Giu le mani dai bambini!

 

RICEVIAMO DA IOANNIDIS E PUBBLICHIAMO IMMEDIATAMENTE.

 

Oggetto: VADEMECUM PER I GENITORI

 

Dopo tante, troppe, telefonate di genitori preoccupati per l’invasione

di psicologi e psichiatri nelle scuole, dalle materne in su, abbiamo deciso

di formulare questo VADEMECUM ad uso dei genitori.

Forse non sarà la formula migliore, ma saremmo molto negligenti a

non fare nulla al riguardo.

 

Per una volta chiediamo che venga fatta una sorta di “catena di santantonio”

per diffondere questo messaggio il più largamente possibile.

 

In mancanza di fondi adeguati per portare la questione all’attenzione dei milioni

di genitori, usiamo la forza della rete, sperando che questa risponda.

Ci auguriamo anche che i Media, in ogni forma, facciano la loro parte.

 

Chiediamo ad ognuno di girare alla sua lista d’indirizzi questo documento,

metterlo sui siti, sui forum e nei blog dove la maggior parte dei genitori possa

vederlo.

 

Grazie a nome di tutti i bambini.

 

Massimo Parrino

Direttore CCDU Onlus

 

 

 

I GENITORI, VOLETE CHE LA SCUOLA TORNI AD ESSERE PER I

VOSTRI FIGLI UN LUOGO DI ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE E NON

UNA FILIALE DELL’ASL?

 

LA RISPOSTA E’ SI? ECCO COSA POTETE FARE, PASSO PER PASSO

SCOPO DEL VADEMECUM: Proteggere i bambini e le loro famiglie dalla dannosa influenza di

psicologi e psichiatri nelle scuole. Sempre più genitori ci telefonano preoccupati di proposte

psicologiche all’interno della scuola a partire dalla scuola materna. La maggior parte dei genitori

non sa che questa è una specifica strategia per acquisire clienti in quel grande mare che è la scuola.

Strategia sviluppata 40 anni fa in America da circa 10 anni è stata importata in Italia. Negli ultimi 4-

5 anni ha avuto un boom anche da noi. In tutti i modi possibili psicologi e psichiatri stanno

convincendo insegnanti e genitori che i problemi scolastici sono “malattie mentali” da curare e che

solo loro possono risolvere il problema. Invitiamo tutti quanti a diffidare di tali professionisti che

non possono dimostrare alcun cambiamento nel comportamento dei ragazzi se non un netto

peggioramento. Il bullismo, che pretendono di risolvere, è una diretta conseguenza di questi

programmi introdotti in Italia circa 10 anni fa. Per maggiori informazioni www.ccdu.org sezione

pubblicazioni/opuscoli/danneggiare i giovani, oppure www.perchenonaccada.org.

 

COSA FARE:

1. Recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e presentate una

comunicazione da voi scritta, firmata e fatta protocollare, che dichiari il vostro totale rifiuto

a far sottoporre i vostri figli a prove di valutazione psicologico-psichiatrica, come per

esempio test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del

linguaggio, della valutazione dell’ansia e della depressione… .

Questo eviterà che i vostri figli partecipino alle iniziative proposte e vi metteranno al riparo

da qualsiasi intervento a vostra insaputa.

Nel caso vogliate intervenire in modo più approfondito, potete fare quanto scritto di seguito; prima

però è necessario conoscere quali sono gli organi scolastici nei quali voi genitori siete presenti e

potete intervenire:

a. Consigli di intersezione (scuola dell’infanzia), interclasse (scuola primaria), classe

(secondaria).

Sono formati dai docenti, dai rappresentanti dei genitori (dagli studenti nelle scuole superiori) e

presieduti o dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui stesso delegato. Tra le funzioni si

evidenziano le seguenti:

- formulare proposte di carattere educativo, didattico;

- esprimere pareri sull’adozione dei libri di testo;

- esaminare la programmazione didattica elaborata dai docenti;

- verificare ogni due mesi l’andamento dell’attività didattica, interesse, problemi, difficoltà… .

b. Consiglio di Circolo e di Istituto.

E’ formato dai rappresentanti dei docenti, del personale amministrativo, dei collaboratori scolastici,

dei genitori e dal Dirigente Scolastico. E’ presieduto da un genitore, eletto Presidente.

Esso adotta gli indirizzi generali del P.O.F. (di cui trovate la sua spiegazione sotto) , indica i criteri

generali per la programmazione educativa, elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola, … .

c. Assemblea di classe

E’ l’espressione fondamentale della partecipazione dei genitori alla gestione della

scuola, formata dai genitori della classe e dai docenti operanti in essa; si propone di realizzare una

collaborazione costruttiva tra tutte le componenti della scuola attraverso indicazioni e suggerimenti.

Durante tale assemblea verrà eletto il rappresentante dei genitori.

Page 2

d. Comitato dei genitori

E’ composto dai rappresentanti di classe ed ha lo scopo di promuovere iniziative che migliorino il

rapporto scuola-famiglia, promuovere nella scuola e nella famiglia una maggiore attenzione alle

problematiche legate all’educazione e a tutelare la sicurezza e il diritto alla salute.

 

Ecco a questo punto i passi che potete intraprendere:

 

1. Per prima cosa recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e fatevi dare il

P.O.F., che altro non è che il PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA, cioè la carta di identità

dell’istituzione scolastica che esplicita tutti i servizi che la scuola offre ai suoi utenti. Qualora vi

chiedono il perché, dite semplicemente che è un vostro diritto sapere il programma di studio.

Visionatelo al suo interno, soprattutto in riferimento ai Progetti previsti: in particolare quelli

relativi alle attività si screening, vale a dire test cognitivi, psicologici che hanno lo scopo di

individuare “disturbi fantomatici” di apprendimento, “di attenzione e iperattività” ecc., che

successivamente possono portare a segnalare il bambino per una etichettatura da “handicappato” o

affetto da “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”, per fare degli esempi ed approdare forse

nelle mani di neuropsichiatri infantili che, per risolvere il suo disagio, medicalizzano i suoi

problemi, ricorrendo magari alla terapia psicofarmacologica (in Italia 50.000 circa sono già i

bambini ai quali stanno venendo somministrati psicofarmaci!).

Attenzione anche ai Progetti sull’affettività che spesso vengono gestiti da neuropsichiatri infantili o

psicologi che entrano nella classe ad osservare i bambini.

Può essere che nel Piano dell’Offerta Formativa non troviate i Progetti nella loro interezza, potreste

soltanto vederne citati i titoli o una sintesi.

Solitamente ai genitori non viene mostrato il Progetto nella sua interezza, ma ne verrete a

conoscenza attraverso una circolare, che ne presenta solo un breve riassunto. Il Progetto è completo:

ecco perchè lo si deve visionare, per evitare sorprese poi.

Avete tutto il diritto (in base alla legge sulla trasparenza, che è la N° 241) di visionarli,

rivolgendovi presso l’Ufficio della Dirigenza.

Così facendo sarete sempre informati su quali sono i Progetti che la scuola porterà avanti nel corso

dell’anno scolastico e decidere di conseguenza, anche ricorrendo al trasferimento di vostro figlio in

un’altra scuola.

IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test.

Rapporti ricevuti parlano, per evitare lamentele dei genitori, di proposte di temi poi visionati da

psicologi, semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco, giochi proposti

da psicologi. Ultimamente, sempre per aggirare probabili lamentele, sono diventati più creativi: i

test li consegnano a casa chiedendo ai genitori di rispondere. Questi sotterfugi la dicono lunga sulle

intenzioni nascoste di psicologi e psichiatri per la scuola.

2. Per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell’apprendimento

RICORDATE CHE E’ NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E

VOI VI POTETE OPPORRE. Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a

vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03),

che potrete inviare ad esempio al Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete,

all’Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione suddetta, al Garante della Privacy (Piazza

Monte Citorio 121, 00186 Roma). Copia dell’esposto potete inviarlo anche al Comitato dei

Cittadini per i Diritti Umani, V.le Monza, 1 – 20125 Milano

Page 3

3. Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie

riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe. Inoltre avrete la

possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro,

aiutando in tal modo l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da

impartire ai vostri figli (art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).

4. Proponetevi di far parte del Consiglio d’Istituto e, diventando così parte attiva e responsabile

della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti

professionisti che guidino gli alunni, affinchè possano crescere in modo sano ed equilibrato,

sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che

applicheranno poi nella vita.

5. Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il Coordinatore del

corpo docenti, possa correre il rischio di venire segnalato come “affetto” da “handicap”, piuttosto

che da “disturbi dell’apprendimento” (disgrafia= incapacità di scrivere in modo corretto,

dislessia=incapacità di leggere e capire un testo scritto…) a seguito di test a cui è stato sottoposto,

voi, in quanto tutori e responsabili di vostro figlio, VI POTETE OPPORRE. Avete tutto il diritto

di farvi mostrare i test somministrati a vostro figlio. Fatevi spiegare e chiarire ogni cosa, ad

esempio: dai test risulta che vostro figlio è iperattivo. Cosa vuol dire iperattivo? Quali sono i test

scientifici che lo ritengono tale? Chi ha deciso che mio figlio è iperattivo? In base a quale

punteggio? Chi ha deciso che a quel numero corrisponde un deficit? Queste sono alcune delle

domande che potete porre al corpo docente.

Se vostro figlio ha delle difficoltà, svariate sono le azioni che possono essere intraprese: sottoporre

vostro figlio a un ceck-up completo per evidenziare possibili disturbi fisici reali, affiancare vostro

figlio a un’insegnante di recupero che lo aiuti dal punto di vista didattico, modificare la sua

alimentazione, che presenta allergie o disfunzioni ghiandolari o una presenza eccessiva di zuccheri,

coloranti…

6. Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato “affetto da…”, voi avete tutto il diritto di fare

OPPOSIZIONE NETTA, facendovi mostrare i test e dichiarando che state già prendendovi cura di

vostro figlio al di fuori dell’istituzione scolastica, attravero un’insegnante di recupero, piuttosto che

da voi stessi, per esempio. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI

DEI PROPRI FIGLI, NON E’ LA SCUOLA!

RICORDATE: “Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su

giovani menti”. (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385).

PER INFORMAZIONE: Il Piemonte e il Trentino sono le prime due regioni italiane che hanno

approvato una legge che pone il divieto assoluto dei test psicologici nelle scuole; ora questa legge è

approdata in Parlamento.

I bambini d’oggi saranno i futuri leader del domani!

Per poter crescere felici devono essere responsabili delle loro azioni senza dipendere da cure

psicologiche o psicofarmaci per essere dei “bravi bambini”.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Per informazioni:

tel.: 02-36510685

E-mail: info@ccdu.org

www.ccdu.org

Direttore CCDU onlus



6 Risposte a “Giu le mani dai bambini!”

  1. Michela Dice:

    Volevo solo precisare che la scuola non è sempre una terra di nessuno.
    Il POF è approvato prima dal Collegio docenti e poi dal Consiglio d’Istituto dove sono presenti anche i genitori.
    Perchè un minore possa entrare in contatto con uno psicologo od affine a scuola è necessario il consenso SCRITTO del genitore. Nel caso ciò non dovesse avvenire credo che si possa fare ben di più che un esposto per violazione della privacy, ma non sono avvocato: io chiederei direttamente un’ispezione, ha molta più risonanza pubblica, ed è più rapida di un processo.

    Nessun insegnante può fare alcuna diagnosi, neanche a titolo informale, nè di iperattività nè di dislessia od altro. Nel caso della dislessia, se ha dei sospetti, può anzi DEVE invitare i genitori ad un colloquio con un professionista logopedista od altro, e sarà lui a fare gli accertamenti, in ambiente extrascolastico.

    Non mi risulta neanche possibile che gli elaborati dei ragazzi come test e temi, possano uscire dalla scuola. L’insegnante è tenuto al segreto professionale.
    Queste sono violazioni che possono anche pregiudicare la carriera di un insegnante.
    Per questo è importante vigilare sempre, ma la maggioranza di insegnanti sono professionisti, che conoscono i loro obblighi nei confronti dei ragazzi a loro affidati.

  2. engelsblick Dice:

    Personalmente la mia esperienza scolastica mi fa dissentire. Magari ci fosse stato sostegno psicologico nella mia scuola! Mi sarei risparmiata io per prima tante sofferenze (v. bullismo che non può essere stato indotto dagli psicologi, perchè nella mia scuola proprio non c’erano) e gli anni di psicoterapia di cui poi ho avuto realmente bisogno.
    Se poi ci sono scuole in cui avvengono degli abusi, beh, non facciamo di tutta l’erba un fascio!

  3. Michela Dice:

    nella scuola dove lavoro c’è una psicologa che cura l’orientamento ( cioè aiuta i ragazzi a chiarirsi le idee sul loro futuro e sugli studi che vogliono intraprendere), e che si rende disponibile ad incontrare i ragazzi che lo desiderano, e sempre dietro autorizzazione scritta del genitore. Poi, se il genitore è disponibile, cioè quasi sempre, anche lui va a fare il colloquio con lo psicologo a scuola. E’ un bel modo per riprendere la comunicazione tra genitori e figli, ed anche è un modo per i ragazzi per raccontare cose che non direbbero a nessuno, sapendo che il ‘loro segreto’ sarà rispettato.
    E’ un servizio rivolto anche agli insegnanti.

    Nella scuola ho visto solo psicologi o pedagogisti, mai psichiatri, e non abbiamo mai permesso indagini o screening, anche perchè portano via tempo prezioso, senza che ci sia una ricaduta utile per la scuola.
    Abbiamo anche una bellissima aula di sostegno con , tra le altre cose, materassi di gomma e biscotti, che calmano i bambini più irrequieti e rallegrano i più depressi.
    e siamo una scuola di periferia, con poche risorse, e a volte bistrattata dai genitori che preferiscono le scuole in centro città.

  4. Luna Dice:

    Ciaò Michela,

    bella questa tua testimonianza,mi rallegra il cuore
    sentire che ci sono anche queste realtà, che sta a cuore la vita e la serenità dei bambini e da parte mia un grande grazie a tutti .

    Un saluto

    Luna

  5. disagi Dice:

    Personalmente penso che questi appelli siano molto giusti per un solo motivo: ricordare a genitori e insegnanti che le risorse a loro disposizione sono immense e che eventuali interventi ministeriali di massa ( leggi proposte di Cassano sull’uso degli psicofarmaci nelle scuole), rischiano di soffocare tante realtà efficaci, come le testimonianze di cui sopra rendono evidenti. Un caro saluto.Giuseppe

  6. engelsblick Dice:

    Su questo sono perfettamente d’accordo con te! E’ che troppo spesso certi “malesseri” vengono bollati come pratiche da espletare. Ci vuole attenzione per i singoli, invece, per ogni storia, e ogni singola realtà umana, con la sua personalissima esperienza. In questo senso, sì, gli interventi “di massa” rischiano solo di fare danni – e servono a far girar quattrini e mettere a posto un paio di coscienze.
    Un caro saluto!

Lascia un commento