La nostra storia…
Tutto è cominciato ventitre anni fa quando nacque Lei, la nostra ultima figlia.
Nacque senza tante storie, con un parto regolare e naturale. Sembrò trovarsi a suo agio a respirare le prime boccate d’ossigeno sulla pancia della mamma commossa e poi nelle braccia del babbo titubante e emozionato nel tagliare il cordone ombenicale. Così è iniziata la sua vita e la nostra, da quel giorno, è mutata completamente.
E’ stato un cambiamento lento, graduale, che si è insinuato sottilmente nelle pieghe della vita quotidiana.Qualcosa di strisciante, difficile da evidenziare con chiarezza e lucidità, persino da noi che lo vivevamo giorno per giorno.
Che dire a questo proposito? La “cosa” che c’impressionò era che Lei aveva sempre una gran fame! Non è riuscita mai a saltare la poppata delle 3 di notte, mai… (ancora oggi a quell’ora fa il suo spuntino!). Pretendeva di mangiare ogni tre ore notte e giorno fino a quasi un anno e si attaccava al seno con ingordigia, con prepotenza, con avidità…
Era tenace e ostinata nelle sue perentorie richieste di cibo e se non veniva immediatamente gratificata, piangeva a squarciagola senza voler attendere tempi e pause più lunghe. Dagli otto mesi cominciò a essere costantemente irrequieta anche dopo che, sazia, si sarebbe dovuta addormentare tranquillamente.Il suo stato di appagamento durava così poco che sembrava sempre alla ricerca di una soddisfazione che la placasse, …ma invano! Il primo verso che riuscì a articolare fu un : AM, AM ! spalancando la bocca e guardando intensamente la madre attonita di fronte a questa figlia che pareva divorare lei, gli oggetti,il mondo tutto.
Lei cresceva bene, con lo sguardo vivo, sprizzante energia e simpatia, ma era difficile, una figlia difficile , oltre misura, in tutto. E la notte si svegliava continuamente e alle cinque del mattino si destava vispa e frenetica, pronta a succhiare la vita, a divorare eventi e persone, a partecipare a tutto fin nei minimi particolari, furba, scaltra, con l’intelligenza mobilissima e molto intuitiva. Imparò a gattonare e a camminare nei tempi regolari. Imparò a parlare velocemente, cosa che ci gratificò molto.
Così il tempo trascorreva , pensavamo di avere una figlia difficile, dal temperamento “selvaggio”, evidentemente poco domabile, ma , tutto sommato, nella NORMA.
A due anni i comportamenti particolari si intensificarono, bastava dire NO che Lei cominciava a urlare e a battere la testa contro il muro pur di ottenere ciò che voleva: fu il nostro primo spavento ( e Dio sa quanti ne sarebbero seguiti! ). Che fare? Era stato così differente con gli altri due figli!
Iniziò a fare la pipì a letto, aveva crisi di gelosia paurose, gelosia di tutti, gelosa anche della sua ombra! Si mordeva spesso il dorso della mano e si tirava i capelli nei momenti di difficoltà. Ma questi episodi erano misti a altri momenti di socievolezza e di espansività. Violenza e coccole, aggressività e tenerezza. Un mix micidiale che iniziò a preoccuparci davvero, soprattutto perchè non sapevamo comprendere i reali motivi. Era come se immprovvisamente uno Tsunami si abbattesse su di noi , devastando con la sua furia le nostre persone, la nostra vita, il nostro tempo.
Ci sentivamo impotenti nella comprensione, nella prevenzione, nella educazione. Il vero tormento inziò, comunque con la prima elementare. Per noi e per Lei! Dopo un mese dall’inizio dell’anno scolastico, fummo chiamati dalla maestra ( anziana, all’ultimo anno d’insegnamento) che ci disse senza mezzi termini che nostra figlia non era normale, che si agitava in classe, che strappava i quaderni con rabbia, che si rifiutava di fare i compiti, non stava attenta, e tendeva continuamente a uscire di classe: UN VERO DISASTRO!
Nonostante ciò, imparò sorprendentemente a leggere! Avvenne tutto insieme senza che si fosse mai voluta esercitare. Di colpo a metà anno, cominciò a leggere nello scetticismo e la sorpresa della maestra. Nello scrivere invece ci furono dei problemi, delle difficoltà a orientarsi nello spazio del foglio, a trovare i giusti movimenti per coordinare la scrittura. Comunque,con il nostro aiuto, a fatica riuscì a arrivare a una forma di scrittura decente. I disturbi di comportamento in questo periodo si acuirono con crisi di aggressività e difficoltà nella socializzazione. In terza elementare venne addirittura bocciata da una equipe docente che preferì punirla anzichè aiutarla. Noi facemmo ricorso al Provveditorato agli Studi. Fu nominata una Ispettrice che, dopo aver valutato il caso, parlato con noi, con Lei, con le insegnanti, ci inviò le scuse ufficiali e si prese carico d’ionserirla in una nuova Scuola con una equipe differente. Infatti i tre anni successivi delle elementari furono come una oasi di pace: Lei ritrovò tranquillità, si sentì accolta e ascoltata, divenne sufficentemente pacifica, disponibile all’apprendimento e ai rapporti con i compagni.
Ma tutto finì con l’entrata alla Scuola Media. Iniziò una nuova odissea che, ancor oggi dura, certo con forme sempre diverse! La Scuola chiese immeditamente una insegnante di sostegno, accolta malissimo da Lei, anzi rifiutata con crisi di odio e tenativi di allontanamento violenti. Così nacque la prima fuga da casa! Andammo nella notte a riprenderla in una Stazione Ferroviaria, presso la Polfer, che l’aveva beccata senza biglietto e quindi fatta scendere dall’Eurostar. Che spavento! I pianti, le angoscie, le ansie divoranti. Che potevamo fare per questa figlia così conflittuale, così sensibile e orgogliosa, così ostinata e risoluta?
I dubbi s’insinuarono profondamente anche dentro di noi: Dovevamo sopportare e non esigere? Dovevamo spronarla, stimolarla a raggiungere dei traguardi normali per l’età che aveva o dovevamo considedrarle richiesta troppo alte?
Dopo le Scuole Medie, una sequela di corsi professionali, Scuole private, educatori privati, persino un biennio alla Cepu, dove, grazie a un abnorme sforzo finanziario, nostra figlia superò l’esame del biennio delle Scuole Superiori. Oggi frequenta con poca assiduità e profitto una Scuola professionale privata, soprattutto per la generosità e la comprensione della sua Direttrice.
Sono passati cinque mesi da quando abbiamo scritto quanto sopra.
Ci sembrano passati cinque anni o cinque secoli. Scrivere sul Blog ci ha aiutato moltissimo, così come le riflessioni di coloro che ci hanno risposto. Una miniera preziosa di confronti e consigli. Abbiamo finalmente imboccato una strada ( il Contenimento) che, come abbiamo scritto negli ultimi Post pubblicati, non sappiamo ancora se sia giusta o sbagliata. Ma certamente è una Strada!
Qual’è l’aspetto “curativo” più importante di questa ultima esperienza? Avere deciso di dare a nostra figlia, dopo molti dubbi e tentennamenti , una strade unica e certa, fatta di piccole/grandi regole, dalla quale non è possibile deviare per nessun motivo.
I risultati sono, al momento, incoraggianti. Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato leggendo e commentando. Al prossimo aggiornamento!
Luglio 25, 2007 alle 1:36 pm
il mio nome è Mila
scrivo dalla redazione di un programma televisivo.
alla ricerca di una storia sulla malattia mentale sono capitata nel vostro blog.
credo che sia fondamentale diffondere esperienze come la vostra, è ammirabile il vostro coraggio perchè molti scappano o non hanno la forza di affronatare la malattia.
vorrei potervi contattare.
grazie
Mila
Ottobre 27, 2007 alle 5:58 pm
desidero mettermi in contatto con MIla, per raccontare la storia di mio figlio ,io non scappo .Angela
Ottobre 28, 2007 alle 9:28 am
Pubblichiamo la tua richiesta per segnalare la tua storia a MILA. Auguri!
Novembre 14, 2007 alle 7:27 pm
ciao!sono silvia,ho solo 20 anni,studio psicologia,ma vi capisco benissimo..leggendo la vostra storia ho rivisto la mia,anzi quella del mio secondo fratello e dei miei genitori che anche loro come voi non sanno qual è la soluzione giusta per aiutare un figlio in difficoltà..alessandro si comporta e si comportava esattamente come vostra figlia e ha tutt’ora gli stessi suoi problemi a scuola…ad alessandro è stata diagnosticata la patologia di deficit di attenzione e iperattività..non so se ne avete sentito parlare mai,ma forse affidarsi a una figura specializzata sarebbe un ulterire aiuto per voi ma oprattutto per lei!un forte in bocca al lupo!
Novembre 18, 2007 alle 10:54 am
Ciao Silvia! Auguri per i tuoi studi! Speriamo che quando sarai una valente psicologa tu possa dedicarti a aiutare giovani e famiglie disagiate e non finire dietro qualche scrivania di un Asl qualunque! C’è bisogno di passione e di altruismo!
Grazie del consiglio di rivolgersi a una figura specializzata. Se leggerai un giorno altri Post del nostro Blog ti potrai rendere conto che abbiamo iniziato dieci anni fa a rivolgerci a Istituti specializzati ( Stella Maris), Centri Ospedalieri di Neuropsichiatria infantile, a psicoterapeuti, a psichiatri…adesso “Lei” vede una volta alla settimana una psicoterapeuta e ogni quindici giorni una psichiatra, più ci siamo organizzato con educatori professionali inseriti nel nostro quotidiano…: hai qualche altra idea?
Noi siamo aperti a tutti i consigli che ci possono arrivare! E di questo ti ringraziamo.
Dicembre 20, 2007 alle 1:34 am
ciao
vi sono molto vicino perche la mia storia è simile alla vostra e solo io e il mio cuore possono capire che significa andare a dormire con un pensiero e svegliarsi col medesimo mentre la vita altrui va avanti nella sua quotidianita.
Vorrei anche io unirmi a Mila perche se vogliamo far sentire la nostra voce e far muovere qualcosa,ahime, dobbiam far appello allo schermo…
uniamoci tutti…
e faccio capire all italia che c è tatta gente che soffre in silenzio!!!
Dicembre 22, 2007 alle 5:20 pm
Speriamo che Mila legga questi appelli!
Luglio 14, 2008 alle 10:46 am
ciao a tutti cercando di documentarmi sulla salute mentale di mio figlio ho trovato il vostro blog.
la vostra storia per alcuni versi è simile alla mia .
Da quando è nato l’ultimo dei miei tre figli la nostra vita è cambiata ma tuuto ciò è avvenuto in modo sottile che dapprima non ci siamo accorti che questo figlio era diverso dagli altri.
Anche Lui prepotente e affamato fin dalla nascita ,sempre sveglio con la bocca dico Io sempre in movimento(piangere mangiare ridere parlare) mai un attimo di tregua.
Ma i Grossi Problemi sono iniziati con l’Adolescenza . All’improvviso con la crescita che anch’essa avviene prepotentemente e precocemente ,egli diventa violento aggressivo manesco (le abbiamo prese tutti quanti a turno compreso mio marito ) tanto ma metterci in serie difficoltà non riuscivamo a capire il perchè . Abbiamo pensato le cose più brutte ,del tipo che prendesse droga oppure avesse subito violenza . Escluse da varie indagini queste cause abbiamo iniziato gli incontri con lo psicologo .Il risultato del primo incontro è stato catastrofico perchè alla fine del colloquio il ragazzo ha avuto una crisi epilettica drammatica per noi in quanto era la prima volta che accadeva. Da circa tre anni è iniziato il nostro pellegrinaggio tra un medico e l’altro epilettologo psichiatria psicoterapeuta e sentite quali sono i referti
epilettologo : Vostro figlio ha l’epilessia ma ha anche un disturbo di personalità
psichiatra: Vostro figlio non ha nulla è l’epilessia che gli causa disturbi del carattere
Psicoterapeuta: il ragazzo è stato educato male si deve cercare di recuperarlo con un numero non ben definito di sedute.
Ditemi Voi se non siamo lasciati allo sbaraglio noi genitori , non sappiamo in quale direzione muoverci, in questo momento la cosa certa è L’Epilessia
il medico sostiene che il farmaco che prende è anche un stabilizzante dell’umore
ma egli è sempre uguale basta un leggero contrattempo o una parola detta male
che son guai . Adesso ha sedici anni e la nostra vita ruota intorno a Lui non sappiamo se è il caso di ricorrere alla forza pubblica per cercare di calmarlo quando va su tutte le furie ,ma se non ragiona cosa potremmo ottenere se non il suo odio verso di noi .
Dai medici non vuole più andare e noi non sappiamo cosa fare
Volevo dire che per un genitore prendere una qualsiasi decisione che riguarda il figlio è la cosa più difficile soprattutto perchè non si sa qual’è la cosa giusta da fare.
I Ragazzi che soffrono di disturbi mentali dovrebbero essere seguite da vicino e nell’ambiente in cui vivono per capire il tipo di disturbo o di malattia ,noi non sappiamo come comportarci di fronte a diverse situazioni che andrebbero invece analizzate studiate per potere capire il modo di gestire la vita quotidiana di una famiglia
senza il pericolo di dovere arrivare al punto di dover prendere decisioni estreme.
Scusate se mi sono dilungata ma oltre ad apportare un contributo di solidarietà volevo fare insieme a voi un appello alle società di di volontariato che operano nel campo della pischiatria, “perchè non dare una mano alle famiglie che soffrono in silenzio per il grande amore verso i figli” . Ci sarebbero infiniti modi
ciao
Luglio 14, 2008 alle 2:00 pm
Cara Grazia,le tue osservazioni sono giuste,le ho fatte anch’io,ma ho trovato tanti muri di berlino di fronte,anche le associazioni sono sorde,sono pochine quelle che fanno, poco.
Dici che sali e scendi studi medici,assieme analizziamo il tutto:
1)epilettologo(esperto di epilessia?):ha diagnosticato una epilessia,ci sono esami che danno riscontro a questa tesi?
Un episodio non è significativo.
2)psichiatra:su quali base scentifica vi ha fatto la diagnosi?
Su ciò che voi avete sicuramente detto,pensa un pò non hanno esami di laboratorio ,e in poco tempo ti attaccano una diagnosi e ti prescrivono psicofarmaci.
3) psicoterapeuta:ha scaricato tutto sulla famiglia,vi ha creato tanti sensi di colpa.
Dice che per recuperarlo ci vogliono un numero indefinite di sedute.
Quanto costa una seduta?
Moltiplica per un numero indefinito di sedute e il psicoterapeuta si è assicurato una rendita a vita.
Cerca altre strade meno invasive ,io ho cercato sui vaccini, leggiti bene il blog ,ne abbiamo parlato e c’è molto materiale.
Se desideri sapere di più ,questa è la mia mail:
luna.bianca21wu@alice.it
Tanti auguri per tuo figlio e per tutta la tua famiglia.
Luna
Luglio 15, 2008 alle 11:55 am
Cara Grazia, grasie delle tue parole e della tua lettera che disvela ancora una volta il profondo disagio “sommerso” che esite nella nostra società. I
l tuo grido di dolore verso le società di volontariato è la testimonianza dell’inettitudine sanitaria che paralizza il nostro vessato paese. Le ragioni del nostro Blog infatti hanno la radice proprio nello stesso punto che tu denunci. Incomepetenza e assenza di partecipazione sono le coordinate di chi assiste le famiglie e i ragazzi con un disagio mentale.
Noi ci stiamo battendo su tutti i fronti , cercando di raccogliere i contributi positivi di ciascuno. Non tralasciamo gli aspetti medici per i quali c’impegnamo continuamente in ogni tipo di esame specialistico, come nel versante psicologico , cercando educatori e psicoterapeuti validi e appassionati. Qualcosa è uscito fuori, ma dopo aver faticato ( e non è certo finita) tanto tempo. Abbiamo preso questa pausa estiva dal Blog proprio per cercare di ridurre al minimo lo stress e di raccogliere l’energie per i prossimi appuntamenti di Settembre.
Vi mandiamo i nostri più affettuosi auguri per tutta la vostra famiglia, augurandovi d’incontrare , strada facendo, persone che possano darvi una mano sincera e affettuosa. Giuseppe
Luglio 18, 2008 alle 7:30 pm
correggo la mail:
luna.bianca.21wu@alice.it
Luna