La nostra esperienza

Gennaio 26, 2009

 

Sì, la nostra esperienza con questo Blog sta per finire. Abbiamo passato un anno e mezzo esprimendo le nostre angoscie, manifestando il nostro dolore e siamo stati accolti da tanti di voi con grande umanità.

Abbiamo così condiviso quei sentimenti che generalmenti rimagono nascosti fra le pieghe del tempo  quotidiano ed è stata una esperienza unica e indivisibile. Molti di voi ci hanno scritto e risposto riportando i loro disagi, le loro ansie e paure. Ma, secondo noi, questa esperienza non può essere percorsa per sempre. Anche questa esperienza deve avere un principio e una fine, come la nostra vita che è la madre di tutte le esperienze.

Siamo stati insieme tanto tempo e con alcuni di voi ci siamo “amati” come solo la sofferenza dà la possibilità di amare. Solo chi soffre conosce i meandri luminosi e oscuri dello Spirito e solo chi soffre è portatore di una energia amorosa, profonda e qualche volta abissale, che le persone “normali” non possono nemmeno immaginare. E questo è il grande regalo che i nostri ragazzi ci fanno in ogni momento della nostra vita: con il loro disagio ci danno una via, una strada da percorrerre: quella della comprensione , dell’amore e della dedizione totale. La dedizione, appunto.  Il sentimento, forse più difficile e più sconosciuto  in questa società edonistica e individualistica, restia alla “cura” dell’altro, concentrata, come è, nel consumo aleatorio e immediato di tutti i beni materiali e immateriali di cui l’uomo dispone:  dalle scarpe all’amore.

Di questa esperienza ne facciamo e ne faremo tesoro. Vogliamo ricordare ancora una volta che fra le tante informazioni ricevute, ne sottolineamo  una , secondo noi, preziosa. Indicataci da Ioannidis, è l’indirizzo della Dott. ssa Gabriella Lesmo con il suo Centro per il trattamento delle Disabilità Evolutive, che tratta le personalità autistiche e/o con disturbi evolutivi. Anche noi ci siamo rivolti a questo Centro e inizieremo un trattamento medico alternativo agli psicofarmaci nel giro di qualche mese. ( cell:  339 162.60.04 —- e.mail: gabriella.lesmo@autismoweb.it )

“Lei” non ha potuto leggere il Blog e seguirlo e magari farlo suo. Non è ancora in grado di fare uno sforzo emotivo così grande. Ma siamo sicuri che, atttraverso di noi, avrà sicuramente recepito quanto di positivo è stato detto e scritto, quanto la sua solitudine e la sua frustrazione è simile a quella di tanti altri ragazzi di questa generazione senz’altro sfortunata come quelle dei milioni di giovani le cui vite sono state  ( e sono) bruciate da guerre e calamità. “Lei” molto probabilmente, se ” il diavolo non ci mette la coda”!, andrà il prossimo mese in una “residenza protetta” dell’ASL dove finalmente, si è liberato un posto. ( In tutto sono dodici!, …) . Per noi sarebbe un primo traguardo che premierebbe la lotta quotidiana che abbiamo fatto per assicurare a nostra figlia una sistemazione almeno “dignitosa”. Questo non significa di aver risolto il problema, ne siamo consci, ma perlomeno significa che abbiamo gettato le basi per costruire la Casa della Guarigione, meta finale alla quale tendiamo con tutte le nostre risorse fisiche e intellettuali.

Grazie, dunque, ancora una volta a tutti, non citiamo nessuno proprio per rimanere nello spirito di un Blog come il nostro: oltre l’individualità, per condividere sofferenze e “disagi” con altri esseri umani  vicini a noi in un ideale abbraccio.

 


Casa di Cura e Seroquel 400mg. (2)

Ottobre 9, 2008

Appunto,   200 x 2 = 400mg.

la dose è stata aumentata perchè pochissimo è cambiato nel comportamento di “Lei”. Pare che ci siano casi che si arriva a 900 mg,  e poi? Siamo molto in ansia. Siamo dispiaciuti. Ci sentiamo sconfitti. Ma in questa battaglia dove sono i vinti e i vincitori?


Perchè solo noi ? (2)

Agosto 29, 2008

 

Quando oggi alle 14 è squillato il telefono, un presentimento. E’ il Pronto Soccorso.”Vostra figlia si è svenuta per la strada,  è quì ricoverata per accertamenti, è meglio che qualcuno della famiglia venga” E qualcuno della famiglia è andato. Dove? Forse all’inferno. Sì, un luogo dove finalmente non ci sono ambiguità. Là si va per soffrire. Lo sai prima. Non ci sono altre possibilità. Altro che musica celeste. Solo lamenti, pianti, sangue, passi strascicati, lenzuoli ammassati di sudore, occhi stravolti, increduli. Occhi bisognosi di tutto, occhi di paura. Tanta paura depositata nel cuore e sulla pelle, paura dell’attimo che deve venire, paura della catastrofe che è stata annunciata, paura di ogni ombra che si muove, paura di ogni sussulto che stride. La paura come compagna che ti carezza la mano o ti muove le dita nervose. La paura che ti porta nel bagno intasato da ogni porcheria, la paura che ti mozza il respiro e ti fa ansimare come una locomotiva a vapore. Voci, bisbigli, voci perentorie, voci saccenti, voci velate, voci frettolose, voci che nascono dal nulla e nel nulla si ri-perdono. Cigolii di porte socchiuse, stridore dei ferri dei letti, passi che scandiscono un tempo passato.

“Sì, può andare, forse è stato un attacco di panico. Si rivolga alla psichiatra, Arrivederci!”

E’ profondamene vero sono anni che ci “ri-vediamo”, sono anni che “ri-petiamo” le stesse parole e sentiamo lo stesso fraseggio. E sono anche tanti anni che nel cuore spero, caro Dottore, di non ” ri-vederti”.Ma l’addio è ancora lontano e ci ri-vedremo ancora e ancora e ancora. Oggi non sappiamo più cosa fare. Abbiamo ri-visitato l’inferno e dopo che cosa ci resta da visitare? Il limbo non esiste più, è stato declassato. Il purgatorio è roba da beghine di chiesa, il Paradiso? Ma quello è solo per gli eletti! E per noi allora cosa rimane da visitare? Chi grida il proprio destino, dove può andare? Se qualcuno lo sa, vi preghiamo, informateci. Staccheremo subito il biglietto. Naturalmente di terza classe. Allora non saremo soli. In terza classe si viaggi in tanti, compenetrati nel sudore e nella sofferenza di ciascuno. Finalmente mia moglie smetterà di gridare. Non più solo noi. Adesso ho capito: basta andare in terza classe.Grazie.


Perchè solo noi?

Agosto 28, 2008

 

E’ il grido disperato che mia moglie ha urlato e sofferto come un travaglio  difficile per tutta la giornata . Non ricordo quando è stato. Giorni fa, sicuramente. Alcuni istanti fa, forse. E’ passato del tempo,sicuramente. Ma il grido penetra ancora le mie orecchie. E arriva come una gigantesca trivella nel fondo del cuore. Che dà segnali di sbandamento. E’ come una barca sballottata dalla furia del vento. S’innalza, si inabissa, si raddrizza, forse si rovescia, chissà. Il porto? Lontano. Gli aiuti? In vacanza. Lo sguardo è verso il cielo, mentre il grido rieccheggia fra i sibili del vento. Chi ascolta? Nessuno. E seguita a torcere il suo corpo in uno spasmo di dolore. perchè solo noi? Qualcuno sa rispondere? E Tu, Dio mio, perchè taci da così lungo tempo?

Quali dannati errori abbiamo fatto da meritare una simile punizione? Ci guardiamo d’intorno: vediamo genitori di ogni ceto sociale e di ogni tipo di educazione. ma i loro figli saltano e corrono. Vanno a scuola, danno la mano ai genitori, certo piangono e fanno capricci, certo i più grandi danno molti problemi, ma poi tutto si scioglie e si stempera. E i ragazzi ritornano all’ovile, e dormono rassicurati fra le loro lenzuola. Perchè a noi no?  Perchè “Lei” deve andarsene in qualunque momento, raccontandoti che sarebbe andata al lavoro e non la vedi più tornare? Perchè ti fa sapere dopo tre o quattro giorni che è la convivente di un ragazzo che ha appena conosciuto e che vive in una baracca alla periferia della città? Perchè si  ostina a rimanerci anche quando “Lui” le dice che è stufo della sua presenza e vuola che se ne vada? perchè aspetta che “Lui” la umili e la sbatta fuori di casa chiamando i Carabinieri? E poi l’ambulanza? E perchè veniamo a sapere tutto questo da una infermiera del Pronto Soccorso che ci chiama a riprendere questa ragazza “agitata e sperduta”? E perchè la psichiatra di turno ci dice che non può fare nulla, se non dimetterla dopo averle somministrato un buon calmante? Perchè ci dobbiamo ritrovare “solo noi” in mezzo di strada con una figlia che non vuole tornare a casa ma che tutti scacciano dalle loro tane? E questo è successo per ben due volte! Sì perchè “Lei” due giorni dopo il primo episodio ha pensato bene di ritornare a casa di “Lui” per minacciarlo e offenderlo…Così anche la seconda volta la psichiatra ci ha detto che non poteva fare nulla: “ormai la ragazza si è calmata…riportatela a casa!”

Sì, è vero, è la morte della coscienza che provoca questo enorme dolore. E’ la coscienza di tutti che è morta. Nostra figlia ne è la punta dell’iceberg più evidente e più esposta. Non è evidentemente cosciente di quello che dice e di quello che cerca. Non ha coscienza della propria dignità di Donna, non ha coscienza del suo essere un fragile essere umano, non ha coscienza di essere figlia e paziente. E’ vero tutto questo. Ma domandiamo: “Lui”, persona socialmente normale,  che si prende in casa una ragazza e dopo averla usata una settimana la scaccia di casa? E’ una persona cosciente? Dubitiamo! I Carabinieri che ci chiamano per dirci che la ragazza ha un “problemino” e l’affidano a un ambulanza? Dubitiamo! E la psichiatra che  somministra a nostra figlia un calmante e poi la dimette come se fosse nel pieno delle sue facoltà mentali? Dubitiamo!

E’ in questo vuoto che il grido di mia moglie ha un profondo senso esistenziale. Tanti drammi veri o presunti sembrano sempre trovare delle risposte. Perchè “solo a noi” nessuno dà una risposta? Perchè “solo noi” ci dobbiamo trovare di fronte a operatori sociali che ti rimandano il problema, come se loro fossero addetti a tutto un altro genere di lavoro? Sembra che tutta la società sia costruita su misura solo quando la tragedia è scoppiata. Certo è di fronte al suicidio che tutti si muovono e le Chiese sono piene di gente commossa. Ma prima? Chi si assume una pur piccola responsabilità “prima” che l’abisso si spalanchi?

Senza dubbio, il grido di dolore di mia moglie ci ha salvato! Sì, proprio così! La morte della coscienza che il dolore degli avvenimenti aveva provocato,  stava annientando ogni barlume, ogni piccola scintilla di luce e le tenebre stavano obnulando ogni nostro sentire. Quando il dolore ti prende come una stretta morsa alla gola e il petto non riesce più a aprirsi e il respiro diviene un movimento raro, il corpo si congela piano piano e divieni come un piccolo robot sperduto nei ghiacci. Ma quel terribile grido che ancora risuona nei venti della terra, ci ha dato una scossa tremenda, ci ha penetrato fin nel profondo di ogni cellula, richiamandola al suo lavoro, ha scosso come un elettroshock il respiro e il cervello, ci ha riportato a una realtà che stavamo lasciando con il sorriso beffardo della morte.

 “Perchè solo noi?” non lo sapremo mai. Forse il senso , sì. ” Il mio lutto per la morte della mia coscienza è il dolore  di tutta la nostra  povera comunità umana. “(Ada Merini)


Elogio della Follia

Agosto 13, 2008

 

 

E’ interessante rileggere questo libretto di Erasmo da Rotterdam pubblicato nel 1511: da allora, e sono passati cinque secoli, niente è cambiato

Il più noto dei libri di Erasmo porta dunque sulla scena   la Follia e il mondo, suo teatro. Fin dall’inizio, si presenta e gioca  additando  al pubblico ludibrio papi e  principi, teologi e filosofi, i religiosi e i predicatori, gli uomini di penna e gli uomini di spada…

Trascriviamo di seguito un piccolo brano sulla follia dei filosofi e dei teologi: basta sostituire  la categoria e magicamente le stesse parole possono essere indirizzate a … non è difficile invovinare…!

” … i filosiofi venerandi per barba e mantello , affermano di essere i soli sapienti, tutti gli altri, secondo loro,  sono soltanto ombre inquiete. Ma come è bello il loro delirio quando costruiscono mondi innumerevoli,  quando misurano, quasi col pollice e il filo, il sole, la luna, le stelle, le sfere; quando rendono ragione dei fulmini, dei venti, delle eclissi e degli altri fenomeni inesplicabili, senza la minima esitazione, come se fossero a parte dei segreti della natura arteficie delle cose, come se venissero a noi dal Consiglio degli Dei !  La natura, intanto, si fa grandi risate su di loro e sulle loro ipotesi. Infatti a dimostrare che nulla sanno con certezza, basterebbe il loro polemizzare sulla spiegazione di ogni singolo fenomeno.

Loro, pur non sapendo nulla, affermano di sapere tutto; non conoscendo se stessi  e non accorgendosi, a volte, della buca o del sasso che hanno sotto il naso, o perchè in molti casi ci vedono poco, o perchè sono altrove con la testa, sostengono di vedere idee universali, forme separate, materie prime, quiddità, ecceità, e cose tanto sottili da sfuggire, credo, persino agli occhi di Linceo…”

Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, Torino, 1963


La storia di Arianna

Agosto 5, 2008

 

Memoriale 2008 

Ho 35 anni e da circa 25 sono affetta da un disturbo psichiatrico cronico e non trattabile (Disturbo ossessivo compulsivo).

Tale disturbo comporta di per sé la coazione a lunghissimi rituali di pulizia e lavaggio con i quali ormai convivo da anni e pur avendo pesantemente influenzato la mia vita pratica e di relazione mi permette comunque di vivere da sola da alcuni anni e non ha mai costituito fonte di pericolo o preoccupazione per me o altri.

Nel 2004 per una lunga e complessa situazione che non sto a dettagliare  ma fondamentalmente di vessazioni e intimidazioni subite da parte di una famiglia di condomini del palazzo in cui vivo e scaturita unicamente dal loro pregiudizio e dalla loro intolleranza nei confronti della mia persona – che per mia stessa ammissione sapevano sofferente di una patologia mentale – mi sono trovata a perdere il mio equilibrio ma soprattutto in situazioni esistenziali totalmente compromesse, tali da indurmi a minacciare un gesto anticonservativo nel giugno 2005.

 
Ho subito allora un TSO perfettamente giustificato e legittimo, ma questo e’ stata per me (che mai avevo dovuto subito ricoveri, mai tentato il suicidio in tanti di malattia) l’inizio di una spirale allucinante di soprusi, violenze psicologiche e ricatti da parte dei medici curanti (parte al Centro Salute Mentale cui mi ero rivolta ed ero seguita da qualche tempo poi e da quel momento in reparto). 
Per riassumere ho subito da allora tre TSO successivi, di cui uno di 30 giorni, senza che vi fossero i requisiti legali prescritti dalla legge 180 e con evidenti vizi anche formali nell’ultimo. 
Questo perché la drammatica situazione che vivevo e che raccontai sin dal primo ricovero e che da un anno non riuscivo a denunciare alle autorità causa la perdita di credibilità dovuta alla mia condizione patologica certificata,non e’ stata mai minimamente creduta ne’ appurata, bensì da subito e definitivamente bollata come sintomo di un disturbo paranoide del pensiero, in comorbilità con il mio disturbo ossessivo (per lunghi anni diagnosticato invariabilmente e trattata da professionisti privati.) E inoltre, avendo io stessa insistentemente sollecitato i medici a tentare un colloquio di mediazione con i miei vicini di casa, ho ottenuto il risultato di subire un TSO con la sola motivazione di essere stata “troppo insistente e fastidiosa” nel telefonare al CSM per spiegare tale esigenza, preoccupata per il mio equilibri psicofisico e il reale rischio per la mia incolumità che da un anno correvo nel mio appartamento. 
Poi il colloquio di mediazione in effetti ci fu, io non venni ammessa ad esso per volere del Primario; per qualche tempo i vicini cambiarono atteggiamento, ma dopo 6 mesi tutto ricominciò e questa volta i vicini cominciarono a recarsi da quel Primario adducendo come da sempre pretesti calunniosi e irreali per paventare una presunta mia pericolosità sociale e farmi rinchiudere temporaneamente in reparto.

Questo nell’aprile 2006, quando venni attirata con un pretesto in reparto e pur avendo constatato tutti, Primario compreso, le mie buone condizioni in quel frangente, il Primario richiese con false dichiarazioni un TSO immediato, chiudendo semplicemente le porte. E tra lo sbigottimento e l’impotenza di tutto il personale infermieristico e dei pazienti, che mi espressero solidarietà e cercarono di trovare delle soluzioni per tutelarmi se non liberarmi. 
Infine dopo le dimissioni i vicini di casa mi aggredirono fisicamente con minaccia di morte, ma prima che potessi denunciarli chiamarono il Servizio Psichiatrico Urgente e i carabinieri sostenendo che io ero l’autrice dell’aggressione. 
Il medico del Servizio Psichiatrico dopo aver a lungo parlato con me non ritenne di dover prendere provvedimenti sanitari, ma consigliò ai miei familiari di starmi vicino e cercare di risolvere la situazione con i vicini. 
Ma 3 giorni dopo, ancora sotto shock, vidi la mia psichiatra del CSM presentarsi senza preavviso al mio domicilio per eseguire un TSO,senza sapere lei stessa motivarlo a me o ai miei familiari, se non con il fatto che aveva ricevuto un ordine dal solito Primario del reparto. 
Peraltro la Dottoressa rientrava quella mattina in servizio dopo un periodo di ferie e non era quindi al corrente – così io pensavo – ne’ di quanto mi era accaduto,  tanto meno delle mie reali condizioni in quei giorni, poiché non vi era stato alcun contatto tra me e lei o con il CSM da parecchi giorni. 
Eppure si presentò con una richiesta di TSO già firmata, riportante una condizione psichiatrica del tutto falsa atta a legittimare l’intervento. E il rifiuto di accettare le terapie, sebbene in quel frangente nessuno mi propose alcun farmaco o colloquio terapeutico, nemmeno se ne parlò e ve ne fu il tempo. 
Mio padre, medico internista, era presente e testimone di tutti i fatti, ma non ha saputo opporsi o tentare di reagire per il forte shock. 
Quando poi giunsi in ospedale e chiesi spiegazioni, il Primario in termini denigratori e accusatori mi disse che la mia vicina di casa si era recata da lui per descrivere l’aggressione (nei termini invertiti) e aveva chiesto di prendere un provvedimento restrittivo. Io non avevo testimoni al momento dell’aggressione, ma di nuovo spiegai come erano  andate le cose, peraltro sconvolta dal fatto che avessero da 2 anni ignorato le mie richieste di tutela fino al rischio verificatosi di perdere la vita per mano di queste persone. Il Primario, sempre con un atteggiamento di palese sostegno, giustificazione e solidarietà con i miei vicini, ribattè in quell’occasione che “se mi avessero effettivamente uccisa avrebbero fatto bene, lui sarebbe stato contento”. 
Questa fu solo una delle tante esternazioni pesanti e spesso illogiche (di fronte al personale che ne prese atto) che subii da lui durante tutti i ricoveri eccetto il primo. La sua  condotta da un punto di vista umano e deontologico fu così marcatamente scorretta da creare imbarazzo al personale e alla fine, per fortuna, indusse un medico del suo staff a prendere posizione e esautoralo dallo seguire in specifico il mio caso, che venne passato al collega (“Ci siamo resi conto che c’e’ un problema con il Dott.X, temiamo che questo possa compromettere il suo equilibrio”)

Inutile dire che nell’eventualità’ di un procedimento legale a parte mio padre e un infermiere non più n servizio in quel reparto e distante anche geograficamente, nessuno di queste persone informate dei fatti sarà disposta a parlare; sono piuttosto certa riguardo agli infermieri, che me l’ hanno già in parte comunicato, esprimendo anche timore nell’essere coinvolti (anche se lo saranno d’ufficio, come presumo). 
Durante i ricoveri ovviamente ho dovuto sottostare a una terapia diversa come dosaggi dalla mia abituale e soprattutto mi venne prescritto un neurolettico indicato per le patologie deliranti a dosaggi altissimi e per via intramuscolare a rilascio lento (depot). Questo creava effetti collaterali fisici molto penosi ed evidenti. 
Ma dopo le dimissioni dovevo ogni 15 giorni presentarmi al CSM per ricevere l’iniezione e una volta che credetti di poter contrattare con i medici almeno una somministrazione per via orale, meno dannosa, fui letteralmente sequestrata all’interno del CSM, presa con la forza e sottoposta all’iniezione, mentre un medico sbarrava le porte.e mi parlava in toni derisori, come a un bambino. Io peraltro sapevo da tutte le esperienze precedenti che era del tutto inutile chiamare le forze dell’ordine, acriticamente esecutrici di qualsiasi decisione, legale o non, dei servizi sanitari pubblici. 
All’atto delle dimissioni dall’ultimo ricovero nuovamente il Primario volle prescrivere quella terapia rivelatasi dannosa oltre che non efficace per il mio disturbo e lo fece contro il parere di mio padre medico e della collega psichiatra del CSM che erano presenti. Alle richieste di spiegazione di mio padre, soprattutto sull’effettiva utilità e meccanismo scientifico del farmaco suddetto, il Primario dimostrò con risposte vaghe di non conoscerne neppure l’emivita. Eppure ribadì che l’unica condizione a cui potevo essere dimessa era di nuovo questa terapia ogni 15 giorni, perché ” Bisogna fare braccio di ferro con la paziente e qui decido io”. 
Però se non altro dopo quelle dimissioni il farmaco creò effetti più gravi, tali da portarmi a rischiare lo scompenso cardiaco; così mio padre prese finalmente coraggio e informalmente diffidò tanto il CSM quanto il reparto dal continuare ad occuparsi del mio caso, pena il ricorso a vie legali. 
Immediatamente tutte le interferenze nella mia vita, i controlli  che subivo da parte del CSM al mio domicilio (preciso che dal punto di vista legale non ho mai infranto alcuna legge e sono incensurata) e soprattutto le violazioni di domicilio ingiustificate (ogni volta che i vicini chiamavano il SUP) cessarono e io ritornai ad essere un cittadino in possesso dei suoi diritti, soprattutto quelli costituzionali e della persona. 
 

Purtroppo il danno che ho riportato sul piano biologico, ma ancor più morale ed esistenziale e’ immane. A tutt’oggi persistono i sintomi di un Disturbo da stress post traumatico non risolto del tutto (incubi, terrori, ansia continua, crisi di panico e depressione). Per dare l’idea del progressivo deteriorarsi delle mie condizioni di vita posso dire, con vergogna, che non sono in grado di lavare il mio corpo dal 2005 a causa delle coercizioni subite qui in casa e in ospedale verso la mia abitudine al lavaggio compulsivo, che mi hanno prodotto idrofobia e altre fobie (soprattutto essere invasa in casa da ulteriori interventi) e comportano chiaramente un’invalidazione assai più grave di quella già grave che vivevo dopo anni di cronicità. 
Gli effetti si sono ripercossi a macchia d’olio sui miei familiari, ormai anziani, sui loro ritmi di vita alterati dall’esigenza costante di farsi carico non solo delle mie esigenze materiali ma della mia tutela, legale e fisica. E per questo sono sorte incomprensioni e problemi nell’ambito allargato delle loro famiglie d’origine. 
Peraltro i vicini (sentendosi legittimati dai medici e probabilmente sapendo che sarei stata da loro intimidita con lo stesso TSO a non sporgere denuncia, cosa che in effetti non sono poi riuscita a fare) mi hanno poi querelata con la falsa accusa dell’aggressione, anche se ora dopo il loro trasloco hanno rimesso la querela. E l’onere economico per la mia difesa legale è andato ovviamente a carico della famiglia, giacché sono da sempre inabile al lavoro.
 

Aggiungo che alla mia richiesta delle cartelle cliniche effettuata alcuni mesi fa,quella dell’ultimo e più visibilmente illegale ricovero , è stata dal Primario dichiarata smarrita (all’interno del reparto: secondo l’archivio non e’ mai giunta a distanza di due anni nella preposta sede di archiviazione!).Egli ha sposto regolare denuncia di smarrimento e la Direzione Sanitaria dell’Ospedale mi ha dato notizia ufficiale  per iscritto.

Senza contare che solo alla consegna delle altre cartelle relative ai TSO precedenti ebbi modo di scoprire la diagnosi che egli aveva formulato…a quanto pare anche all’insaputa della mia psichiatra curante al CSM che si dichiara tuttora discorde. Del resto gli estenuanti accertamenti che ho poi eseguito privatamente a me spese  ripetutamente disconfermano tale diagnosi, rilevando sempre solo il mio Disturbo ossessivo compulsivo (purtroppo con sintomatologia aggravata dalle “cure” subite!) 

Oggi, a distanza di 2 anni, essendo effettivamente cessata anche la minaccia dei vicini, recentemente trasferitisi altrove, io sento il bisogno di informare le autorità di quanto accaduto; e non solo quale riconoscimento a me stessa, veramente terapeutico,della reintegrazione del mio diritto civile ma perché oggi lo considero un dovere morale, nonostante l’irrimediabilità del danno subito, nei confronti di altri pazienti presenti e futuri. E non soltanto ovviamente di quel reparto nello specifico.  

Eppure il muro di omertà (anche da parte del personale allora in servizio), i giochi di potere politici che sottendono alle cariche sanitarie, la difficoltà e la fatica di sottopormi a innumerevoli perizie, il fatto che nessuno psichiatra oggi è veramente disposto a pronunciarsi, ben sapendo che questo andrebbe a mettere a rischio la credibilita’ di un collega, mi svuotano ogni giorno di più di fiducia e speranza e perpetuano il dolore e la difficolta’ di convivere ogni giorno con i danni subiti. 
 
 

                                                                                                                   Arianna 

 

Benchè la nostra situazione continui a non essere fluida, benchè ci fossimo ripromessi di fare una pausa per il  periodo estivo , non abbiamo potuto esitare un attimo a pubblicare questa nuova testimonianza, della quale non osiamo fare alcun commento, tale è la sua pregnanza.
 
 


Analisi Corvelva consigliate da Ioannidis

Giugno 9, 2008
Con grande gioia e senso di riconoscenza a Ioannidis riceviamo l’elenco dettagliato consigliato dall’Associazione Vaccinare, Informati delle analisi di verifica dei danni causati dai metalli pesanti con le vaccinazioni. Pensiamo ( è una impressione da verificare) che molti dei cosiddetti malati mentali potrebbero trarre un grande beneficio da queste verifiche su base biologica.
Caro Giuseppe,
capiamo molto bene il vostro stato d’animo perchè lo viviamo da parecchi anni. Ti consiglio di prendere contatti con l’associazione vaccinare informati o CORVELVA. Ti consigliamo di prendere contatti con la Dottoressa  LORETTA BOLGAN (biologa) e collaboratrice del medico Gino Burattoni (AUTORE DEL LIBRO “FUORI DAL CORO”),Il quale ha messo a punto un protocollo dettagliato per i danni da vaccino. Ti accludiamo questo protocollo che noi siamo in procinto di eseguire. A mio parere tua figlia deve essere vista , con tutta la sua documentazione clinica, da un medico competente in materia di danni da vaccino.
Sperando di esserti stato utile per ora vi salutiamo ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà.
ciao.
Elenco degli Esami:

Con ricetta del medico di base:

i pazienti esenti per patologia o invalidità non pagano il ticket

  • Tipizzazione delle sottopopolazioni linfocitarie

    Costo: 90 euro

    Va eseguita all’ospedale Borgo Roma di Verona, oppure è da portare entro le ore 12.00 al laboratorio di  Immunopatologia (dott. Ortolani tel. 045-8126468) 

  • Ricerca anticorpi IgG e IgM di: CMV, EBV, Herpes simplex e Herpes zoster, Epatite B, Epatite C

    costo: 36,15 euro per ricetta (una ricetta può contenere otto analisi; tener conto che per ogni virus si fanno due analisi)

    Può essere fatta all’ospedale Borgo Roma, oppure al laboratorio Biotest’s di Piove di Sacco (dr.ssa Zotti tel. 049-8716902)  

  • Emocromo con formula; sideremia; transferrina; profilo proteico; Cu, Zn, Mg, Ca, K, Na

    Costo: 36,15 euro (vale lo stesso discorso per ricerca anticorpi virali)

    Possono essere fatti all’ospedale Borgo Roma, oppure al laboratorio Biotest’s di Piove di Sacco 

Analisi da spedire a Biolab (Londra) 

Costo spedizione entro 24 ore: 103 euro (servizio express TNT ore 12.00)

Costo imballo: 25,5 euro

Costo commissioni del pagamento del bonifico bancario estero: 20 euro 

Il costo totale della spedizione è di circa 148,50 euro, che verrà diviso per il numero di persone che faranno il prelievo insieme (normalmente 3) 

  • Metalli pesanti sulle urine (24h) per ciascun metallo: 12 euro (Hg, Al: totale 24 euro), si può utilizzare la stessa urina raccolta per fare l’aminoacidogramma.

 

  • Istamina su sangue intero (tubo verde con eparina): 28,70 euro

 

  • Glutatione perossidasi su sangue intero (tubo verde con eparina): 24 euro

 

  • SOD su sangue intero (tubo verde con eparina):26 euro

 

  • Aminoacidogramma su urine raccolte in 24h: 87 euro

 

Spesa totale delle analisi eseguite da Biolab (con tre pazienti): 239,2 euro 

    Modalità di raccolta delle urine nelle 24h:

  •  
    1. Le urine vanno raccolte per 24 ore di seguito, in contenitore asciutto e pulito (il contenitore graduato riutilizzabile si può acquistare in farmacia).
  •  

      La raccolta si inizia a vescica vuota (per es. Se ci si alza alle 7.00 del mattino e si vuota completamente la vescica, da quel momento in poi si raccolgono tutte le urine per 24 ore, comprese quelle delle 7.00 del mattino successivo) 

  •  
    1. Si mescola bene la raccolta e si misura la quantità più esattamente possibile: se il contenitore è graduato, si legge e trascrive il numero a fianco della tacca corrispondente al livello dell’urina; se il contenitore non è graduato, si può pesarlo e poi si sottrae al peso totale il peso del contenitore vuoto.

 

  •  
    1. Si travasa in un contenitore per le urine ( si può acquistare in farmacia) un campione dell’urina raccolta e si trascrive sull’etichetta la quantità misurata al punto 2

 

     


Vaccini e salute mentale

Giugno 7, 2008

Luna , che si è rivelata una amica e una preziosa collaboratrice, ci ha segnalato questa pagina tratta da REPORT. Lo scandalo dei vaccini è enorme e pensiamo che molto probabilmente il “disagio mentale” dovrebbe aprire questa pagina vergognosa rimasta sepolta fino a oggi all’opinione pubblica.

 

VACCINI AL MERCURIO (Aggiornamento)
di Stefania Rimini

salute
Era il primo ottobre quando abbiamo denunciato l’esistenza del mercurio nei vaccini.

Andrea Valeri, Medico:
“I vaccini antidifterite e antitetano, contengono in media 25 mcg di mercurio, il vaccino antiepatite B per uso pediatrico, dato ai bambini, contiene 12,5 mcg di mercurio. Facendo la somma vengono fuori 37,5 mcg, quindi viene assunto in dose settanta volte superiore il livello di sicurezza consigliato.”

D – “Dall’Agenzia Sanitaria Americana?”

“Dall’Ente per la protezione ambientale americana.”

Il mercurio nei vaccini e’ usato come conservante con diversi sinonimi: thiomersal, mercuriotiolato, etilmercurio tiosalicilato, sodio mertiolato. E’ contenuto nei vaccini contro il tetano, difterite, pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l’ente di controllo sui farmaci, la Fda, ha chiesto che venga eliminato dai vaccini fin dal ‘99. Il primo ottobre abbiamo chiesto al Ministero della Sanita’ se si stava facendo qualcosa per risolvere la questione del mercurio nei vaccini, ma su questo punto non ci era arrivata risposta. Dal giorno dopo sono cominciate ad arrivare centinaia di e-mail da parte di famiglie che dovevano vaccinare i figli, e vediamo com’e’ andata ai genitori che, dopo aver visto la nostra trasmissione, hanno chiesto alle Asl un vaccino senza mercurio.

L’ignoranza ha colpito anche in Lombardia, come e’ capitato ad una famiglia che vive in provincia di Varese. Cristiana ed Emanuele Bocchieri volevano vaccinare il loro bimbo con un vaccino senza mercurio, ma la Asl dapprima li ha rimandati al pediatra. Il pediatra a sua volta li ha rimandati alla Asl. Il ping pong tra il pediatra e la Asl e’ finito con la Asl che finalmente si decide a fornire il vaccino senza Thiomersal, ovvero senza mercurio.

Cristiana Bocchieri:
“Dopo la vaccinazione ci siamo fatti dare il foglietto illustrativo e abbiamo visto che avevano somministrato il Vaxem, un vaccino da noi non richiesto e che conteneva il mercurio in dose superiore a quella che volevamo evitare.”

Oltre il danno, la beffa. E se c’e’ chi – chiedendo un vaccino senza mercurio – ne ha ottenuto uno che di mercurio ne conteneva il doppio, ci sono altri che il vaccino sulle prime non l’hanno avuto per niente, come per esempio a Roma la piccola Eleonora Pace. Eleonora si doveva vaccinare, ma nel frattempo i suoi genitori avevano scoperto che la bimba e’ allergica proprio al Thiomersal contenuto nei vaccini. Allora sono andati alla Asl per chiedere un vaccino senza Thiomersal, ma sentiamo che cosa gli hanno risposto.

Romilda e Claudio Pace:
“Ci hanno detto che da loro non era disponibile e che lo dovevamo acquistare con i nostri soldi.”

Sempre a Roma, i genitori di Alessandro Serafini non sono riusciti ad ottenere il vaccino senza mercurio.

Laura e Graziano Serafini:
“Ci hanno detto che la trasmissione che avevamo visto era “terroristica” e che loro dovevano attenersi alle disposizioni del Ministero della Sanita’.”

Quindi Alessandro si e’ preso la sua dose di mercurio. Ma che giorno era?

Laura Serafini:
“Il 13 novembre 2000.”

Il 13 novembre quali erano le disposizioni del Ministero della Sanita’? Erano quelle pubblicate gia’ da due settimane sulla gazzetta ufficiale e prescrivevano che bisogna “incoraggiare l’uso di vaccini privi di mertiolato” ovvero mercurio. Allora sono i giornalisti a fare del terrorismo o sono le Asl che non si documentano? Gia’ da oggi e’ disponibile il vaccino esavalente senza mercurio ed entro fine marzo 2000 si potranno avere l’antiepatite B singolo Engerix B e Recombivax B senza Thiomersal. Basta solo che le Asl ne facciano richiesta. E con il decreto del 26 ottobre, ai genitori che vogliono un vaccino senza mercurio non si puo’ piu’ dire di no. E per quei genitori che invece sono contrari all’obbligo di vaccinare i propri figli, com’e’ andata a finire? Siamo andati alla Commissione Sanita’ del Senato per capire che fine ha fatto la legge sull’obiezione di coscienza alle vaccinazioni, annunciata ben 2 anni fa.

Francesco Carella, presidente della Commissione Sanita’ del Senato:
“La legge e’ ferma perche’ una parte del mondo scientifico si mette di traverso, non escludo che poi ci siano anche interessi economici da parte delle aziende. Inoltre qui in Commissione Sanita’ sono state presentate proposte di legge di segno opposto: ce n’e’ una ad esempio che propone di rendere obbligatorie anche le vaccinazioni che oggi sono facoltative, come l’antimorbillo e l’antirosolia, e quindi diventa molto difficile raggiungere una mediazione”.

 

Contenuto in mercurio dei principali vaccini italiani
dati ricavati dalle schede tecniche e dai fogli illustrativi contenuti nelle confezioni dei vaccini

Vaccino Nome commerciale Produttore Thiomersal mcg/dose Mercurio (1) mcg/dose
OPV Polioral
Polio Sabin Chiron
SmithKline Beecham 0


Conferenza sulle vaccinazioni

Giugno 5, 2008

 

Abbiamo sentito una conferenza del Dott. Eugenio Serravalle sugli effetti delle vaccinazioni. Una mattinata di dati scientifici che hanno evidenziato in tutta la loro semplicità tecnica la pericolosità dei vaccini e, spesso la loro inutilità. Contrariamente a quanto ci è stato voluto far credere, addirittura le cronache sanitarie del XIX secolo riportano numerosi casi di vaiolo conseguenti la vaccinazione e i movimenti contro la vaccinazione stessa non avevano avuto difficoltà a mettere in luce i rischi collegati alla vaccinazione di massa. E questo è solo un esempio.

Scrive uno scienziato svizzero: “ E’ stata fatta una analisi dell’evoluzione in Svizzera della mortalità dovuta alle maggiori malattie infettive… la mortalità dovuta  a tubercolosi, difterite, scarlattina, pertosse, morbillo,t ifo,f ebbre puerperale e gastroenterite infantile cominciò a scendere molto  prima dell’introduzione  delle vaccinazioni e degli antibiotici. Il declino era dovuto probabilmente a una vasta estensione di diversi fattori legati agli standard di vita : miglioramento quantitativo e qualitativo del cibo, migliore igiene pubblica e personale, migliori condizioni di vita domestica e lavorativa, maggiore istruzione” .  (Vaccinazioni fra Scienza e Propaganda, pagg.29,30 )

Ma le considerazioni generali che rigurdano il rapporto fra la tossicità e i disturbi neurologici correlati sono stati a dir poco devastanti. Il fatto più eclatante sono i recenti studi che hanno sovrapposto i dati fra l’incremento delle vaccinazioni e l’incremento del fenomeno patologico dell’ Autismo. E’ ormai certa la correlazione fra questi due dati e , ci viene pertanto il sospetto, che maggiori studi approfonditi e  fatti su larga scala da associazioni indipendenti dalle case Farmaceutiche, porterebbero a considerazioni finali molto più estese riguardo i tanti e multiformi problemi neurologici di cui la popolazione giovanile sta soffrendo. Citiamo, sempre dal libro sopra menzionato, le affermazioni del Prof. Deth dell’Università del Nebranska : ” Gli scienziati certamente conoscono che l’esposizione alle neurotossinE come etanolo e metalli pesanti possono causare disordini nello sviluppo neurologico, ma fino a ora il preciso meccanismo non era conosciuto. Il recente aumento dell’incidenza di autismo ha portato a riflettere sull’esposizione ambientale, inclusi gli additivi dei vaccini che possono contribuire a scatenare tali disordini” ( pag.91)

E’ questo un argomento molto vasto, inquietante e pericoloso perchè suscettibile di reazioni spropositate come di sottovalutazioni affrettate. Noi lo possiamo solo accennare tenendo sempre ben presente che l’informazione più aperta e vasta possibile è il fondamento della nostra democrazia, che poi è LA NOSTRA SOPRAVVIVENZA. Ma un fatto è certo: adesso ci metteremo in contatto con più persone possibili che hanno interesse a sviluppare questo punto: la correlazione fra neurotossine e disagio mentale, chissà che un giorno il famigerato DSM IV non debba essere riscritto!

Ben vengano perciò i  vostri contributi, che saranno pubblicizzati. Sarete parte di una  Rete tecnica e emozionale che può dimostrarsi utile a molti giovani e alle loro famiglie.


“Lei” la cura e la psicologia umanistica

Maggio 30, 2008

 

“Lei”. Questa primavera così anomala perchè piovosa, grigia , a volte fredda, ci ha portato poche rondini ma anche un leggero beneficio. Memori di quello che lo psichiatra ci aveva detto durante il ricovero ospedaliero, e cioè che la cura di psicofarmaci che “Lei” stava facendo non andava affatto bene, abbiamo pensato di cambiarla. Così abbiamo consultato privatamente lo psichiatra ospedaliero e poi siamo anche andati da un nostro conoscente che è un farmacologo. E’ risultata subito chiara una cosa: l’inutilità di somministrare il Depakin, dato che in un anno non aveva determinato nessuna stabilizzazione dell’umore ma, anzi… che aveva soprattutto bisogno di arrivare alla notte in maniera meno agitata anche dal punto di vista psico motorio e così sono state introdotte 15 gocce di Valium. Che, al mattino, quando più alta è la sindrome ansiosa aveva bisogno di attenuare l’ansia:15 gocce di Citalopram.  Questo alleggerimento della cura si è rivelato prezioso: da uno stato conflittuale permanente siamo passati a uno stato di reciproca sopportazione con punti d’insofferenza gestibili da ambo le parti. Anche il vagabondaggio diurno si è attenuato e ha seguito con regolarità le attività della cooperativa dove aiuta in cucina a preparare i pasti. Per la prima volta ci sembra che qualcosa è cambiato!

E con la psichiatra dell’ASL ? All’inizio , quando convinti della necessità di cambiare la cura, siamo andati al Servizio per incontrarla, ingenuamente abbiamo esordito manifestando le nostre perplessità e quelle dello psichiatra dello Ospedale. Tuoni e fulmini! Ci ha rovesciato addosso tutto il suo disprezzo , ferita nel suo orgoglio,  minacciando l’abbandono del suo interessamento e del Servizio se noi avessimo insistito nel dubitare del suo operato. Ci siamo allora chiusi nel silenzio e ce ne siamo usciti convinti più che mai che dovevamo cambiare la cura. E lo abbiamo fatto. Alla psichiatra dell’ASL diremo che tutto procede bene …e che la “sua” cura sta funzionando! ( Cicero pro domo sua! ) La nostra intenzione primaria rimane sempre quella di fare il massimo per nostra figlia e non siamo certo disposti a seguire supinamente chi agisce nella routine dell’indifferenza  del “sapere” burocratico.

Certo la situazione non è certo facile o molto ortodossa, ma ormai è chiaro a tutti ( o quasi) che è necessario vigilare il più possibile sull’operato degli addetti ai lavori, aprendo continuamente nuovi fronti e battendo nuove strade ( adesso seguiamo la problematica dei vaccini che promette essere molto molto interessante…). Ma di una cosa ormai siamo certi, dopo una esperienza ventennale di cure e affanni: è necessaria una grande fede nelle possibilità rigerenative della psiche e nelle possibilità di autoguarigione dei cosiddeti “malati”, che rimangono soprattutto esseri umani dalle  potenzialità  ridotte e frustrate da un collettivo ambientale ( specialistico) che seguita a osservarli come “oggetti” privi di autonomia e capacità.

Scriveva Maslow uno dei pionieri della Psicologia Umanistica : ” In sostanza respingo deliberatamente la nostra presente e troppo facile distinzione fra malattia e salute, almeno per quanto riguarda i sintomi superficiali.  Essere ammalati significa forse accusare sintomi?  Ebbene sostengo che la malattia può consistere nel NON accusare alcun sintomo quando DOVREI accusarlo. E la salute, significa essere privi di sintomi? Lo nego. Quale dei nazisti a Auschwitz o a Dachau era in buona salute?  Quelli con la coscienza tormentata o quelli la cui coscienza appariva loro chiara limpida e serena? In quella condizione, una persona profondamente umana era possibile che non avvertisse conflitto, sofferenza, depressione furia e così via?  In una parola, se mi direte di avere un problema di personalità, prima di avervi conosciuto meglio non sarò affato certo se dovrò dirvi “bene! ” oppure ” mi dispiace”.     ( tratto da Wikipedia, corsivo è nostro))