Giugno 14, 2008
Ne abbiamo proprio bisogno. Sono stati giorni d’intensa ricerca e di emozioni che ci hanno percorso il corpo e la mente in lungo e largo. La scoperta dei danni collaterali dei vaccini come possibile causa di tanta sofferenza ( suggeritaci dall’esperienze di Ioannidis e Luna ) ci ha dato speranze e aspettative, ma sappiamo anche che potrebbe non essere il nostro caso. Rimaniamo con i piedi per terra e ci prepariamo alla solita estate dove la gestione di nostra figlia diviene più difficile e rischiosa. Questa non -primavera ci aiuta, il freddo e l’acqua che Giove Pluvio ci manda quotidianamente sono dei grossi contenitori per le scorribande diurne e notturne. Abbiamo così anche il tempo di meditare i consigli sulla terapia dialettica che con tanto affetto ci sono stati proposti da Fernanda. E poi abbiamo bisogno di ritrovare i piccoli ritmi del quotidiano e ritrovare momenti di disincanto quardando gli alberi di un giardino o prendendo un aperitivo nella piazza, sebbene malodorante e rumorosa . Abbiamo bisogno di incontrare amici per ritrovare fiducia e empatia nell’essere umano dal quale ci siamo sentiti traditi molte volte. Abbiamo bisogno di credere e rinsaldare una fede che troppe volte smarrisce i nostri sensi. A Luglio torneremo a riprendere dialoghi, incontri, conversazioni e ragionamenti. Adesso vi lasciamo con un Inno alla Vita scritto da Leone Tolstoj nell’incipit del suo romanzo: ”Resurrezione”:
” Per quanto cercassero gli uomini, raccoltisi in un piccolo spazio a centinaia di migliaia, di deturpare quella terra sulla quale si stringevano, per quanto lastricassero di pietre la terra per non farvi crescere nulla, per quanto strappassero ogni filo d’erba che spuntava, per quanto affumicassero l’aria col carbon fossile e il petrolio, per quanto mutilassero gli alberi e cacciassero via tutti gli animali e gli uccelli, la primavera era primavera, perfino in città”
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Giugno 9, 2008
Con grande gioia e senso di riconoscenza a Ioannidis riceviamo l’elenco dettagliato consigliato dall’Associazione Vaccinare, Informati delle analisi di verifica dei danni causati dai metalli pesanti con le vaccinazioni. Pensiamo ( è una impressione da verificare) che molti dei cosiddetti malati mentali potrebbero trarre un grande beneficio da queste verifiche su base biologica.
Caro Giuseppe,
capiamo molto bene il vostro stato d’animo perchè lo viviamo da parecchi anni. Ti consiglio di prendere contatti con l’associazione vaccinare informati o CORVELVA. Ti consigliamo di prendere contatti con la Dottoressa LORETTA BOLGAN (biologa) e collaboratrice del medico Gino Burattoni (AUTORE DEL LIBRO “FUORI DAL CORO”),Il quale ha messo a punto un protocollo dettagliato per i danni da vaccino. Ti accludiamo questo protocollo che noi siamo in procinto di eseguire. A mio parere tua figlia deve essere vista , con tutta la sua documentazione clinica, da un medico competente in materia di danni da vaccino.
Sperando di esserti stato utile per ora vi salutiamo ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà.
ciao.
Elenco degli Esami:
Con ricetta del medico di base:
i pazienti esenti per patologia o invalidità non pagano il ticket
- Tipizzazione delle sottopopolazioni linfocitarie
Va eseguita all’ospedale Borgo Roma di Verona, oppure è da portare entro le ore 12.00 al laboratorio di Immunopatologia (dott. Ortolani tel. 045-812646
- Ricerca anticorpi IgG e IgM di: CMV, EBV, Herpes simplex e Herpes zoster, Epatite B, Epatite C
costo: 36,15 euro per ricetta (una ricetta può contenere otto analisi; tener conto che per ogni virus si fanno due analisi)
Può essere fatta all’ospedale Borgo Roma, oppure al laboratorio Biotest’s di Piove di Sacco (dr.ssa Zotti tel. 049-8716902)
- Emocromo con formula; sideremia; transferrina; profilo proteico; Cu, Zn, Mg, Ca, K, Na
Costo: 36,15 euro (vale lo stesso discorso per ricerca anticorpi virali)
Possono essere fatti all’ospedale Borgo Roma, oppure al laboratorio Biotest’s di Piove di Sacco
Analisi da spedire a Biolab (Londra)
Costo spedizione entro 24 ore: 103 euro (servizio express TNT ore 12.00)
Costo imballo: 25,5 euro
Costo commissioni del pagamento del bonifico bancario estero: 20 euro
Il costo totale della spedizione è di circa 148,50 euro, che verrà diviso per il numero di persone che faranno il prelievo insieme (normalmente 3)
- Metalli pesanti sulle urine (24h) per ciascun metallo: 12 euro (Hg, Al: totale 24 euro), si può utilizzare la stessa urina raccolta per fare l’aminoacidogramma.
- Istamina su sangue intero (tubo verde con eparina): 28,70 euro
- Glutatione perossidasi su sangue intero (tubo verde con eparina): 24 euro
- SOD su sangue intero (tubo verde con eparina):26 euro
- Aminoacidogramma su urine raccolte in 24h: 87 euro
Spesa totale delle analisi eseguite da Biolab (con tre pazienti): 239,2 euro
-
- Le urine vanno raccolte per 24 ore di seguito, in contenitore asciutto e pulito (il contenitore graduato riutilizzabile si può acquistare in farmacia).
-
La raccolta si inizia a vescica vuota (per es. Se ci si alza alle 7.00 del mattino e si vuota completamente la vescica, da quel momento in poi si raccolgono tutte le urine per 24 ore, comprese quelle delle 7.00 del mattino successivo)
-
- Si mescola bene la raccolta e si misura la quantità più esattamente possibile: se il contenitore è graduato, si legge e trascrive il numero a fianco della tacca corrispondente al livello dell’urina; se il contenitore non è graduato, si può pesarlo e poi si sottrae al peso totale il peso del contenitore vuoto.
-
- Si travasa in un contenitore per le urine ( si può acquistare in farmacia) un campione dell’urina raccolta e si trascrive sull’etichetta la quantità misurata al punto 2
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Maggio 30, 2008
“Lei”. Questa primavera così anomala perchè piovosa, grigia , a volte fredda, ci ha portato poche rondini ma anche un leggero beneficio. Memori di quello che lo psichiatra ci aveva detto durante il ricovero ospedaliero, e cioè che la cura di psicofarmaci che “Lei” stava facendo non andava affatto bene, abbiamo pensato di cambiarla. Così abbiamo consultato privatamente lo psichiatra ospedaliero e poi siamo anche andati da un nostro conoscente che è un farmacologo. E’ risultata subito chiara una cosa: l’inutilità di somministrare il Depakin, dato che in un anno non aveva determinato nessuna stabilizzazione dell’umore ma, anzi… che aveva soprattutto bisogno di arrivare alla notte in maniera meno agitata anche dal punto di vista psico motorio e così sono state introdotte 15 gocce di Valium. Che, al mattino, quando più alta è la sindrome ansiosa aveva bisogno di attenuare l’ansia:15 gocce di Citalopram. Questo alleggerimento della cura si è rivelato prezioso: da uno stato conflittuale permanente siamo passati a uno stato di reciproca sopportazione con punti d’insofferenza gestibili da ambo le parti. Anche il vagabondaggio diurno si è attenuato e ha seguito con regolarità le attività della cooperativa dove aiuta in cucina a preparare i pasti. Per la prima volta ci sembra che qualcosa è cambiato!
E con la psichiatra dell’ASL ? All’inizio , quando convinti della necessità di cambiare la cura, siamo andati al Servizio per incontrarla, ingenuamente abbiamo esordito manifestando le nostre perplessità e quelle dello psichiatra dello Ospedale. Tuoni e fulmini! Ci ha rovesciato addosso tutto il suo disprezzo , ferita nel suo orgoglio, minacciando l’abbandono del suo interessamento e del Servizio se noi avessimo insistito nel dubitare del suo operato. Ci siamo allora chiusi nel silenzio e ce ne siamo usciti convinti più che mai che dovevamo cambiare la cura. E lo abbiamo fatto. Alla psichiatra dell’ASL diremo che tutto procede bene …e che la “sua” cura sta funzionando! ( Cicero pro domo sua! ) La nostra intenzione primaria rimane sempre quella di fare il massimo per nostra figlia e non siamo certo disposti a seguire supinamente chi agisce nella routine dell’indifferenza del “sapere” burocratico.
Certo la situazione non è certo facile o molto ortodossa, ma ormai è chiaro a tutti ( o quasi) che è necessario vigilare il più possibile sull’operato degli addetti ai lavori, aprendo continuamente nuovi fronti e battendo nuove strade ( adesso seguiamo la problematica dei vaccini che promette essere molto molto interessante…). Ma di una cosa ormai siamo certi, dopo una esperienza ventennale di cure e affanni: è necessaria una grande fede nelle possibilità rigerenative della psiche e nelle possibilità di autoguarigione dei cosiddeti “malati”, che rimangono soprattutto esseri umani dalle potenzialità ridotte e frustrate da un collettivo ambientale ( specialistico) che seguita a osservarli come “oggetti” privi di autonomia e capacità.
Scriveva Maslow uno dei pionieri della Psicologia Umanistica : ” In sostanza respingo deliberatamente la nostra presente e troppo facile distinzione fra malattia e salute, almeno per quanto riguarda i sintomi superficiali. Essere ammalati significa forse accusare sintomi? Ebbene sostengo che la malattia può consistere nel NON accusare alcun sintomo quando DOVREI accusarlo. E la salute, significa essere privi di sintomi? Lo nego. Quale dei nazisti a Auschwitz o a Dachau era in buona salute? Quelli con la coscienza tormentata o quelli la cui coscienza appariva loro chiara limpida e serena? In quella condizione, una persona profondamente umana era possibile che non avvertisse conflitto, sofferenza, depressione furia e così via? In una parola, se mi direte di avere un problema di personalità, prima di avervi conosciuto meglio non sarò affato certo se dovrò dirvi “bene! ” oppure ” mi dispiace”. ( tratto da Wikipedia, corsivo è nostro))
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Maggio 9, 2008
Abbiamo ricevuto questa importante informazione, di cui ringraziamo sentitamente, e che pubblichiamo nella speranza di una utilità immediata per quanti ci seguono e non:
DESIDERIAMO SEGNALARE CHE ESISTE UN INTERESSANTE LIBRO:
“VACCINAZIONI il grande attacco al cervello e alla psiche” di HARRIS L.COULTER in lingua italiana che tratta la relazione tra vacinazioni e anche malattie di tipo mentale
Secondo noi è importante trovare un modo più umano possibile per gestire e convivere col disagio mentale ma è altrettanto importante ricercare le cause del disagio stesso. Non dimentichiamo che fino a pochi anni fa l’autismo veniva considerata una malattia esclusivamente psicologica attribuita ad una relazione con una “madre frigorifero” .
Oggi è unanimamente riconosciuto che l’autismo è una malattia neurologica e che i vaccini possono avere un ruolo nello scatenare questa patologia.
Speriamo di contribuire ad informare la gente ma soprattutto la classe medica (che viene esclusivamente informata dalle case farmaceutiche). Daltronde l’85% della ricerca medica viene finanziata esclusivamente dalle case farmaceutiche. Quindi molti medici sono in buona fede senza un senso critico, altri sono totalmente comprati dalle case farmaceutiche. Un caro saluto .
Aristotelis e Bianca
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Pubblicato da disagi
Maggio 5, 2008
Fabrizio d’Altilia, personalità di spicco del “Metodo alla salute” propugnato dal Dr. Loiacono, ci segnala questo libro selezionato da un Post del Blog “Infermieri e Salute Mentale”.
Peter Lehmann (Ed.)
Liberarsi dagli psicofarmaci
Riuscire con pieno successo a liberarsi da neurolettici,
antidepressivi, litio, carbamazepina e tranquillanti
Con le prefazioni di Judi Chamberlin, Pirkko Lahti e Loren R. Mosher
352 pagine · ISBN 0-9545428-0-0 (edizione britannica) · 1-891408-98-4
(edizione americana)
Berlino / Eugene / Shrewsbury: Peter Lehmann Publishing 2004
€ 21.90 · CHF 40.50 · £ 14.99 · US-$ 24.95 · CAD 33.60 · JPY 2940
Il primo libro al mondo sul tema “Riuscire con pieno successo a liberarsi dagli psicofarmaci“. Contiene le esperienze vissute di 28 pazienti psichiatrici di tutto il mondo e gli interventi di psicoterapeuti, medici, psichiatri, terapeuti della medicina naturale e alternativa nonché di altri professionisti in grado di aiutare coloro che desiderano smettere di assumere gli psicofarmaci.
“Leggere questo libro è un obbligo per tutti coloro che sono sfiorati dall’intenzione di assumere o di
non più assumere queste medicine che, legalmente, modificano la personalità e, forse, è ancor di più
un obbligo per coloro che hanno il potere di prescriverle“.Dott. Loren R. Mosher, Soteria Associates
“Il libro è provocatorio: le esperienze della vita divergono talvolta dalle conclusioni a cui arriva la
scienza. Si basa infatti sulle esperienze personali di pazienti psichiatrici e di professionisti in grado di
aiutarli a smettere di assumere psicofarmaci, costituendo in questo modo una buona base di partenza
per intavolare una discussione. Questo libro dovrebbe essere presente in tutti gli studi professionali, in
tutti i reparti ospedalieri nonché nella biblioteca di tutti i pazienti psichiatrici“.Pirkko Lathi, direttrice dell’Associazione Finlandese per la Salute Mentale e presidentessa del World Federation for Mental Health Il libro si rivolge a coloro che sono soggetti a trattamento psichiatrico e che, di propria volontà,
desiderano smettere di assumere gli psicofarmaci loro prescritti. Contemporaneamente si rivolge ai loro
familiari e terapeuti. Milioni di persone assumono psicofarmaci (p. es. Imap, Haldol, Serenase, Saroten,
Tavor, Valium e Zyprexa). Per loro le testimonianze dettagliate, di come sia stato possibile smettere di
assumere queste sostanze, senza per questo venir ricapultati nello studio dello psichiatra o nel
reparto psichiatrico, sono di vitale importanza. Gli ex-pazienti psichiatrici che hanno contribuito al libro con
le loro testimonianze provengono da tutto il mondo (Australia, Austria, Belgio, Danimarca, Germania,
Giappone, Inghilterra, Nuova Zelanda, Olanda, Serbia & Montenegro, Svezia, Svizzera, Ungheria e USA).
Attualmente tutti vivono liberi dagli psicofarmaci. Ad integrazione otto professionisti, tra cui psichiatri,
medici, psicoterapeuti, assistenti sociali, terapeuti della medicina naturale e alternativa, spiegano come
aiutano i loro clienti a smettere di assumere gli psicofarmaci.
Il libro è articolato nei seguenti capitoli:
La difficile decisione
·
Smettere senza problemi di astinenza
·
Smettere gradualmente
·
Smettere non senza problemi
·
Smettere controbilanciandosi
·
Smettere con assistenza professionale
·
Psicofarmaci: meglio assumerli qualche volta che sempre
·
Assistenza professionale
·
Dopo aver smesso
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Maggio 3, 2008
Questo brano è tratto dall’Editoriale di Giorgio Gustavo Rosso nel numero 24 del trimestrale “Scienza e Conoscenza” edito nel 2008. Ci è sembrata una riflessione importante e perciò da divulgare in quanto posizione che ripropone con forza il problema dell’ecologia della mente, che è , secondo noi, il problema universale più importante.
“… ho letto migliaia di libri, riviste,articoli e ho visionato molti filmati. Prima per ragioni personali e poi familiari le mie letture si sono concentrate sui temi della salute.Più approfondivo un argomento e più rimenevo inorridito di fronte ai crimini della medicina accademica. Pensiamo al parto e alla nascita: in gravidanza esami invasivi, inutili e pericolosi, medicalizzazione del parto con forte crescita di eventi gravi a danno di mamme e neonati;durante il parto posizione innaturale e assurda della donna; ambienti totalmente inappropriati; incremento dei tagli cesarei senza giustificazione, se non economica;disincentivazione all’allattamento al seno; procedure sanitarie sul neonato prive di giustificazione scientifica; alimentazione del neonato artificiale e dannosa. Più studiavo e più prendevo coscienza delle assurdità, delle violenze e delle sofferenze a cui è sottoposta tanta parte dell’umanità per ragioni di puro interesse economico.
Senza farmaci si vive meglio…Eppure non avevo e non ho alcun motivo di lamentarmi. Ho letto, riflettuto, deciso e agito di conseguenza. Ho eliminato dalla mia vita l’industria farmaceutica e i medici che le ubbediscono per interesse personale. Ho eliminato farmaci, vaccini, antibiotici e lassativi dalla mia vita e da quella dei miei figli. Cerco di mangiare in maniera sana e equilibrata, e di vivere in ambienti poco inquinati. Conosco centinaia, forse migliaia di famiglie che hanno seguito percorsi molto simili e ottenuto gli stessi risultati: tutto procede per il meglio per tutti noi. La spesa sanitaria media della mia famiglia in trent’anni, moltiplicata per qualche decina di milioni di italiani ci renderebbe probabilmente il popolo più ricco della terra, grazie agli immensi rispsrmi ottenibili per le Casse dello Stato. Enorme sarebbe anche la riduzione dell’inquinamento causato dai veleni presenti in farmaci chemioterapici, psicofarmaci, antibiotici e vaccini.
La vita umana potrebbe essere ancora più lunga e felice di oggi , senza la dipendenza da tanti farmaci e dai gravi effetti fisici e psichici che provocano. Ciò che ho rapidamente riassunto riguardo alla salute, si può applicare a ogni ambito della nostra vita. L’informazione accademica è quasi sempre priva di validità, falsa, manipolata, pervertita per scopi economici. Non possiamo mai fidarci: è indispensabile sviluppare la capacità di valutare tutto ciò che ci viene detto: la consapevolezza è la più grande ricchezza che possiamo procurarci, insieme alla capacità di amare e perdonare, prima di tutto noi stessi e chi ci è vicino.
….”
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Pubblicato da disagi
Aprile 1, 2008
Scrive Bruce Lipton, biologo epigenetico, in “Appunti sulla evoluzione cellulare” ( Scienza e Conoscenza, N.23, febbraio 200
:
“…E questa evoluzione, alla fine ha condotto agli esseri umani. Noi abbiamo 50 trilioni di cellule, ma la cosa interessante è che questo rappresenta l’evoluzione più completa di tale forma di vita, quindi non è possibile rendere l’essere umano più intelligente, ogni essere umano raggiunge un limite massimo, proprio come le cellule. Allora l’evoluzione si è fermata? No. Come è accaduto in precedenza per le cellule, che si sono riunite in comunità, ora anche le persone fanno lo stesso. Quindi l’evoluzione fa un balzo verso il livello successivo, quello della comunità, in cui noi siamo come cellule in un più ampio contesto chiamato umanità.
L’umanità è l’organismo che si evolve e, non l’essere umano individuale.
Perciò l’umanità sta passando attraverso una evoluzione come comunità multi-cellulare in cui ognuno di noi porta la propria intelligenza da condividere con una comunità più ampia per creare una intelligenza molto più grande.”
Quanto scritto sopra suggerisce esattamente del perchè noi ci siamo decisi a pubblicare questo Blog. Le ragioni sono evidenti: nessuno può ormai sperare di risolvere i problemi di tematiche così complesse sperando nell’intervento di un bravo psichiatra o di un operatore particolarmente sensibile. Abbiamo tutti un gran bisogno di connettere le nostre esperienze, quindi la nostra intelligenza, con quelle degli altri: è questo il senso di una comunità che funziona. Ma, è da notare, che non abbiamo bisogni solo delle intelligenza degli addetti ai lavori, ma abbiamo tutti bisogno di connettersi con l’esperienza di tutti , siano membri delle famiglie, siano lettori affezionati o occasionali, siano pazienti cronici o giovani in trattamento, siano artisti o operai. Tutti, veramente tutti, possono e ( dovrebbero) contribuire a formare quella Rete Sociale pluridimensionale che può essere il contributo più evolutivo , quindi più avanzato, per la soluzione di problemi complessi come quello del disagio mentale.
A questo proposito abbiamo notato che questa sentimento comunitario stenta a decollare. Molti ci scrivono, ma molti se ne vanno. Molti ci lasciano i loro appunti ma molti non insistono nel allargare e approfondire le varie esperienze che si disvelano via via nel Blog. E invece proprio di questo abbiamo bisogno: che intelligenza e esperienza formino un intreccio quotidiano il più ampio possibile su tutti i fronti: dalle cure farmacologiche alle esperienze nelle case famiglia, o nelle residenze protette o nella famiglia stessa, fonte di tanti traumi ma anche di una possibile guarigione.
Sicuramente il nostro lavoro è imperfetto e può risultare insoddisfacente, ma, proprio per questo, c’è il grande bisogno di un contributo da parte di tutti per realizzare una comunità di conoscenze che può aiutare molti di noi.
Almeno è questa la nostra intenzione.
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Marzo 11, 2008
Abbiamo ricevuto da LUNA la storia, anzi l’Odissea della sua vita e di quella di suo figlio. La ringraziamo a nome nostro e di tutti coloro che ci seguono. Ci auguriamo che il suo coraggio sia seguito da altri familiari in difficoltà. E’ basilare per le nostre famiglie far conoscere le nostre storie: è l’unico modo ( o perlomeno il più certo) per disvelare e portare in superfice i reali disagi psichici e morali di tanti, tantissimi di noi.
<<IL DOLORE NON HA RUMORE>>
Nostro figlio, bello come il sole, diplomato, sportivo (giocava a calcio a livello dilettantistico), amante dei viaggi,della musica (Duran Duran,Elvis Presley ,Mina ( perché piaceva a mamma). Circondato da tanti amici e amiche che gli giravano intorno e come attività :<Cap. Maggiore dell’Esercito Italiano>.
Tutto inizia nel 1996 quando ci disse che partiva per una <missione di pace > . Gli chiedemmo perché questa decisione e lui immediatamente ci rispose : AL MOMENTO CHE HO FIRMATO , MI SONO IMPEGNATO CON LO STATO ITALIANO E POI VADO A DARE IL MIO CONTRIBUTO PER AIUTARE QUELLA POVERA GENTE, MARTORIATA DALLA GUERRA. Dentro di me ,ho provato un insieme di sensazioni ed emozioni, da far spavento. La paura che c’era la guerra in atto, l’orgoglio di avere un figlio così altruista. Quando l’osservavo vestito con la sua tuta mimetica e gli anfibi , mi dicevo: <Ecco il mio eroe , è diventato uomo. Aveva 22 anni.
I giorni che mancavano alla partenza furono brutti, ma quelli dopo furono tremendi,l’attesa spasmodica di uno squillo di telefono per avere sue notizie e dopo 6 giorni al tg danno notizia di un incidente mortale a Sarayevo: 4 morti ,uno italiano e tre spagnoli.
L’ansia di conoscere il nome, la paura dello scampato pericolo e non avere sue notizie. Dopo otto giorni squilla il telefono : pronto!! Sento la sua voce :<<mamma sto bene, non preoccupatevi di me>>, aveva un solo minuto a disposizione. Sei lunghi mesi di missione, alla fine tornò a casa e si congedò.
Dopo un po’ inizia ad accusare dolori diffusi, era sempre nervoso, la notte non riusciva a dormire, ruppe i rapporti con la sua ragazza che stava da 4 anni, era taciturno, no non era più LUI. Si ricoverò per un intervento di ernia discale e qui riscontrarono una epatopatia, che prima curarono e dopo fu operato. Si inserì nella nostra attività e le cose andavano meglio. Quando nel 2000 fu richiamato dall’Esercito come riservista e partecipò a una missione in Bulgaria e nel 2001 fu comandato per un incarico a Bassano del Grappa. Al suo rientro le cose sono precipitate, sono ricomparsi quei sintomi sopra elencati, in forma più acuta, nessun medico consultato sapeva indicarci cosa fare , l’amore della famiglia non bastava. Nel 2002……… ebbe un malore fu soccorso dal 118 e trasportato in ospedale,qui gli accertamenti diagnostici rilevarono i valori epatici alterati e si incominciò a parlare di alcool. Lui sosteneva e ancora sostiene, che beveva una o due birre quando andava in pizzeria e chiedeva a me aiuto e riscontro, ma neppure io riuscivo a convincerli. Non si sentiva capito e si chiudeva in se stesso. Ci siamo rivolti a un internista e ci consigliò “stop all’alcool e visita neuropsichiatrica.”
E QUI INIZIA L’ODISSEA
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Marzo 2, 2008
E’ stata una esperienza liberatoria quella della trasmissione radiofonica a Radio Mater. La consapevolezza che tante persone seguivano e partecipavano al racconto della nostra storia e all’approfondimento della situazione che coinvolge tante altre famiglie, ci ha proiettato in una dimensione di commozione e di serenità.
Anche se, come nel Blog, la comunicazione è affidata alle misteriose vie dell’etere, ho vissuto la sensazione che mille volti, mille mani fossero tese verso di me, seduto alla scrivania, con un anonimo telefono al quale delegavo fiducioso il mio racconto.
E’ stata una profonda esperienza di condivisione con tutti coloro che sentivo palpitare e seguirci con tutta la loro forza d’animo, che poteva così divenire la mia, in un abbraccio e in una stretta che difficilmente si può dimenticare.
Un grazie, dunque, a tutti gli ascoltatori di Radio Mater e , soprattutto, a tutti i partecipanti del Blog che ci hanno seguito anche in questa nostra esperienza che, speriamo, sia la prima di altre iniziative tese a diffondere una coscienza morale verso il disagio mentale e uno spirito di solidarietà fra tutti i familiari coinvolti in questa difficile esperienza.
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Febbraio 25, 2008
*************************************
Al Ministro della Sanità Dott.sa Livia Turco
Lungotevere Ripa, 100153 Roma EUR
Fax n. 06-59945226
Illustrissimo Ministro,
Come cittadino della Repubblica Italiana intendo, con il presente appello, manifestare il mio disaccordo nei confronti della somministrazione di pratiche psichiatriche violente ed invalidanti, quali l’elettroshock.
E’ di questi giorni la scioccante petizione degli psichiatri che intendono chiederLe l’apertura di decine di centri per la somministrazione di tale pratica barbarica.
Ritengo preoccupante che non si siano prese, a tutt’oggi, misure efficaci per impedire che cittadini bisognosi di aiuto e comprensione, tra cui anche minori ed anziani, vengano sottoposti a trattamenti la cui mancanza di validità scientifica ed efficacia, oltre alla elevata pericolosità, mettono in cattiva luce l’intera comunità medica.
Mi auguro sinceramente che il Ministero della Salute, il Governo e le autorità competenti,di una nazione democratica come la nostra, accolgano l’incessante appello popolare cheda molti anni richiede precise misure per l’abolizione in merito a pratiche da regime totalitario e lesive dei diritti fondamentali dell’uomo.
Cordiali saluti.
Data 25 / 02 / 2008
Firma Tutti i Partecipanti al Blog Disagi
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