Vaccino Influenza Suina News

Novembre 10, 2009

 

Riceviamo ancora da Ioannidis e pubblichiamo:  occorre un risveglio planetario!

 

Subject: INTERNET E UN MOVIMENTO ANTI-VACCINO H1N1
Carissimi amici,
 
ci permettiamo inviarvi una lettera aperta di Claudia Reinville riguardante il vaccino H1N1 di cui tanto sentiamo parlare in questi giorni.  il rischio per la salute pubblica che il vaccino comporta è enorme, pertanto vi consigliamo di leggerla attentamente e di divulgarla a più persone possibili.
 
grazie per l’attenzione
 
 
 
 
Claudia Rainville, medico allopatico, ha trascorso parte della sua vita in uno stato di depressione e male di vivere che l’ha portata a tentare varie volte il suicidio. L’ultima volta ha sperimentato la morte clinica e allora, come lei racconta, è rinata. Dopo quell’esperienza il principale interesse della Rainville è stato quello di scoprire le cause mentali e spirituali della malattia, perché solo guarendo le cause interiori e profonde, la necessità psicologica di soffrire, è possibile guarire definitivamente da ogni male fisico.

Dieci anni di lavoro nel campo della microbiologia hanno fornito a Claudia Rainville il rigore, il metodo d’indagine e di analisi necessari per questa ricerca, durata a sua volta dodici anni. L’esperienza personale della malattia (cancro, mal di schiena cronico, depressione nervosa e una quantità di operazioni) e l’autoguarigione completa che ne è seguita l’hanno condotta a testare con altri la sua convinzione. Secondo Claudia Rainville vi è una correlazione fra sintomo e causa profonda, confermata dal vissuto personale di migliaia di uomini e donne che si sono rivolti a lei per guarire.

Claudia Rainville ha creato la Metamedicina, un potente metodo terapeutico che ha già aiutato molte persone nel mondo.
 

 

 
INTERNET E UN MOVIMENTO ANTI-VACCINO H1N1
lettera aperta di Claudia Rainville
data pubblicazione: 2009-10-27
5 ottobre 2009

“Caro amico e cara amica,

In passato ho supposto che i vaccini potessero essere pericolosi. Oggi ne sono più che convinta.

Recentemente ho effettuato una ricerca sulla sindrome di Miofascite Macrofagica. Che sorpresa nello scoprire la similitudine con una malattia che ho incontrato spesso in persone in consulto e cioè la Fibromialgia.

La Fibromialgia é una malattia molto dolorosa. Circa una decina di anni fa, mentre ero in Québec, avevo sentito dire che c’erano sempre più persone affette da Fibromialgia. Non ne capivo il motivo, finché recentemente ho scoperto che la Fibromialgia era molto simile alla sindrome di Miofascite Macrofagica.

 

La Miofascite Macrofagica é caratterizzata da dolori muscolari, articolari, un’astenia importante e molto invalidante, periodi di febbre, rallentamento delle funzioni cerebrali, delle funzioni cognitive e uno stato di debolezza importante accompagnato da tanti altri sintomi che non permettono di svolgere i normali compiti quotidiani (occuparsi della casa, guidare una macchina) né di continuare a lavorare.

Questi malati hanno pochissima energia e, nel corso della giornata, sono spesso obbligati a riposare per recuperare l’energia che manca loro per terminarla. L’evoluzione porta alla cronicità, responsabile di una debolezza muscolare associata ad una stanchezza generale della tensione muscolare. I pazienti interessati erano spesso persone molto attive prima di questa sindrome.

Ricerche fatte su persone colpite da questa sindrome di Miofascite Macrofagica hanno rivelato la presenza di idrossido di alluminio nei macrofagi di queste persone. I macrofagi sono una varietà di globuli bianchi di grande dimensione che intervengono nei processi immunitari fagocitando (imprigionando e digerendo) batteri, lieviti, rifiuti cellulari o sostanze estranee.

Ora, si può ritrovare l’idrossido di alluminio anche in gran parte dei vaccini. L’idrossido di alluminio é utilizzato come additivo. Un additivo é una sostanza chimica che permette di stimolare l’immunità dell’organismo al fine di aumentare la risposta immunitaria.

Da Pasteur ci hanno fatto credere che i vaccini proteggessero, senza rivelare che invece era l’additivo che faceva il lavoro di far aumentare la risposta immunitaria e non il vaccino.

Ma quello che ignoravamo all’epoca sui pericoli di questi additivi oggi non può più essere ignorato. Questo additivo era presente nel vaccino contro l’epatite B che é stato dato a molte persone tra cui diverse infermiere. E molte di loro hanno sviluppato la Sclerosi Multipla o Fibromialgia (probabilmente la Miofascite Macrofagica).

Recentemente chiedevo ad una di loro se era stata vaccinata contro l’Epatite B. Ecco cosa mi ha risposto : «Si, ero stata vaccinata contro l’epatite e ad un certo punto ho presentato gravi sintomi di epatite tanto che ho dovuto essere portata al pronto soccorso. Gli enzimi del mio fegato erano talmente aumentati che il medico non sapeva come ne sarei uscita. In seguito ho presentato i sintomi della Fibromialgia al punto da dover lasciare il mio lavoro».

Più vado avanti nel mio nuovo libro : «Il grande dizionario della Metamedicina» che sto terminando e che deve uscire nel mese di dicembre 2009, più scopro il numero di malattie cosiddette idiopatiche o autoimmuni legate ai vaccini e la cosa più sorprendente è che la maggior parte dei medici non sembra rendersene conto.

Di cosa avremo bisogno per fare in modo che si risveglino? E tu che leggi queste righe, aspetterai di aver perso la salute per renderti conto del pericolo dei vaccini?

«Moltiplicando le vaccinazioni aumentiamo il rischio di introdurre degli antigeni imparentati con molecole dell’organismo in cui sono stati iniettati creando così malattie autoimmuni la cui frequenza é in continuo aumento». Prof. Louis-Claude Vincent.

Il Dr.Moulden da parte sua ha messo a punto una nuova tecnologia in immagini mediche per evidenziare i disturbi e i danni neurologici prodotti in seguito alle vaccinazioni. Il Dr.Moulden spiega che i vaccini provocano una iper-reattività del sistema immunitario nel corso del quale i leucociti si precipitano ad attaccare i prodotti estranei iniettati nel flusso sanguigno. Dato che questi ultimi sono troppo grandi per penetrare i piccoli capillari dove ci sono i prodotti estranei, i leucociti finiscono per ostruire, bloccare e deteriorare questi capillari.

La strada viene quindi interrotta dai globuli rossi più piccoli che devono portare l’ossigeno ai diversi organi che si trovano vicino ai capillari ostruiti dalle sostanze estranee.

Queste particelle che raggiungono il cervello, disturbano o impedendo la circolazione sanguigna, possono provocare l’autismo, la morte improvvisa dei neonati o molte altre malattie del bambino o dell’adulto. Proprio come succede con attacco cardiaco, ogni volta che i tessuti hanno carenza di ossigeno, é possibile subire un attacco cerebrale, problemi al fegato o ai reni. Si tratta qui di una grande scoperta di cui però si nega l’informazione a favore della disinformazione.

Ci sono così tanti bravi medici come loro che si sono resi conto dei pericoli dei vaccini per  la salute, ma non gli si dà voce, non hanno un palco per farsi ascoltare. Al contrario, questi medici vengono minacciati di perdere il loro diritto ad esercitare la professione, i ricercatori che osano rivelare questi fatti vengono privati delle loro sovvenzioni …

Per un momento mi sono scoraggiata e mi sono chiesta cosa potessi fare per le mie possibilità. Ma grazie a Jean-Jacques Crèvecoeur un brillante collega che stimo molto e che ha consacrato come me una gran parte della sua vita a risvegliare i suoi simili ho capito che insieme si poteva fare qualcosa.

Potevamo dire: STOP! Non toccate più la nostra salute e la salute dei nostri bambini.

Un prossimo vaccino più pericoloso di tutti quelli presentati finora é sul punto di essere iniettato a oltre la metà del pianeta. Tu puoi pensare : «Ah io non mi farò vaccinare!» , molto bene. Anch’io penso la stessa cosa. Ma occorre pensare un po’ più in là. Hai pensato ai milioni di persone che riceveranno questo vaccino? Dove elimineranno questi virus e questi prodotti tossici che gli vengono iniettati ? Quello che verrà eliminato dalle vie urinarie e digestive avrà come effetto di contaminare tutto il nostro ambiente, quindi anche se non ti fai vaccinare, potrai essere toccato da questa contaminazione.

Allora vedi che anche questo ti riguarda! Non restare indifferente o distaccato dal problema perché ti riguarda. Aiutaci a risvegliare quelli a cui si mente, a cui si raccontano storie per manipolarli meglio. Perché solo insieme saremo sufficientemente forti per opporci al piano di vaccinazione obbligatoria.

E la buona notizia é che un’opposizione seria si sta già formando. Ti invito a entrare in Internet e a cliccare su “Opposizione al vaccino dell’influenza H1N1”.

Anche se l’opposizione si organizza, non bisogna mollare la presa, ma invece occorre sostenerla. Perché il nostro unico potere sta nell’unità. Coloro che vogliono prendere il controllo mondiale possiedono tutto il resto e cioè l’economia (controllo dei soldi e del loro valore) la politica ( i politici sono alla loro mercé) i media ( radio, televisioni, giornali, pubblicità occulta) a noi resta solo internet (per ora! ndr).

Sai che solo negli Stati Uniti hanno appena creato una legge passata al senato del Massachusetts (USA) che mette una multa fino a 1.000 dollari al giorno e fino a 3 mesi di prigione per rifiuto di obbedire alle autorità mediche (cioè rifiuto di farsi vaccinare) in caso di emergenza in materia di sanità pubblica?

Sai che il segretario di stato degli USA Kathleen Sebelius ha accettato di firmare un decreto che conferisce l’immunità totale ai fabbricanti di questi vaccini contro l’influenza H1N1 ?

Questo vuol dire che se una persona in seguito al vaccino sviluppasse la sindrome di Guillain-Barré (e il rischio è che ce ne saranno tantissime) non potrà perseguire chi lo ha fabbricato.

Ti invito ad andare su internet a vedere questo video: “L’influenza suina del 1976”.

Sai che  ancora prima del primo caso di influenza suina la più grande casa farmaceutica Baxter, aveva già depositato un brevetto per la fabbricazione del vaccino contro l’influenza H1N1? Richiedendo quello che c’é nel brevetto stesso si legge: “Additivi appropriati sono l’Idrossido di Alluminio, lisolecitina, Polioli, ecc…”

Sai che da anni si cercano mezzi per ridurre la popolazione del pianeta? Sono stati utilizzati diversi metodi che però si sono dimostrati insufficienti. La sovrappopolazione é diventata una grande preoccupazione per i sistemi della sanità pubblica che rischiano le crisi sociali peggiori mai viste.

Per porre rimedio a questa situazione, l’OMS e il Nuovo Ordine Mondiale diretto da un gruppo di famiglie (Rockfeller, Rothchild etc.) che detengono molto potere da molte generazioni, hanno concordato un piano per ridurre la popolazione della Terra da 3 a 5 miliardi di abitanti entro i prossimi dieci anni.

“Secondo le informazioni americane, da qui al 2015, quasi 3 miliardi di persone saranno di troppo”, il nostro pianeta si aspetta dunque una sovrappopolazione. “L’attivazione” dei diversi virus che potrebbero portare ad una morte di massa é una strategia destinata a “ridurre la popolazione del pianeta”, ha dichiarato M. Ivachov.

Sai che una giornalista di nome Jane Burgermeister messa al corrente di questo piano ha recentemente fatto ricorso contro l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’ONU, Barack Obama (Presidente degli Stati Uniti), David de Rothschild (banchiere), David Rockefeller (banchiere), George Soros (banchiere), Werner Faymann (Cancelliere d’Austria) ed altri, accusandoli di volere commettere un genocidio di massa?

Questa accusa fa seguito ad un’altra procedura giudiziaria che la giornalista aveva intentato nell’aprile 2009 contro le società farmaceutiche Baxter e Avir Green Hills Technology, che ritiene responsabili di aver prodotto un vaccino contro l’influenza aviaria, per provocare deliberatamente una pandemia e arricchirsi allo stesso tempo.

Jane Burgermeister presenta le prove di atti di bioterrorismo in cui sono implicate le persone e gli organismi precedentemente citati. Li accusa di far parte di un sindacato internazionale di imprese criminali che ha messo a punto, fabbricato e stoccato delle armi biologiche in previsione di eliminare la popolazione degli Stati Uniti e di altri paesi a scopi di profitti politici e finanziari. Usando l’influenza suina come pretesto, li accusa di aver pianificato l’assassinio di intere popolazioni tramite la vaccinazione forzata.

Lei ha le prove che questi vaccini saranno volontariamente contaminati per provocare malattie mortali. Queste azioni si iscrivono in violazione diretta della Legge antiterrorista relativa all’impiego di armi biotecnologiche.

E’ vero che il nostro mondo si trova di fronte ad una sovrappopolazione. Ma non credi che ci siano altre soluzioni che dobbiamo cercare? Oltre la metà di quello che la terra produce viene gettato. Come si possono spendere solo negli Stati Uniti 7 miliardi di dollari per acquistare dei vaccini quando non c’erano soldi per aiutare le persone che perdono la loro casa, i senzatetto …E’ possibile che le risorse della terra e i soldi siano mal gestiti?

Non credi che sia arrivato il momento di unirci, di smettere di agire come caproni ? Abbiamo una responsabilità individuale ma anche collettiva e planetaria.

Se la tua risposta é si, puoi scrivere a lidiavit@libero.it o luca@pcinfo.it  e ti risponderò. Da parte tua puoi aiutarmi a trasmettere l’informazione al maggior numero di persone possibile. Ti metterò in contatto con altri tra cui Jean-Jacques Crèvecoeur, e altri ancora perché questo movimento prenda piede.

Grazie da parte mia personalmente e grazie a nome di tutti i nostri fratelli e sorelle di questa terra.
La tua amica Claudia (metamedicina.com) “
Link articolo: thelivingspirits.net
 
 
ED INOLTRE DA DOTT. ROBERTO GAVA, AUTORE DEL LIBRO:
L’Influenza Suina A/H1N1 e i Pericoli della Vaccinazione Antinfluenzale
Criteri scientifici di orientamento
 
 
Tutto quello che devi sapere per tutelare davvero la tua salute e quella dei tuoi cari:
l’influenza A/H1N1 è molto contagiosa ma poco pericolosa;

i vaccini antinfluenzali sono praticamente tutti inefficaci e comunque meno utili delle più comuni e banali misure di igiene personale;

i vaccini antinfluenzali e i farmaci antivirali possono essere molto pericolosi per alcuni soggetti;

il vaccino contro l’influenza A/H1N1 è totalmente inaffidabile, sia perché non è stato sufficientemente sperimentato, sia perché la sua efficacia è del tutto teorica, sia perché la sua innocuità è completamente ipotetica e infine perché sarà un vaccino che conterrà alte dosi di mercurio e di un adiuvante tossico che è stato aggiunto per cercare di accrescerne la bassissima efficacia;

l’irremovibilità con cui l’OMS porta avanti la sua politica pro-vaccinazione di massa è tanto sospetta quanto antiscientifica e molti ricercatori si chiedono cosa si nasconde dietro questa vaccinazione.
Già da alcuni anni i mass media trasmettono notizie allarmanti su possibili infezioni pandemiche che dovrebbero provocare milioni di morti.

In realtà, se si va alle fonti delle varie notizie, se si analizzano obiettivamente i dati scientifici disponibili confrontandoli con quelli della comune influenza stagionale e se si interrogano gli esperti di virologia e di epidemiologia, emergono subito molte evidenti contraddizioni.

Ogni persona ha non solo il diritto, ma anche il dovere, di informarsi adeguatamente su questo argomento, sia per dare il proprio vero “consenso o dissenso informato” alla vaccinazione, ma anche per consigliare i propri familiari che non potranno né informarsi né proteggersi: i bambini e gli anziani.

Questa pubblicazione nasce da un attento e approfondito studio di tutta la letteratura scientifica sull’argomento e, in particolare, è il frutto della consultazione dei ricercatori che sono notoriamente indipendenti dalle spinte commerciali che muovono i grandi interessi sanitari.

Noi siamo i primi responsabili della salute nostra e dei nostri figli e se demandiamo ad altri il compito di salvaguardarla, rischiamo di perderla, talvolta anche in modo irreversibile.
L’autore…
Il Dott. Roberto Gava è un medico specializzato in Farmacologia Clinica, Tossicologia e Cardiologia che, dopo aver lavorato come ricercatore in ambito universitario ed essere stato autore di due libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da molti anni studia gli effetti immunitari e clinici dei vaccini. Ha scritto vari libri sia divulgativi che scientifici sulle vaccinazioni e in particolare: “Le Vaccinazioni Pediatriche”, “La Sindrome Influenzale in bambini e adulti”, “Vaccinare contro il Papillomavirus?”.


La nostra esperienza

Gennaio 26, 2009

 

Sì, la nostra esperienza con questo Blog sta per finire. Abbiamo passato un anno e mezzo esprimendo le nostre angoscie, manifestando il nostro dolore e siamo stati accolti da tanti di voi con grande umanità.

Abbiamo così condiviso quei sentimenti che generalmenti rimagono nascosti fra le pieghe del tempo  quotidiano ed è stata una esperienza unica e indivisibile. Molti di voi ci hanno scritto e risposto riportando i loro disagi, le loro ansie e paure. Ma, secondo noi, questa esperienza non può essere percorsa per sempre. Anche questa esperienza deve avere un principio e una fine, come la nostra vita che è la madre di tutte le esperienze.

Siamo stati insieme tanto tempo e con alcuni di voi ci siamo “amati” come solo la sofferenza dà la possibilità di amare. Solo chi soffre conosce i meandri luminosi e oscuri dello Spirito e solo chi soffre è portatore di una energia amorosa, profonda e qualche volta abissale, che le persone “normali” non possono nemmeno immaginare. E questo è il grande regalo che i nostri ragazzi ci fanno in ogni momento della nostra vita: con il loro disagio ci danno una via, una strada da percorrerre: quella della comprensione , dell’amore e della dedizione totale. La dedizione, appunto.  Il sentimento, forse più difficile e più sconosciuto  in questa società edonistica e individualistica, restia alla “cura” dell’altro, concentrata, come è, nel consumo aleatorio e immediato di tutti i beni materiali e immateriali di cui l’uomo dispone:  dalle scarpe all’amore.

Di questa esperienza ne facciamo e ne faremo tesoro. Vogliamo ricordare ancora una volta che fra le tante informazioni ricevute, ne sottolineamo  una , secondo noi, preziosa. Indicataci da Ioannidis, è l’indirizzo della Dott. ssa Gabriella Lesmo con il suo Centro per il trattamento delle Disabilità Evolutive, che tratta le personalità autistiche e/o con disturbi evolutivi. Anche noi ci siamo rivolti a questo Centro e inizieremo un trattamento medico alternativo agli psicofarmaci nel giro di qualche mese. ( cell:  339 162.60.04 —- e.mail: gabriella.lesmo@autismoweb.it )

“Lei” non ha potuto leggere il Blog e seguirlo e magari farlo suo. Non è ancora in grado di fare uno sforzo emotivo così grande. Ma siamo sicuri che, atttraverso di noi, avrà sicuramente recepito quanto di positivo è stato detto e scritto, quanto la sua solitudine e la sua frustrazione è simile a quella di tanti altri ragazzi di questa generazione senz’altro sfortunata come quelle dei milioni di giovani le cui vite sono state  ( e sono) bruciate da guerre e calamità. “Lei” molto probabilmente, se ” il diavolo non ci mette la coda”!, andrà il prossimo mese in una “residenza protetta” dell’ASL dove finalmente, si è liberato un posto. ( In tutto sono dodici!, …) . Per noi sarebbe un primo traguardo che premierebbe la lotta quotidiana che abbiamo fatto per assicurare a nostra figlia una sistemazione almeno “dignitosa”. Questo non significa di aver risolto il problema, ne siamo consci, ma perlomeno significa che abbiamo gettato le basi per costruire la Casa della Guarigione, meta finale alla quale tendiamo con tutte le nostre risorse fisiche e intellettuali.

Grazie, dunque, ancora una volta a tutti, non citiamo nessuno proprio per rimanere nello spirito di un Blog come il nostro: oltre l’individualità, per condividere sofferenze e “disagi” con altri esseri umani  vicini a noi in un ideale abbraccio.

 


Mi duole la carne del cuore

Dicembre 16, 2008

e la carne dell’anima, ricordo che ha scritto un grande poeta.

Forse, anche lui, aveva una figlia con un profondo disagio mentale da accompagnare ogni mattina, in mezzo a un serpentone anonimo di macchine, alla Casa di Cura.

Ripeto, che strazio!, vederla con gli occhi socchiusi, immobilizzata dal farmaco, come una volta nei lenzuoli ghiacciati…

Ripeto, che strazio, questa Via Crucis  quotidiana che porta nei corridoi invasi dal fumo delle mille sigarette inghiottite dalla noia e dalla rabbia… una nube densa che nasconde la cima del Golgota ammutolito dal freddo dei cuori spezzati…

Ripeto, è uno strazio, questi camici bianchi  che parlano poco e ti evitano perchè hanno paura d’incontrare l’angoscia del tuo sguardo che si aggira inquieto per le stanze alla ricerca di quel perchè che nessuno conosce…

Così,  ogni mattina, ma dentro me stesso un fremito e un giuramento: dovrà finire, un giorno, questo nostro strazio!


Dalle parole ai fatti!

Dicembre 1, 2008

Abbiamo ricevuto da Flavio Francesco Vescovini questi importanti documenti che vi invitiamo a sottoscrivere numerosi e a inviare l’Appello Umanitario ai responsabili istituzionali della politica italiana.

E’ l’unico modo vero e non violento per far giungere la nostra voce di dolore! Diffondete questo appello e scrivete, scrivete! La parola è una energia potente che può abbattere qualsiasi muro!

Alla Cortese Attenzione
Sig. Vescovini Flavio Francesco
Presidente A.GA.VE. Onlus
Monza

 

Oggetto : Salute Mentale

Egr. Sig. Vescovini, La Ringrazio per avermi dato la Sua disponibilità a collaborare.
Ritengo importante unire le forze.
 Il lavoro che Ella sta facendo è Nobile, prosegua.
I Suoi contatti telefonici e tramite internet risultano fondamentali per far sentire la nostra voce.
Sono consapevole dell’esigenza di dare un aiuto concreto ai disabili psichici e alle loro famiglie.
Da tanti anni, conduco questa difficile battaglia.
Ha fatto bene ad accennare alla mia proposta. Può dire anche il nome.
Considerato che le famiglie, Le chiedono di aiutarle a sollecitare le Istituzioni, Le faccio una
prima proposta operativa.

Aderire al mio progetto, scrivendo ai Presidenti di Camera e Senato e ai più importanti Quotidiani
della Stampa Nazionale e alle principali trasmissioni, tipo Porta a Porta – Ballarò devono essere sommersi  di lettere. 
Poiché, parliamo di un problema delicato, drammatico, onde evitare che i soliti furbi abusino
del dolore dei disabili e delle loro famiglie, è meglio chiarire alcuni aspetti che vanno osservati.
Alcune avvertenze che devono essere comunicate a  tutti coloro che La contattano, in qualunque
parte d’Italia si trovino :
 Il mio progetto è un Atto Parlamentare, quindi pubblico
 La mia proposta è umanitaria, non ideologica
 Non c’è alcuna azione di lucro
 Nessuno è autorizzato ad usare il mio nome e la mia proposta, a fini personali e / o di terzi, il cui
  unico scopo è quello di sollecitare il Parlamento a legiferare
 Nessuno è autorizzato a chiedere o a ricevere denaro o altri beni o far credere che agisce a mio
 nome, o a scopo benefico.
 Chi vuole sostenere l’Appello Umanitario lo fa in modo libero e consapevole, senza alcuna pretesa
 L’adesione all’appello deve essere spedito al Sig. Presidente della Camera della Deputati, On Le
 Gianfranco Fini  presso la Camera dei Deputati – Palazzo Montecitorio e al Sig Presidente del
  Senato della Repubblica, Sen. Renato Schifani, presso il Senato della Repubblica – Palazzo 
  Madama – Roma e ai principali mass – media.
 Nessuno è autorizzato ad usare le firme per fini diversi dall’adesione libera e consapevole
 all’appello.

In attesa di un Suo riscontro in merito, anticipatamente La Ringrazio.
Cordiali Saluti.

Limbiate, 29 Novembre 2008

Allego alla presente:
- Appello Umanitario
- Logo per i 30° della Legge Basaglia

Cav. prof. Maurizio Munda

Manifesto Umanitario

Appello a favore dei disabili psichici.
Le Istituzioni diano soluzioni ai problemi dei disabili psichici e delle loro famiglie.
Si individuino nuovi interventi legislativi umanitari, al fine di risolvere in modo decoroso,
nel pieno rispetto della Dignità Umana il problema dei disabili mentali.

Esiste già un progetto redatto dal Cav. prof. Maurizio Munda, assegnato
alle rispettive Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
 
Non si lasci decadere questa iniziativa umanitaria, trasparente, non ideologica e per
una volta si ascolti la voce dei cittadini, perché solo chi vive sulla propria pelle può capire.

Il presente APPELLO  UMANITARIO  è rivolto a tutti Gruppi Parlamentari
alla Camera Dei Deputati ed al Senato della Repubblica.

Non si faccia di questo problema, uno scontro ideologico, perché il DIRITTO  alla SALUTE
non ha colore politico e perché con lo scontro ideologico, alla fine pagano solo i disabili
e le loro famiglie .

Si chiede una legge decorosa che tuteli e rispetti le persone che soffrono,
che hanno bisogno di aiuto, ma non possono chiederlo, perché incapaci,
non si facciano discriminazioni sull’età.

Portare il portatore di handicap psichico e la sua famiglia al centro
dell’attenzione, al fine di aiutare in modo concreto, i disabili.
Solo, in questo modo, si può capire di quali servizi necessitano i
portatori di handicap con disagio mentale

Dare a queste persone sofferenti, un aiuto medico, sociale, economico, legale, giudiziario,farli sentire partecipi,semplicemente uno di noi.
Anche i disabili hanno bisogno di affetto e non solo,anche loro comunicano

Occorre andare oltre la Legge 180, legge importante, ma non sufficientemente applicata

Del resto, a distanza di 30 anni, alcuni aspetti operativi vanno rivisti, quali assistenza medica,
integrazione, aiuto sociale, aiuto economico, considerate le epoche, la cultura, la sfera sociale differenti.

È necessario definire la Salute Mentale, una priorità.

Si rispetti il Dettato Costituzionale sul Diritto alla Salute.

Si intervenga per prevenire il disagio psichico, per curare, per dare risposte concrete, reali, visibili,trasparenti, misurabili.

Le Istituzioni, sia a livello centrale, sia decentrato territoriale, individuino
corsie preferenziali per il fabbisogno socio – sanitario dei disabili psichici.

Basta con le facili promesse, mai mantenute.

Si crei una nuova cultura di rispetto verso le persone con disagio psichico.

Si crei una mobilitazione, si apra un dibattito, non si faccia finta di nulla.

Non si facciano le tavole rotonde, non si accedano i riflettori, solo quando succedono
disgrazie umane e poi, dopo pochi giorni, tutto torna come prima.

Si migliori la qualità della vita dei disabili mentali
Si tenga alta l’attenzione sempre
Aiutiamo chi soffre, idee e valori che non moriranno mai.

 
Limbiate,  29 Novembre  2008

Cav. prof. Maurizio Munda


“Lei” scrive una poesia

Novembre 15, 2008

 Abbiamo trovato sulla nostra scrivania, ( lasciato da nostra figlia ), questo testo che “lei” ha scritto, aiutata da una educatrice, durante il day-hospital che sta effettuando in questi giorni in una  Casa di Cura.

Poesia

Poesia è ammirare i colori di un fiore.
E’ ascoltare il canto del vento.

E’ accarezzare un vecchio.
E’ dare, senza pretendere di avere.

E’ il cielo baciato da un aquilone.
E’ un uomo che sa ancora piangere.
E’ ricordare che sopra le grigie nuvole c’è sempre il sole.

E’ svegliarsi al mattino e sapere che esisti.
E’ apprezzare ciò che si è.

Poesia è uno specchio senza rughe perchè non ha età.
E’ sapere di non essere mai soli.

E’ sussurrare una fiaba a un bimbo.
E’ l’impeto del mare che s’infrange sugli scogli.

E’ offrire conforto a chi non ne ha.
E’ la serenità che unisce gli amici intorno a un fuoco.

E’ un sospiro…è il sorriso degli occhi tuoi.
Poesia è linfa di vita, pura, infinita come queste mura …


Lettera a una psichiatra

Ottobre 26, 2008

 Abbiamo ricevuto questo interessante articolo di Nicola pasa che condividiamo e pubblichiamo. Un grazie a lui e a tutti quelli che vorranno portare un loro contributo alla sua riflessione.

Nicola Pasa, Ass. Il Mondo di Holden
 
Lettera ad una psichiatra
 
 
 
Carissima Psichiatra,
da tempo desideravo esprimerle alcune considerazioni che mi frullano in testa e che non ho mai avuto occasione di dirle nelle occasioni in cui sono stato al suo cospetto. Il tema della guarigione non le sta molto a cuore, me ne rendo conto, forse perché parlare di guarigione in psichiatria è come parlare di prospettive di futuro in un cimitero. Ma a noi che della psichiatria siamo utenti la guarigione interessa eccome. La parola guarigione in sé è una parola bellissima. Una parola che siamo abituati da sempre ad usare in medicina. Quando ero piccolo se avevo la tosse il mio medico mi diceva che lo sciroppo me l’avrebbe fatta passare, che mi avrebbe guarito. E dopo qualche giorno io guarivo dalla tosse. Non si trattava di un miracolo, i medici non credono nei miracoli, e nemmeno io del resto. A lei la parola guarigione non piace. Benissimo. Io la userò, invece, al posto di recovery che non mi piace per niente.
Lei dice che non si può guarire dalla follia. Benissimo, nessuno le chiede di guarire la follia. Quando una persona diventa utente della psichiatria spera di guarire dalla sua sofferenza. Se ha una depressione spera di guarire dalla depressione. Che cosa c’entra la follia con la depressione? Assolutamente nulla, ma a lei piace parlare di follia. E’ questo che rende la sua professione così diversa da quella degli altri medici. Se però è così io credo che la psichiatria non abbia alcuna legittimità ad esistere come branca della medicina. Se è così allora non ha alcun senso che la psichiatria resti nel sistema sanitario, un sistema che si occupa fino a prova contraria di malattia.
La follia è qualcosa che abbiamo tutti, chi più chi meno, è una componente della nostra intelligenza e della nostra anima, ma i veri folli non hanno alcuna necessità di guarire, sono contenti così, non chiedono che di essere lasciati in pace, nei loro deliri, non chiedono di essere curati dal momento che la cura potrebbe ammazzarli invece che guarirli.
La Salute Mentale non si occupa della follia, se ne occupava una volta, quando c’erano i manicomi, e lo faceva in modo turpe e vergognoso, lo faceva incatenando, lo faceva torturando. Se io avessi lavorato in un manicomio come psichiatra sarei oggi tormentato dai rimorsi e dalla vergogna, e probabilmente non sarei più uno psichiatra. Ma le scelte individuali vanno lasciate agli individui.
Oggi lei si occupa di persone che non sono folli ma sofferenti. Persone depresse, persone con disturbi alimentari, persone con disturbi della personalità ecc.
Queste persone diventano utenti perché vogliono guarire. Dice che è stigmatizzante parlare di malattie più gravi e meno gravi? Questa è bella. Ma se io mi spezzo un mignolo ed entro nel reparto di traumatologia vedo che nel reparto c’è anche chi si è rotto le gambe e non potrà più camminare. Se le sue gambe sono perdute non si potrà per lui parlare di guarigione. Ma per me che mi sono rotto il mignolo invece sì. E’ stigmatizzante? E allora per rendere la cosa meno stigmatizzante dovrei uscire da quel reparto in carrozzella anch’io? Le sembra logico?
Lei non si pone il problema della guarigione e io lo capisco bene, porsi il problema della guarigione significa porsi il problema dell’efficacia delle terapie e della loro durata.  A lei non importa della guarigione ma alle persone che entrano in cura importa eccome, importa perché una volta entrati in un Centro di Salute Mentale vorrebbero anche uscirne, perché non vogliono diventare dipendenti per tutta la vita dai farmaci, dopo quindici anni di psicofarmaci una persona, con il fegato e i reni in pappa, con il cuore affaticato, con malattie iatrogene in corso, se lo chiede alla fine se il suo medico non lo stia menando per il naso. E badi bene che non ci interessa tanto sapere che siamo guariti dallo psichiatra, non abbiamo bisogno del suo bollino, ce ne rendiamo conto da soli che siamo guariti, l’unica cosa che ci interessa è che lo psichiatra esca dalla nostra vita, perché non ne abbiamo più bisogno, per questo ci interessa che ci dica che siamo guariti perché così ce lo leviamo dalle palle una volta per sempre. E non siamo più ex utenti, non siamo più utenti.
Ragionare in termini di follia e non di sofferenza o di malattia produce cronicità, la cronicità produce sofferenza, e produce costi altissimi sotto il profilo umano e anche economico. La cronicità certamente interessa molto le case farmaceutiche, che non hanno alcun interesse reale nella guarigione, infatti hanno capito che guadagnano molto di più, fanno più profitti se un paziente diventa cronico, perché per loro è un cliente a vita, finché non schiatta ucciso dagli effetti extrapiramidali. La cronicità sostenta un’industria lucrosa, un’industria che specula sulla sofferenza. Chi parla di follia non fa che alimentare questo spaventoso cortocircuito.
Lei mi dice che ci sono pazienti che hanno bisogno della pillola per tutta la vita e altri che invece ne hanno bisogno per un periodo limitato. Benissimo, cominciamo a ragionare. Dunque non è più così stigmatizzante dividere le persone in pazienti gravi e meno gravi. Come del resto avviene in qualsiasi reparto di medicina. Ci sono all’interno dello stesso reparto malati più gravi e malati meno gravi, spesso con la stessa patologia, ma in un caso è curabile e in un altro no. Cosa c’è di stigmatizzante? Nulla. La invito cara psichiatra a non occuparsi di stigma, la invito a occuparsi di terapie oppure se ritiene di non doversi occupare di questo, la invito a smettere la professione e dedicarsi se vuole alla politica, alla filosofia, al bricolage, insomma faccia un altro mestiere.
Le dico da utente che cosa noi ci aspettiamo da lei, libera di seguirmi o meno, noi ci aspettiamo che ci ascolti prima di tutto, che si prenda un po’ di tempo prima di formulare una diagnosi, la prego di differirla più che può anche se lei è una di quelle che azzecca la diagnosi al primo colpo, la invito a pensarci bene e ad ascoltare quel che il paziente le racconta, anche se le sembrerà di aver sentito mille volte la stessa storia, anche se ne ha le palle piene di sentirsi raccontare le stesse cose anno dopo anno, la invito ad ascoltare e a cogliere le sfumature e le differenze che ci sono tra persona e persona. Il paziente, come tutti i pazienti, si aspetta che lei gli faccia subito una ricetta, che gli dia subito una pastiglietta miracolosa, ebbene non assecondi questa smania, lo mandi deluso a casa da questa aspettativa, lo veda più volte, lo ascolti e lo interroghi se crede prima di azzardare una diagnosi e di scrivere una ricetta. E prima di pensare al farmaco si accerti della salute generale del paziente, si accerti che non abbia problemi cardiaci, valuti gli esami del sangue, valuti tutte le possibili controindicazioni dei farmaci che sta per somministrargli.
E una volta scelta la terapia ascolti quel che il paziente lamenta degli effetti indesiderati dei farmaci. Se il paziente ha una qualità della vita scadente a causa degli effetti collaterali intervenga, diminuisca i dosaggi, fornisca dei consigli, sostituisca il farmaco, valuti l’impatto che questi effetti collaterali hanno sulla vita quotidiana di una persona. La sofferenza psichica nasce prima di tutto da fattori esterni alla persona, legati all’ambiente in cui vive, spesso sono i rapporti all’interno della comunità a generare nel paziente il malessere, spesso allontanare il paziente da quegli ambienti familiari o extra familiari che gli provocano malessere può essere una parte della terapia. Se io vivo in un ambiente ostile, (poco importa se io lo percepisco così perché sono paranoico o è così davvero, quel che importa è la percezione della persona, non dovete giudicare) la prima soluzione è di andarsene da quell’ambiente. Non fanno così tutti? Non fa così anche lei dottoressa?
Una volta iniziata la terapia, stabilisca un periodo di osservazione, cominci a studiare insieme agli elementi dell’equipe terapeutica e riabilitativa tutte le soluzioni possibili per guarire il paziente dalla sua sofferenza. Ogni persona fa storia a sé. Ogni persona ha strumenti diversi. Ci sono pazienti che hanno bisogno di socializzare a diversi livelli. Non tutti hanno necessità di entrare in un Centro Diurno e non tutti una volta entrati in un Centro Diurno hanno piacere ad essere trattati come bambini. C’è chi ha bisogno di parlare, di fare colloqui e allora si preoccupi cara psichiatra che il paziente faccia psicoterapia e che impari in questi colloqui a riconoscere i sintomi e a combatterli. Combattere i sintomi, questo è un primo passo verso la guarigione. Riconoscere che l’esperienza di sofferenza che vivi è il sintomo di una malattia, riconoscerlo e agire di conseguenza, e cioè non ricalcare il cammino già percorso, trovare alternative al meccanismo consolidato di reazione. Questo dovrebbe essere insegnato ai sofferenti. Conoscere il proprio nemico è il segreto di ogni vittoria, la storia insegna.
Le storie di guarigione insegnano che i farmaci servono al bisogno e che se non sospesi in tempo possono complicare o addirittura frustrare l’esperienza della guarigione, le ricadute tanto temute sono il cattivo frutto dell’affidamento totale ai farmaci, sono le prolungate terapie farmacologiche ad impedire spesso la guarigione e ad arrestare il processo, o il cammino verso la guarigione, generano un loop, un circolo vizioso, fatto di vette e discese, di falsi progressi e rovinose ricadute, è il ciclo perpetuo della cronicità alla cui fine c’è solo la morte.
Ogni paziente è unico e solo. C’è chi ha bisogno di clinica. C’è chi ha bisogno di riabilitazione e psicoterapia. C’è chi non ha bisogno reale della psichiatria, perché attraversa un momento di difficoltà che può essere superato in fretta, senza bisogno di finire nel circuito perverso della cronicità. Se una persona non ha reale necessità di un farmaco l’esperienza del farmaco può farlo cadere in una spirale rovinosa fatta di equivoci, di inganni, di false speranze e attese vane.
Per questo le ho detto cara dottoressa di aspettare a formulare una diagnosi e a scarabocchiare una ricetta e di ascoltare bene quel che il paziente le racconta.
Forse la scandalizzo se le dico che tutte le terapie sono utili a seconda dei casi, persino una terapia empirica come la tec, ma solo in casi limitati, laddove nessun farmaco o nessun intervento di altro tipo riesce a guarire. La tec come tutte le terapie può essere estremamente violenta e dannosa. Ma lo è come una terapia farmacologica prolungata e massiccia nei dosaggi.
Non è violenta una terapia farmacologica che induce nel paziente una sonnolenza profonda, che genera impotenza sessuale o inibisce la libido, o gli impedisce di parlare con scioltezza o di camminare senza perdere l’equilibrio o di liberarsi delle feci senza doversi purgare come un vecchio o che generi nel suo volto spasmi involontari o che lo faccia tremare o che gli generi una malattia invalidante come la discinesia tardiva e spesso tutte queste cose insieme? Di cosa parliamo dottoressa?
Forse a lei questi effetti collaterali le sembreranno trascurabili, ma lo sarebbero solo a patto che come contraltare ci fosse la guarigione. Purtroppo lei non crede alla guarigione e allora che cosa deve pensare un paziente che soffre due volte: della sua sofferenza e dei danni della terapia? Con quale spirito affronta la vita se una vita gli rimane una volta che è entrato in questo circolo vizioso? Lei non vuole fornire false speranze, lo so bene, com’è coscienziosa dottoressa, neanche le case farmaceutiche vogliono dare false speranze, in fondo prosperano su questo limbo, su questo non tempo in cui vive il paziente.
Tempo fa ho visto un film di un tizio che viveva in un aeroporto e non poteva uscire da quella zona franca per problemi di documenti. La vita di molti pazienti mi ricorda tanto quella di questo tizio. A volte ci penso quando penso ai non luoghi: gli autogrill, i centri commerciali. Il fascino dell’autogrill deriva dall’essere un luogo che esiste solo se tu diventi utente dell’autostrada. Se tu non percorri mai l’autostrada quel luogo non esiste. Per molti utenti uscire dall’autogrill è quasi impossibile, molti rinunciano alla fine e consumano lì l’intera esistenza.
E’ questo il fine della psichiatria? Confinarci tutti in un grande autogrill?
 
Nicola Pasa


Appello per Mattia

Ottobre 20, 2008

Abbiamo ricevuto da Mattia la preghiera di diffondere il suo Blog fra i giovani che come lui, e non solo fra coloro che  soffrono per un disagio psichico,  vivono nella solitudine e nell’emarginazione sociale.

Fate conoscere il suo Blog! Questa sì che è un’azione sociale di grande valore!

ecco l’indirizzo:                 www.schizofrenico.com


Aggressività e Angoscia

Ottobre 13, 2008

 

Per chi è uso leggere o studiare le discipline psicologiche sa benissimo che le due cose camminano insieme. L’una alimenta l’altra. L’una è specchio dell’altra. Convivono miseramente insieme come due vecchi coniugi che dormono in letti separati . Sono alla base di tutto il disagio mentale, di qualunque gravità si presenti. Nessun farmaco è riuscito fino a adesso a scalfirle in profondità. Solo la lobotomia, fra le follie sperimentate dall’uomo, è riuscita a placarle.

“Lei” è in questo momento molto aggressiva e tanto tanto angosciata. Difficile la comunicazione se non impossibile. Il famoso seroquel che doveva, secondo gli psichiatri, migliorare la situazione, ha semplicemente aumentato i sintomi e creato una gran confusione mentale. Se prima era una ragazza troppo viva, troppo aggressiva, troppo di tutto, adesso sta diventando una massa informe sempre più chiusa e torva, irascibile e senz’anima.  Gli psichiatri dicono che è presto per giudicare. Ma la figlia è nostra e non è loro.Noi non possiamo seguitare a vederla in queste condizioni.

Dovremo prendere delle decisioni da soli e contro il parere di tutti i medici, psichiatri e psicologi educatori che la seguono. Rimaniamo ancora più convinti che la vita deve essere vissuta da persone anche come nostra figlia e non solo. Troveremo il modo, ci costi quel che costi perchè la figlia è nostra e non loro. Fanno presto a dire che ci vuole pazienza: ci vuole competenza, rispondo e penso. Ma questa è merce rara, anzi rarissima. Troveremo una nuova soluzione che rispetti la follia di nostra figlia.


Ho Paura…

Ottobre 11, 2008

 

” Ho paura di essere calma…” questa frase ha sorpreso un po’ tutti. Poi, riflettendo, l’abbiamo trovata di un gran valore perchè si disvela e rivela una “calma” vissuta come un pericolo, una barriera pericolosa, un blocco minaccioso per l’integrità psichica.

E non a caso la “calma”, ( si legge soprattutto nei testi buddisti) , è lo stato interiore da raggiungere per potersi “centrare”: cioè stabilire un sereno equilibrio fra il corpo e la mente, fra le sensazioni e i sentimenti da un lato e l’elaborazione riflessiva dall’altro.

La “calma” come un pericolo che riporta alle viscere, vissute come un terribile avversario da negare o ignorare. Non a caso, allora, ”Lei” cerca in una perenne iperattività rumorosa e alienante come l’aggressività diretta verso tutto il mondo, lo strumento principe che devia la sua persona dal sentire un filo saldo e forte con se stessa.

Probabilmente è una frase che rivela, forse,  che siamo all’inizio di un lungo processo psichico che richiede una profonda cura e soprattutto, attenzione. Un processo che potrebbe sbocciare nella possibilità di effettuare una vera e propria psicoterapia, invece dei normali colloqui psicologici di supporto. Un processo che finalmente potrebbe trovare un fondamento in se stesso senza il dover ricorrerre a strutture esterne come la Casa di Cura  e/o gli psicofarmaci. E questo è quanto auspichiamo che un giorno possa avvenire e per il quale ci battiamo ogni giorno. Questa è la nostra speranza segreta.


Casa di Cura e Seroquel 400mg. (2)

Ottobre 9, 2008

Appunto,   200 x 2 = 400mg.

la dose è stata aumentata perchè pochissimo è cambiato nel comportamento di “Lei”. Pare che ci siano casi che si arriva a 900 mg,  e poi? Siamo molto in ansia. Siamo dispiaciuti. Ci sentiamo sconfitti. Ma in questa battaglia dove sono i vinti e i vincitori?