Chissà quante poesie giacciono nel fondo dei cassetti o nell’intimo di tante anime in pena per la salute di un figlio… questa che ci è giunta alcuni giorni fa, la pubblichiamo con la nostra più grande partecipazione…
COME SI FA
Ti sei insinuata un giorno,
piccolo seme invisibile,
nelle pieghe
più nascoste di me
e da subito hai messo radici profonde.
Poi, fiore delicato,
sei sbocciata alla vita,
hai dischiuso i tuoi petali sottili
guardando con
occhi ardenti
il cielo immensamente lontano.
Ma il sole non ti scalda
e la
pioggia non spegne la tua sete bruciante.
Lo stelo sottile, senza linfa,
è
preda indifesa di ogni soffio di vento.
Mani avide ti accarezzano,
sporcano il
candore della tua corolla,
rubano il tuo profumo,
annientano la tua voglia di
crescere.
E il cielo è sempre più lontano,
il sole è fuoco che brucia,
la
pioggia acqua stagnante
che non purifica, non lava le ferite.
Ci sono ancora le
radici,
sono intrecciate ad ogni mio respiro
e con quelle cerco disperatamente
di tenerti ferma, di non farti cadere.
Sono sempre più sottili,
scivolano via
veloci
e io non so trattenerle.
Il prossimo soffio di vento
potrebbe portarti
via,
rubandomi la gioia di vederti sorridere alla vita,
fiera, eretta sul tuo
stelo robusto.
MA COME SI FA A FERMARE IL VENTO?
Le vostre parole, la vostra
sofferenza, le speranze, la voglia di non arrendersi nonostante tutto e tutti
le capisco, perchè sono anche le mie. Vi abbraccio e auguro a voi e a Lei, che
sento un po’ anche mia, un 2009 che porti almeno qualche piccolo passo in
avanti
mamma Vallì
Gennaio 9, 2009 alle 8:02 pm |
La trepidazione di una madre per un altra giovane vita sospesa….
evanescente, trasparente e sottile come un aquilone, trattenuta da un filo fatto di coraggio e di amore….
Il vento noi non possiamo fermarlo,
possiamo soltanto sperare e pregare che il soffio… sia lieve come una carezza
Speranza
Gennaio 14, 2009 alle 10:13 pm |
Caro Giuseppe, ti mando un affettuoso saluto dalla piovosa Udine.
La poesia è drammatica, ma significa bene il senso tragico di alcune vite. Non ci sono errori, non ci sono scelte sbagliate. solo una terribile casualità, che per l’appunto fa chiedere “perchè io..??”
Gennaio 18, 2009 alle 7:37 am |
Come state?