosa fare. Abbiamo ri-visitato l’inferno e dopo che cosa ci resta da visitare? Il limbo non esiste più, è stato declassato. Il purgatorio è roba da beghine di chiesa, il Paradiso? Ma quello è solo per gli eletti! E per noi allora cosa rimane da visitare? Chi grida il proprio destino, dove può andare? Se qualcuno lo sa, vi preghiamo, informateci. Staccheremo subito il biglietto. Naturalmente di terza classe. Allora non saremo soli. In terza classe si viaggi in tanti, compenetrati nel sudore e nella sofferenza di ciascuno. Finalmente mia moglie smetterà di gridare. Non più solo noi. Adesso ho capito: basta andare in terza classe.Grazie.

28 Risposte a “Perchè solo noi ? (2)”

  1. Luna Dice:

    Ma in che specie di società viviamo,siamo disumanizzati,aridi,stiamo qui a scannarci sui vari siti a difendere la legge 180,le varie ideologie ,i vari dottori bravi o meno bravi,ma siamo tutti sordi.
    Dove sono le associazioni di categoria?
    Quelle che sono sui palci a difendere quello o questo dipartimento,i baroni della psichiatria, nella teoria dicono di difendere i malati mentali e le famiglie,non credo Disagi che nessuno di loro no è mai passato e non conoscono questo blog,no!!!non ci credo .
    A cosa servono le associazioni ,a difendere i dipartimenti a nascondere queste realtà , a soffoccare le grida di dolore di tanti genitori VERGOGNA!!!!!!!VERGOGNA!!!!!!!!

    Luna

  2. fernanda zanier Dice:

    Già, Luna.
    Tutto tace; di fronte allo sguardo addolorato di Giuseppe, che richiede aiuto si crea il vuoto. Una sorta di pudore, forse impotenza dolorosa od ipocrisia, non lo so.
    Ma conosco gli ipocriti: festeggiano sempre con te quando vinci, ti voltano la schiena rinnegandoti quando va male.
    Sono quelli che vedendoti si aspettano solo che tu non li secchi con problemi e che tu dica: “va tutto bene”. E tu lo dici, sapendo di non poter contare su di loro.
    Sono tanti, e sono soprattutto esseri umani, dei quali disconosci ogni appartenenza. E allora che subentra la solitudine, non sei parte di quella razza aliena che non vede e non sente. Il dolore e la sofferenza diversifica, dà un identità che non ha alcun riscontro con la vita della collettività. Per questo spesso chi soffre tanto, o tanto a dovuto soccombere alla malasorte, si isola, deluso, incapace di richiedere, parlare o semplicemente ascoltare gli altri.
    Speriamo non capiti a Giuseppe, che trovi sempre la forza per sperare, chiedere ed urlare il suo dolore di papà.

  3. Luna Dice:

    Il silenzio,l’indifferenza sono armi micidiali a doppio taglio,possono ammazzare una persona senza rumori.
    Io Fernanda ,ho reagito ,ho tanto urlato ,tanto gridato,fino a squarciare quel muro che si chiama disinteresse,apatia.
    No!!!!Giuseppe non cadere nella trappola dell’isolamento,raccogli le tue risorse anche se poche e reagisci ,anch’io ti dico cerca di ascoltare perchè solo ascoltando e parlando , puoi capire che strada intraprendere.
    Ti prego fatti sentire,ti sono vicina.
    Luna

  4. Michela Dice:

    E’ da tanto che non mi faccio sentire.
    Quante volte ho pensato che non c’era nessuno nella nostra situazione!
    Che eravamo soli, colpevoli di qualche cosa, schiacciati da un macigno senza senso e senza scopo.

    Nella mia città è accaduto che un padre che ha gridato il proprio dolore e la propria rabbia per un figlio morto suicida perchè non è stato curato dai medici locali, e che insieme alla rabbia ha gridato anche i nomi di questi medici, peraltro notissimi a tutti in città, è stato denunciato dall’ASL locale, la quale ha chiesto il risarcimento danni al padre.
    Invece di chiedere scusa, o quantomeno di fare una revisione interna su come è stato gestito il caso di questo ragazzo, HANNO DENUNCIATO UN PADRE a un anno dalla morte del figlio.
    L’Azienda sanitaria ha perso la causa, la notizia la trovate sul sito sospsiche.
    Io non ho la fiducia che hai tu, Luna, questi sono i nostri medici, arroganti, presupponenti, hanno fatto sì la riforma, 30 anni fa, e poi hanno prodotto solo chiacchiere, la psichiatria si è fermata ad una visione ideologica, che individua nella società e nella famiglia le cause della malattia. Ne avevo già accennato quando vi avevo raccontato una parte della nostra storia, in aprile.
    Qualcuno potrebbe dire che non tutti i medici o le strutture sono così, ma nella città dove io vivo, sono psichiatri i responsabili della sanità, dato il prestigio che ha sempre avuto chi era collaboratore di Basaglia.

    E’ facile parlare di gruppi di auto-aiuto, ma non ci sono, dovremmo farli noi;
    ma se sei ancora dentro i problemi, come me e probabilmente come voi di Disagi, non hai l’obiettività per poter gestire un gruppo così e ci vuole uno psicologo che aiuti a gestire il gruppo, almeno all’inizio.

    Poi io è da un anno che ho raccontato la mia storia sul forum di sospsiche,
    Disagi ha aperto un blog: ma quante persone abbiamo raggiunto, quante persone con questi stessi problemi abbiamo incontrato?
    Io conoscerò forse due o tre famiglie nella mia città, non è facile raccontare il proprio dolore, anch’io ho sperimentato l’impossibilità di parlarne in prima persona, almeno in certi momenti.

    Io credo di capire il dolore di tua moglie, è un dolore assoluto, non puoi scaricarlo su nessuno: non c’è un tumore, un virus, un guidatore ubriaco a cui attribuire le responsabilità. C’è un figlio che rifiuta la vita, le sue regole, i valori che i genitori gli hanno insegnato, che sembra rifiutare la madre stessa, e nello stesso tempo ha un bisogno estremo proprio di quei genitori che davanti agli estranei sembra rifiutare o deridere. E tu genitore lo sai, sai che questo tuo figlio ha bisogno di te più di tutti gli altri figli, però sei anche arrabbiato con lui, per le umiliazioni che ti procura, per le offese che non ti risparmia,
    non ti risparmia niente questo figlio, nè l’amore, nè l’odio, e tu vacilli, non comprendi più nulla, sai solo che non puoi cedere a questo caos, anche se si sono incrinati i rapporti con gli altri figli, forse anche con il coniuge, i parenti non ti chiedono più nulla… e forse è meglio così.

    Scusate lo sfogo. Chiudo dicendo solo che questi buffoni di medici ( che ne dite, denunceranno anche me?), hanno fatto un convegno sul disagio degli adolescenti.
    Dopo ore in cui si sono parlati addosso, e fatti tanti complimenti, ho preso la parola per dire che nei loro discorsi non si erano accorti di aver emarginato la famiglia, di averla considerata fonte di problemi e non una risorsa, e che io in 5 anni di contatto con il disagio di mia figlia mi consideravo una laureata come loro, con le conoscenze sul disagio acquisite direttamente sul campo, e quindi, per certi aspetti, più esperta di tutti loro.

    Inutile dire che il mio è stato l’unico intervento che non ha avuto risposta.
    Solo alla fine molte persone del pubblico mi si sono avvicinate per darmi la loro solidarietà.

  5. Luna Dice:

    Ciaò Michela,
    sono contenta di leggerti,il caso che tu segnali,è il caso del sig. Mario Comuzzi ,che rinnovo la mia solidarietà ,ritengo che ha avuto tanto coraggio, è uscito allo scoperto e ha denunciato i medici del csm dovremmo imitarlo (cosa che io ho già fatto).
    Che i psichiatri sono arroganti ,presuntuosi e negligenti,non hanno niente di scentifico per dimostrare le loro tesi,questo è risaputo,per loro la salute mentale è gestire un business.
    I gruppi di auto mutuo aiuto ,sono formati da genitori ,che spesso non stanno bene e ci vorrebbe un professionista serio ,che dovrebbe seguirli e no!!invece vengono solo manipolati,altro che aiuto.
    La mia fiducia è dovuta al fatto che a mio figlio ho trovato le cause che hanno prodotto il disturbo,devi sapere che se il fisico ha delle sindrome anche la mente ne risente,con terapie mirate a disintossicare il fisico,le cose vanno meglio.
    Come hai accennato ,anch’io mi sono documentata e ho studiato ,in più ho l’esperienza diretta e personale,riesco a riconoscere i sintomi e a gestire
    una crisi ,senza ricorrere ai psicofarmaci e ne tantomeno allo psichiatra ,che certamente non può fare meglio di me.
    Michela la psichiatria è famosa per le mancate risposte e pre i suoi silenzi, ma daltronte meglio stare zitti,che dire frignacce.
    Un saluto a tutti
    Luna

  6. fernanda zanier Dice:

    Vorrei stemperare gli animi, se me lo permettete. Giuseppe tace ed il silenzio parla.
    Vorrei solo dirvi questo: affermare che tutti i dottori psichiatri sono dei disgraziati è offensivo per quanti, e sono molti, lavorano seriamente e si prendono a cuore i casi umani. Certo ci sono anche le tdc, come in tutte le categorie ma fare di tutta un erba un fascio, …. Io vivo in Fvg ed ho conosciuto il dott. Beppe dell’Acqua, anche se in veste di docente. Beh non mi è sembrato un disgraziato menefreghista. Magari un pochino presupponente, ma era una condizione d’esame universitario e francamente delle sue presupposte assunzioni non mi interessava nulla , solo di uscire con il 30. Presi 28 (credo) e ringhiai un poco.
    Di Giulio ho letto dai giornali e dal web, non ho quindi una visione equilibrata del caso.
    Ho sentito la testimonianza del papà, colma di accuse terribili nei confronti del dsm. Non posso dare una opinione perchè di un caso bisogna sentire tutte le testimonianze, mentre io ho sentito solo le accuse addolorate e comprensibili del padre che perde l’amato figlio.
    Ho vistato il sito del sig. Comuzzi, ho visto le foto delle sue gite assieme a Giulio.
    Se ci saranno delle responsabilità verranno stabilite, ma accusare l’intero mondo psichiatrico è ingiusto, come ingiusta è la malattia o la morte di un tuo caro. Non tutti i medici formano dei clan di mafiosi supestipendiati. Non tutti, alcuni forse si..ma di questi non conosco i nomi, purtroppo.
    In Fvg esistono gruppi di auto aiuto per i familiari di utenti difficili e non, gestiti da psicologi dei dsm. Sono straordinari, toccanti, di grande umanità e utili.Una grande risorsa per il territorio.
    Non dico sia tutto perfetto, anzi, ma coltivare la malafede porta a non vedere le qualità, evidenziando solo le carenze. Ed è comune in chi soffre molto e nessuno sembra cogliere umanamente il tuo dolore.
    Scusate, pur essendo solidale alle vostre situazioni e cogliendo la vostra grande stanchezza ed esaperazione, non potevo tacere.
    Con affetto.
    Fernanda Zanier

  7. Michela Dice:

    Cara Fernanda, se hai notato, io non sono entrata in merito alla questione, dico solo che è inopportuno che un’Asl intraprenda un’azione giudiziaria, contro una persona pesantemente colpita.

    Non conosci la mia storia, ed ho delle riserve a raccontarla pubblicamente.
    Ti dico solo che dopo 10 anni di psicologi e psichiatri del servizio pubblico e privati, siamo andati a cercare aiuto fuori regione.
    La diagnosi fatta è stata molto severa, e molto grave. I medici locali, spiazzati,sono ricorsi al tribunale per accusarci di cose che non solo non sono state mai provate, ma di cui nessuno, nè polizia, nè altri, ci ha chiesto conto. Era solo un modo per farci tacere, per impaurirci.
    Ma intanto hanno chiesto al Tribunale dei minori di portarci via i figli.
    E’ passato più di un anno, da allora, e il tribunale non si è ancora pronunciato, proprio perchè siamo persone ‘normali’, con un lavoro stabile, i ragazzi sono sufficientemente sereni.

    In tutto questo marasma, nessno ha pensato al nostro problema vero: che cosa ha nostra figlia?, non abbiamo più potuto vederla, nè parlarci per mesi. le hanno offerto denaro perchè dicesse che non voleva stare a casa con noi. Hanno approfittato della sua debolezza per far passare per vere le sue accuse nei nostri confronti.

    Ma quando, allo stesso modo, diceva qualcosa contro i dottori, allora dicevano che era inaffidabile e noi non dovevamo darle credito.

    Capisco che qui nessuno mi conosce, potrei essere una mitomane, o una persona ferita che parla dal fondo del suo dolore, e che quindi, come tale, non è obiettiva.
    in fondo se il mio caso è al tribunale dei minori, qualcosa devo pure aver fatto.

    Prima di pubblicare il post di ieri, l’ho fatto leggere a mio marito, una persona mite e tranquilla, e non ci ha trovato niente da correggere: questa è semplicemente la nostra storia.
    La malafede non è in noi, ma nei medici che hanno voluto coprire le loro mancanze e la loro ignoranza su questi problemi.

    e comunque sono stufa di sentirmi dire che chi soffre molto non può essere obiettivo: ho continuato a lavorare, e mi occupo di educazione, faccio volontariato; sono apprezzata da amici e colleghi, passo per una persona equilibrata, ma non posso essere obiettiva perchè soffro!

    Quando racconto la mia vicenda, la gente resta di sasso, mi dice come fai ad essere così serena, così sorridente, anche. Qualcuno si è messo a piangere, e così mi sono sentita in colpa per avergli dato un peso in più.

    Non mi sembra di aver fatto piazzate come il mio concittadino, al massimo ho sfruttato questo luogo, cioè la rete, perchè so che qui nessuno piangerà su di me e sulla nostra storia, non faccio del male a nessuno a parlarne, e comunque parlarne mi aiuta a trovare un equilibrio.

    Le persone buone ci sono dappertutto, ma qui abbiamo bisogno di persone competenti. visto che tu sei del ramo, quali studi sono stati fatti, qui da noi, su queste malattie?
    Perchè manca una unità di crisi, per tenere per una notte i ragazzi in crisi, invece di rimandarli a casa con un calmante.?
    perchè mancano figure che sappiano porsi come mediatrici, nel momento della crisi, tra questi ragazzi e i loro familiari, quando la comunicazione diventa impossibile tra chi sembra disprezzare la vita e chi quella vita gliel’ha data?

    Le esperienze che ci sono da noi riguardano altri disturbi,
    ma cosa c’è di concreto sui disturbi di personalità, e non sui disturbi alimentari, nè disturbi mentali di altro tipo?

    Spero che possano venire fuori contributi concreti, e che chi sa qualcosa ne faccia pubblicità.

  8. Luna Dice:

    Gent.ma dott.sa,
    La ringrazio del suo intervento su questo blog.finora nessuno aveva mai sentito queste urla di dolore.
    Michela ha ben descritto il quadro della assistenza psichiatrica in Italia,perchè secondo me , che si chiami Puglia,o Friuli v .g.,o Calabria è tutto uguale.
    Io sono rappresentante delle famiglie in un progetto “”Qualità”"per cercare di migliorare la qualità del servizio spdc.
    Non Le sto a raccontare le difficoltà,quello che desidero sottolineare,che ci troviamo su due sponde diverse,si parla ,si riparla ma fino d’ora i risulatati sono quasi niente,questo è dovuto dal fatto che c’è una mentalità nella salute mentale medievale,anche l’ota si sente una istituzione,(es.li vedo con i loro belli abitini,ma non si mettono mai in discussione).
    Che l’assistenza psichiatria in Italia è carente lo affermano anche gli esperti,la psichiatria non ha ancora scoperto una cura miracolosa ,ma solo psicofarmaci e (come nel caso di Disagi )li calmano e li affidano alla famiglia,questo è negare l’assistenza durante una crisi ed è anche mancanza di soccorso .
    Io ho espresso solidarietà al sig. Comuzzi,perchè anche io ho subito le stesse angherie,solo che ho incontrato una sociologo dello stesso dsm, che mi ha ascoltato e ha fatto da intermediaria,perchè occorre dirlo manca la comunicazione tra gli operatori e le famiglie .
    un saluto
    Luna

  9. engelsblick Dice:

    Non entro nel merito del dibattito perchè purtroppo (o perfortuna) i miei rapporti diretti con gli psichiatri sono stati abbastanza positivi e non ho vissuto stuazioni così gravi da poter lamentare l’esito delle cure (nella fattispecie la paziente era mia madre e la “famiglia” mia sorella ed io).
    Scrivo piuttosto a Disagi, dopo aver letto il post e dopo tanti mesi di distacco… Ancora una volta io non ho parole nè gesti da compiere per darvi il sollievo che giustamente cercate. Con e per voi pretendo, però, questa pace che certamente vi meritate, perchè tutti se la meritano, e sbatto i piedi per terra dalla rabbia, contro questa strana realtà per cui a molti viene legittimamente da chiedersi: “perchè solo noi?”.
    Non ho risposte. Ma credetemi quando vi dico che sento con estrema forza tanta rabbia e senso di ingustizia, e vorrei tanto poter fare qualcosa di più che semplicemente pensarvi…
    Non lo so perchè.

  10. fernanda zanier Dice:

    Caro Giuseppe, ho segnalato il vostro sito su questo blog.

    http://fannicanelles.blogspot.com/

    Questa persona si occupa di molte problematiche sociali. Vorrei si aprisse un ampio dibattito sula malasanitò nell’ ambito del disagio mentale.

    Ciao. Un abbraccio. Fernanda Zanier

  11. fernanda zanier Dice:

    Caro Giuseppe, ho segnalato il vostro sito su questo blog:

    http://fannicanelles.blogspot.com/

    Il dr Fanni Canelles é una persona che si interessa di molte problematiche sociali. La vostra situazione deve essere resa pubblica il più possibile.
    Ciao
    Fernanda zanier

  12. disagi Dice:

    @ a tutti voi,cui voglio molto bene:

    Giuseppe tace e il silenzio parla: occhi arrossati dalle ore di sonno perdute, tutte le contorsioni mentali per arrivare a intuire e sventare un furto in grande stile che “lei” ha organizzato e compiuto con molta professionalità ( i gioielli della nonna), centinaia di chilometri per andare a tirarla fuori da situazioni socialmente pericolose ( tipo essere nelle lande deserte della periferia più lontana errabonda e martellante con il cellulare il ragazzo che la rifiuta, ore perse a chiarire e cercare di attivare un cervello ormai ossessionato da idee fisse, diecine di richieste di aiuto a parenti e amici che provino a parlarle e farla riflettere , a consolarla o a dirle semplicemente che le vogliano bene. E ancora molte altre cose che adesso, esausto, non riesco a focalizzare. Sì, Giuseppe tace e sua moglie non trova un attimo di pace.

  13. Andrea Dice:

    Vorrei, compatibilmente con il vostro tempo e le vostre fatiche, conoscere qualcosa in più sugli indizi iniziali legati all’infanzia, che hanno poi portato alla diagnosi del problema di vostra figlia. Avete scritto più volte che da piccola era “avida” di cibo, ma solo questo? quali altre caratteristiche la distinguevano già all’età di due-tre anni?
    E che ad un vostro NO iniziò a sbattere la testa contro il muro… perchè quel NO? cosa vi aveva chiesto?
    e poi ce ne sono stati altri di no, immagino…e quali sono state le sue le vostre reazioni? (qualche no, qualche limite dovrà pure averlo accettato, o no?)
    Quando avete iniziato veramente a sospettare che qualcosa non andava?
    Quando lei era piccola vi siete rivolti a psicologi?
    Ci sono stati periodi, da piccola e non, (magari vacanze, visite da parenti, ecc… ) in cui lei “sembrava che stasse meglio” o fosse addirittura “normale”?
    E come si comportava lei a scuola elementare? con le amichette e le maestre?
    e con i parenti o nonni?
    [..............]
    Ok, basta domande, ne avrei ovviamente altre cento…. Scusate questa valanga di domande, ma potreste rispondere ad alcune, o comunque raccontare la storia della sua infanzia (o magari postatemi il link se già l’avete scritta sul blog :-( e scusatemi se non l’ho trovata…

    PS: non sono nè uno psicologo nè niente, però sarei molto curioso di sapere alcune di queste cose, e potrebbero servire ad altri più esperti di me…

    Grazie

  14. fernanda zanier Dice:

    Ciao Andrea,
    Giuseppe e sua moglie stanno male. ma stà male e tanto soprattutto la figlia.
    Come la capisco Giuseppe, capisco con chiarezza la sua terribile ansia ed angoscia che la manda in delirio, il suo non avere più punto di riferimento, e dentro di sè solo un tremendo vuoto affettivo che nulla colma.
    Tu dici, lei ora vorrebbe trovare un compagno: “un diritto alla felicità lecito e dovuto”, solo che a lei non è permesso, non è concesso amare ma solo essere amata dai suoi genitori.
    Questo non lo tollera. Il rifiuto di quello “……..” le ha distrutto la sua speranza fantasiosa di felicità, di uno spazio normale di vita. Caro Giuseppe, ma come darle torto a tua figlia. Capisco il tuo dolore, ma sono molto più vicina al suo dramma di giovane donna, che non capisce cosa ci sia che non va in lei e che sistematicamente viene rifiutato.
    Io capisco il dolore di tua figlia.
    Fernanda Zanier

  15. disagi Dice:

    @ per Andrea e @ Fernanda Zanier

    caro Andrea, grazie per la tua presenza così giovanile che porta una ventata di curiosità. Se vai alla Home page del Blog in alto puoi cliccare le Pagine : Perchè questo Blog, La nostra storia, Dati Clinici e Situazione attuale. Vedrai che troverai le risposte che cerchi. Se poi ne vuoi fare delle nuove, scrivi pure, troverò sicuramente il tempo per soddisfare i tuoi interrogativi. Ma, come leggi, adesso siamo in un momento delicato e molto conflittuale e tutte le mie energie sono rivolte verso mia figlia. Grazie ancora e a presto leggerti. Giuseppe

    Cara Fernanda, sai quanto ti segua e quanto valuti ciò che scrivi. Ma il tuo ultimo commento mi fa sorgere il dubbio che i miei Post non siano una testimonianza abbastanza esplicita che “Io capisco il dolore di mia figlia” e che anche il Blog non è altro che una testimonianza e ricerca di questo “capire”. Mi ha stupito molto, ma forse anche le mie forze intellettuali sono molto affaticate, che tu abbia sentito la necessità di ribadire che tu “capisci il dolore di mia figlia”. Che significa, fernanda?Forse che noi ( io e mia moglie) ci danniamo la vita, giorno dopo giorno, lontani da una comprensione delle problematiche della figlia? Che noi siamo lontani dal suo dramma di giovane donna? davvero più scrivo e meno capisco questo tuo commento! Scrivi” come dare torto a tua figlia? ” Mi domando se in qualche parte di questo Blog ci sia mai scritto una volta che nostra figlia ha torto. A me non sembra. A me sembra che invece abbiamo e diamo ancora oggi tutte le nostre energie per lei, per vederla un giorno faticosamento ri-trovare la sua strada, a prescindere da torti o ragioni, a prescindere da test o diagnosi, a prescindere se è folle o sana, a prescindere da ogni giudizio di merito. Perchè è nostra figlia. E’ semplice.

  16. fernanda zanier Dice:

    Adesso sono io stupefatta:
    No, hai travisato, è esattamente il contrario.
    La comprensione e bilaterale,comprendo voi e vostra figlia.
    Lo capisco perchè io stessa ho potuto osservarlo in un altra persona.
    Allo stesso modo lei faceva quello che tua figlia fa, le fughe di notte in preda all’angoscia, la ricerca continua di persone che potessero amarla in modo incondizionato, la paura che potesse non farcela a sopportare le crisi e si togliesse la vita; la sua poca stima di se..potrei parlarti ancora a lungo, ma la descrizione della tua situazione ricalca bene la situazione. Ho solo rivisto dolorosamente un passato non tanto remoto.
    Mi spiace tu possa dubitare della mia comprensione e vicinanza, ma da psicologa vedo nel tuo scritto una proiezione dei tuoi stessi dubbi e vedo ben esplicitato come questo dubbio abbia mosso la tua motivazione al blog.
    IO non ho mai dubitato delle tue capacità genitoriali.
    i rischi del Web e le risorse dello stesso.
    Leggi in te stesso Giuseppe. Io non esprimo che opinioni ed esperienze. Il giudizio è prerogativa personale e di Dio.
    Forse sono stata troppo presente. ma è incredibile come il Web potentemente rafforzi le nostre proiezioni. credo perchè manchi la condivisone emozionale reale. Mi capita frequentemente che certe parole messe assieme attivino nell’altro malafede o supposti giudizi e pregiudizi.
    Proiezioni.
    Giuseppe, che dirti allora? Null’altro che ciao.

  17. Michela Dice:

    Cara Fernanda
    usando un linguaggio semplice, visto che non sono psicologa, non si può dire semplicemente che queste persone hanno un enorme fame di affetto, di amore, che può manifestarsi anche come fame di cibo e/o di oggetti? Ma il loro bisogno di essere amati è così grande che non potrà mai essere soddisfatto, non ci può essere nessun essere umano che li possa amare così, come loro vorrebbero. Per cui ogni nuovo incontro diventa un nuovo inferno, la persona prima amata e cercata diventa poi un mostro da distruggere, perchè non è stato all’altezza delle aspettative. In questo senso non è che a lei non è permesso amare, è solo che non troverà nessuno, anche perchè io non so quanto queste persone siano capaci di amare. Credono di amare, ma solo finchè si sentono amate.

    E’ necessario che prendano coscienza di avere un carattere, diciamo, ad ‘alti e bassi’, per poter imparare ad amare.

    a me hanno detto che mia figlia non andava a scuola perchè io ci tenevo alla scuola.
    Se è vero,allora sono contenta di aver puntato sulla scuola e non sulla morale- per esempio-, perchè così poteva trasgredire su qualcosa di non gravissimo, come la frequenza scolastica.
    Io penso, invece, che loro trasgrediscono a qualsiasi legge o regola, è l’unico modo che hanno per cercarsi, per trovarsi, per sentirsi, e per conoscersi.
    Ma poi il vero motivo per cui lo fanno, io non lo conosco, e mi viene da pensare che non c’è: sono fatti così, sono nati così.

  18. luna Dice:

    Ciaò Giuseppe, sappi che ti sono vicina.
    Ecco quello che succede anche a persone miti come lui,il continuo stress,le continue crisi , ricevere una assistenza psichiatrica fatta solo di sedativi,diciamolo pure (perchè lo denunciamo da tanto tempo) il menefreghismo o la negligenza degli operatori della salute mentale ,il non ricevere un dovuto aiuto e sostegno ,lasciano spazio all’AGRESSIVITà .
    Mi chiedo dopo cosa succederà, una tragedia ,poi saremo lì a dire si poteva……….fare questo o quello ………..

    Per Fernanda,per favore non sia stupefatta,io ho parlato e ascoltato GIuseppe , dalla sua voce ho capito che è una buona persona e lo si legge nei suoi post.
    IL DOLORE NON HA RUMORE
    UN abbraccio a tutti
    Luna

  19. mario Dice:

    “Calma e gesso” dicono dalle mie parti. Torno a leggere “Disagi” dopo qualche giorno di assenza e resto stupito dalla polemica con Giuseppe innescata da Fernanda. Mi sembrano francamente molto stonate e fuori luogo frasi tipo “da psicologa vedo nel tuo scritto una proiezione dei tuoi stessi dubbi….”.
    A parte che, per una regola non scritta ma sempre rispettata, in questo blog chi interviene non si qualifica mai professionalmente ( io potrei essere il presidente di una multinazionale, uno spazzino, un contadino, uno psicologo, uno psichiatra, un operaio, un macellaio etc; é importante quello che scrivo e non cosa faccio nella mia vita) ma non ho letto, Fernanda, nello scritto che ti ha indirizzato Giuseppe il 3 settembre motivi tali da scatenare una simile reazione da parte tua. Anzi io ci ho letto, invece, l’ennesimo grido di dolore e di disperazione; mai così forte come in questo periodo tragico per Giuseppe, sua moglie e “Lei”.
    Qui non ci sono da fare graduatorie a chi si é più vicino: c’é una famiglia, tutta, che sta vivendo un dramma e che ha bisogno di Aiuto. E’ a questo che dobbiamo pensare prima di tutto quando cerchiamo di dare il nostro modesto contributo scrivendo a “Disagi”.

  20. disagi Dice:

    @ per Fernanda
    Sono andato a rileggermi più volte quello che ti avevo scritto e, francamente, per quanti sforzi faccia, non riesco a capire il tuo essere “stupefatta” e il tuo scritto conseguente. Ma tu puoi credere che nelle condizioni in cui oggi mi trovo, ci troviamo io e mia moglie, avrei, avremmo, il tempo di alterare intenzionalmente, di “travisare”, come dici tu ?
    Non ho energie per risponderti se non dirti semplicemente di rileggere, seneramente, quello che ti ho scritto. Non troverai nulla “contro di te” ma piuttosto uno sfogo di un genitore che, per quanti sforzi faccia, si sente impotente e incapace a fronteggiare il dramma della sua famiglia. E questa è la reale motivazione per cui abbiamo aperto un Blog.Forse così leggendo, mi auguro, il tuo stupore potrà venire meno.Giuseppe

  21. anita Dice:

    Si Michela, anch’io penso che sono nati così i nostri ragazzi, come dici tu
    Quanti sensi di colpa! Quante volte mi sono detta “:dove ho sbagliato?! ” anni e anni, dai primi problemi, da più di vent’anni.
    E’ da un po’ che non dico più a me stessa di essere la causa del dolore di mia figlia….ho fatto quello che ho potuto, che ho saputo fare come madre, tanti errori si ma anche tanto, tantissimo amore.
    Ma chi non sbaglia nella vita? Non esiste la perfezione nell’uomo e in fondo al cuore so di aver sempre cercato il suo bene.
    A Disagi mando un caro saluto, vi sono sempre vicina e vi abbraccio.

  22. fernanda Dice:

    rispondo al signor Mario:
    polemica con Giuseppe innescata da Fernanda.
    Bene, allora vediamo di chiarire il travisamento.Come prima cosa non ho scatenato nessuna polemica e quelle che lei fa è una sua lettura personale, che non condivido, poichè le mie intenzioni erano semplicemente di comunicare vicinanza ed affetto, per quanto possibile con il web. Non sapevo che lei sig. Mario mettesse dele regole in questo blog;
    Giuseppe non me ne parlò mai e credevo molto democraticamente si potesse essere quelol che si è, con o senza titolo.
    Di fatto , se ho in qualche modo non rispettato la netiquette di questo blog, allora chiedo scusa a quanti si fossero risentiti per la mia troppa libertà.
    Io mi presento con nome e cognome e pertanto, non avendo scelto l’anonimato, non ho mai pensato di dover occultare anche a mia formazione.
    Non so di quale reazione lei stia parlando: mi esponga dunque se possibile la frase, in modo tale da caipire cosa lei ha letto nelle mie parole.
    Di quali graduatorie stà parlando, non capisco. lei sta liberamente interpretando e mettendomi nelle righe intenzioni che non mi appartengono Credo ci sia una lettura distorta delle mie intenzioni e questo diventa molto fastidioso, quando di fatto da parte dell’interlocutore c’è una assoluta buona fede. Ma può capitare e non per questo le persone non devono più confrontarsi. Saluti cordiali.

  23. fernanda zanier Dice:

    Rispondo a Giuseppe: certamente, non ho mai pensato che tu potessi avercela con me.
    Anche per me queste giornate sono dure. Forse questo ha determinato una modalità di scrittura
    diversa dal solito. Noi non abbiamo mai avuto motivi di discussione, probabile sia questo.
    Per mia esperienza personale: sono sempre state delle condizioni di stress prolungato a determinare terribili malintesi con persone che, ma l’ho capito dopo. volevano solo il mio bene.
    Ciao Giuseppe, se hai tempo e voglia, vieni a leggere gli ultimi post sul dpb. Mi fa sempre piacere un commento critico. Invito esteso anche al signor Mario. :-)

  24. Michela Dice:

    Per Anita.
    non riesco a risponderti su sospsiche. Prova a mandarmi una mail su papabender@hotmail.it e provo a risponderti da lì. Ciao Michela

  25. mario Dice:

    Belle e sincere, Fernanda, le tue parole a Giuseppe. E grazie per l’invito a leggere gli ultimi post. Lo farò sicuramente.
    “La varietà é il principio fondamentale della vita. Che cosa fa di noi degli esseri completi? La differenziazione. L’equilibrio perfetto significa distruzione”(Swami Vivekananda).

  26. disagi Dice:

    @ per tutti

    Tutto quello che é stato scritto nei commenti da tutti voi (grazie di cuore) dimostra solo una profonda verità: quanto é difficile essere aiutati ma, sopratutto, quanto é difficile, aiutare!
    Non bastano buone intenzioni, cultura, cuore, amore compassionevole, dedizione o quant’altro di positivo che sgorga dall’animo umano, se a tutte queste qualità non aggiungiamo un senso della misura che solo la “distruzione” dell’Ego può fornire.
    E’ questo il cammino principale che dobbiamo percorrere, unica strada che può portare verso l’altro da noi. Giuseppe

  27. fernanda zanier Dice:

    A Giuseppe: Un grazie con un forte abbraccio :-) per questa tua ultima risposta.
    f

  28. engelsblick Dice:

    Leggo solo ora la lunga scia di commenti che si sono animatamente susseguiti a questo post. L’ultima riflessione, quella di Giuseppe, mi sembra dire l’essenziale e l’accolgo come un dono e una lezione. “Distruzione” dell’Ego, dunque, come unico cammino per incontrare l’altro.
    So quanto questa capacità mi manca, e mi rimetto a voi per questo, nel ribadire ancora una volta che mi mangio le mani, dal sapere che non posso fare niente per aiutarvi.

    Colgo con rispetto e affetto -quell’affetto che nonostante le distanze del web mi sembra si possa comunque in qualche modo costruire – tutto il dolore che state vivendo. Ed è ahimè l’unico modo che ho per esservi vicina.

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