Gennaio 26, 2009
Sì, la nostra esperienza con questo Blog sta per finire. Abbiamo passato un anno e mezzo esprimendo le nostre angoscie, manifestando il nostro dolore e siamo stati accolti da tanti di voi con grande umanità.
Abbiamo così condiviso quei sentimenti che generalmenti rimagono nascosti fra le pieghe del tempo quotidiano ed è stata una esperienza unica e indivisibile. Molti di voi ci hanno scritto e risposto riportando i loro disagi, le loro ansie e paure. Ma, secondo noi, questa esperienza non può essere percorsa per sempre. Anche questa esperienza deve avere un principio e una fine, come la nostra vita che è la madre di tutte le esperienze.
Siamo stati insieme tanto tempo e con alcuni di voi ci siamo “amati” come solo la sofferenza dà la possibilità di amare. Solo chi soffre conosce i meandri luminosi e oscuri dello Spirito e solo chi soffre è portatore di una energia amorosa, profonda e qualche volta abissale, che le persone “normali” non possono nemmeno immaginare. E questo è il grande regalo che i nostri ragazzi ci fanno in ogni momento della nostra vita: con il loro disagio ci danno una via, una strada da percorrerre: quella della comprensione , dell’amore e della dedizione totale. La dedizione, appunto. Il sentimento, forse più difficile e più sconosciuto in questa società edonistica e individualistica, restia alla “cura” dell’altro, concentrata, come è, nel consumo aleatorio e immediato di tutti i beni materiali e immateriali di cui l’uomo dispone: dalle scarpe all’amore.
Di questa esperienza ne facciamo e ne faremo tesoro. Vogliamo ricordare ancora una volta che fra le tante informazioni ricevute, ne sottolineamo una , secondo noi, preziosa. Indicataci da Ioannidis, è l’indirizzo della Dott. ssa Gabriella Lesmo con il suo Centro per il trattamento delle Disabilità Evolutive, che tratta le personalità autistiche e/o con disturbi evolutivi. Anche noi ci siamo rivolti a questo Centro e inizieremo un trattamento medico alternativo agli psicofarmaci nel giro di qualche mese. ( cell: 339 162.60.04 —- e.mail: gabriella.lesmo@autismoweb.it )
“Lei” non ha potuto leggere il Blog e seguirlo e magari farlo suo. Non è ancora in grado di fare uno sforzo emotivo così grande. Ma siamo sicuri che, atttraverso di noi, avrà sicuramente recepito quanto di positivo è stato detto e scritto, quanto la sua solitudine e la sua frustrazione è simile a quella di tanti altri ragazzi di questa generazione senz’altro sfortunata come quelle dei milioni di giovani le cui vite sono state ( e sono) bruciate da guerre e calamità. “Lei” molto probabilmente, se ” il diavolo non ci mette la coda”!, andrà il prossimo mese in una “residenza protetta” dell’ASL dove finalmente, si è liberato un posto. ( In tutto sono dodici!, …) . Per noi sarebbe un primo traguardo che premierebbe la lotta quotidiana che abbiamo fatto per assicurare a nostra figlia una sistemazione almeno “dignitosa”. Questo non significa di aver risolto il problema, ne siamo consci, ma perlomeno significa che abbiamo gettato le basi per costruire la Casa della Guarigione, meta finale alla quale tendiamo con tutte le nostre risorse fisiche e intellettuali.
Grazie, dunque, ancora una volta a tutti, non citiamo nessuno proprio per rimanere nello spirito di un Blog come il nostro: oltre l’individualità, per condividere sofferenze e “disagi” con altri esseri umani vicini a noi in un ideale abbraccio.
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Pubblicato da disagi
Aprile 1, 2008
Scrive Bruce Lipton, biologo epigenetico, in “Appunti sulla evoluzione cellulare” ( Scienza e Conoscenza, N.23, febbraio 2008) :
“…E questa evoluzione, alla fine ha condotto agli esseri umani. Noi abbiamo 50 trilioni di cellule, ma la cosa interessante è che questo rappresenta l’evoluzione più completa di tale forma di vita, quindi non è possibile rendere l’essere umano più intelligente, ogni essere umano raggiunge un limite massimo, proprio come le cellule. Allora l’evoluzione si è fermata? No. Come è accaduto in precedenza per le cellule, che si sono riunite in comunità, ora anche le persone fanno lo stesso. Quindi l’evoluzione fa un balzo verso il livello successivo, quello della comunità, in cui noi siamo come cellule in un più ampio contesto chiamato umanità.
L’umanità è l’organismo che si evolve e, non l’essere umano individuale.
Perciò l’umanità sta passando attraverso una evoluzione come comunità multi-cellulare in cui ognuno di noi porta la propria intelligenza da condividere con una comunità più ampia per creare una intelligenza molto più grande.”
Quanto scritto sopra suggerisce esattamente del perchè noi ci siamo decisi a pubblicare questo Blog. Le ragioni sono evidenti: nessuno può ormai sperare di risolvere i problemi di tematiche così complesse sperando nell’intervento di un bravo psichiatra o di un operatore particolarmente sensibile. Abbiamo tutti un gran bisogno di connettere le nostre esperienze, quindi la nostra intelligenza, con quelle degli altri: è questo il senso di una comunità che funziona. Ma, è da notare, che non abbiamo bisogni solo delle intelligenza degli addetti ai lavori, ma abbiamo tutti bisogno di connettersi con l’esperienza di tutti , siano membri delle famiglie, siano lettori affezionati o occasionali, siano pazienti cronici o giovani in trattamento, siano artisti o operai. Tutti, veramente tutti, possono e ( dovrebbero) contribuire a formare quella Rete Sociale pluridimensionale che può essere il contributo più evolutivo , quindi più avanzato, per la soluzione di problemi complessi come quello del disagio mentale.
A questo proposito abbiamo notato che questa sentimento comunitario stenta a decollare. Molti ci scrivono, ma molti se ne vanno. Molti ci lasciano i loro appunti ma molti non insistono nel allargare e approfondire le varie esperienze che si disvelano via via nel Blog. E invece proprio di questo abbiamo bisogno: che intelligenza e esperienza formino un intreccio quotidiano il più ampio possibile su tutti i fronti: dalle cure farmacologiche alle esperienze nelle case famiglia, o nelle residenze protette o nella famiglia stessa, fonte di tanti traumi ma anche di una possibile guarigione.
Sicuramente il nostro lavoro è imperfetto e può risultare insoddisfacente, ma, proprio per questo, c’è il grande bisogno di un contributo da parte di tutti per realizzare una comunità di conoscenze che può aiutare molti di noi.
Almeno è questa la nostra intenzione.
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