Situazione attuale
Così è la vita: / Cadere sette volte / E rialzarsi otto ( antica poesia popolare giapponese)
Siamo faticosamente arrivati fino a oggi. 23 anni e ne abbiamo provate veramente di tutte, tanto che una psichiatra ha commentato il nostro sforzo con queste parole: ” Ma voi non vi arrendete mai! ” Ed erano parole non di complicità ma di ironica critica.
Gli esami, le analisi, le osservazioni cliniche fatte hanno sempre escluso che ci fosse qualcosa di genetico, di organico, una malformazione somatica. Ci hanno invece rassicurato sulla “regolarità” del corpo biologico di nostra figlia. E allora? Evidentememnte il perchè dei suoi comportamenti “anormali” non poteva che essere psichico: così abbiamo viaggiato per anni fra psichiatri, psicoterapeuti, Centri di salute mentale, sottoponendoci a sedute di terapia familiare e individuali. Ci siamo sentiti dire di tutto, abbiamo dovuto raccontare mille volte la stessa storia di fronte a ascoltatori distanti che miravano a trovare “La Causa” dei comportamenti anomali in qualche nostro errore. Ci siamo messi a nudo, lasciati sezionare, alcune volte violentare, ci siamo lasciati investigare nella nostra sfera privata, alla ricerca del “cattivo” cui attribuire tanta sofferenza.
Alla fatidica domanda ” Da quando è cominciato? ” e alla nostra costante risposta “Da sempre” , sono corrisposti volti increduli, palesemente sulle difensive, arroganti nel loro rigido diniego, presuntuosi nel loro “sapere”. Il nostro “da sempre” ha scandalizzato un po’ tutti gli addetti ai lavori perchè , per loro, all’inizio tutti i bambini sono uguali e tutti sono buoni. Se nascono conflitti è sempre colpa, principalmente, dei genitori in varie forme e in varie gradazioni. Se è vero, come dice una psicoterapeuta americana, che ” ci si ammala in famiglia e si guarisce in famiglia”, è altrettanto vero che non sempre le cause dell’ammalarsi in famiglia possono ricadere sulle spalle dei genitori! Ognuno di noi nasce con una sua personalità, ogni bambino differente dall’altro, in una miscela incredibile di sfumature e colori personali, senza poi considerare il patrimonio genetico che è evidentemente differente per ciascuno di noi.
Avremmo voluto che ci trovassero “colpevoli” pur di arrivare a una indicazione su come comportarsi con “Lei”, sul come proseguire la quotidianetà della vita. Invece la loro “scientificità” ci ha deprivati anche di questo, indifferente a ogni richiesta di aiuto e di speranza.
Ci sentiamo soli nella infinitudine della sofferenza; eppure a ogni nuovo colloquio, ricominciamo l’attesa: l’attesa di incontrare “qualcuno” capace d’immergersi nella carne degli altri, capace di provare empatia per i genitori e per “Lei”, nel tentativo attivo di curare con il “cuore”, l’unico farmaco che nessuna multinazionale può fabbricare, l’unico farmaco che ha al suo attivo guarigioni sotto tutte le latitudini e con ogni tipo di malattia mentale e non.
La selvaggia bramosia di nostra figlia continua inarrestabile così come la sua profonda ansia e inquietudine. A essere onesti, tutti siamo insaziabili, anzi l’avidità sembra essere il motore del mondo e, a ben vedere, il fondamento del comportamento economico dell’individuo e delle società umane, ormai a livello planetario. Il problema è che molti riescono, bene o male, a accettare i limiti posti dalla realtà esterna, riescono, almeno nel comportamento ” alla luce del sole”, a adeguarsi a norme condivise dalla comunità oppure riescono a “mascherare” con ideologie e manipolazioni ben gestite la loro insaziabilità… “Lei” no ! Lei, a 23 anni, continua a fare richieste intollerabili, a accampare continue pretese, a esigere l’impossibile ricorrendo, di fronte al diniego, alla violenza e all’ aggressione. Se non viene appagata in tutti i suoi bisogni diventa folle o fa da folle. Pur di vincere, è disposta a rubare, urlare, inveire contro l’altro. Può arrivare perfino a fare vere e proprie false denuncie alla Polizia e, se queste non bastano, anche atti vandalici con rabbia inconsulta.
Siamo rimasti in tre a convivere sotto lo stesso tetto: ” Noi e Lei“. Ci siamo incupiti e raramente riusciamo a sorridere insieme. Solo nelle occasioni in cui tutta la”famiglia” si riunisce l’atmosfera festosa e leggera restituisce un po’ di serenità. E non sempre!… Così Lei non ha amici e riesce molto difficile anche a noi coltivare delle amicizie in modo costante. Siamo sempre in uno stato di vigilanza che ci impedisce di creare una serata distesa e rilassante, così come ci è impossibile godere di un weekend di festa e andare spenseriati in qualche luogo a tirare un po’ il fiato!
Stiamo fondamentalmete a casa per proteggerla dato che Lei esce spesso sola vagando nella città giorno e notte, alla ricerca di un contatto amico, nella speranza di un rapporto miracoloso che la salvi e che possa durare nel tempo. Lei cerca continuamente soldi, quasi che questi possano contribuire a renderla più tranquilla e sicura di sè. Assume compulsivamente dosi industriali di medicinali analgesici. Perchè? Dice che ne ha bisogno per stare sufficentemente bene, per poter uscire, affrontare il mondo, la vita, gli altri. Lei mangia fuori orario giorno e notte così che ingrassa e si sente scomoda, si vede brutta, inadeguata a vestirsi alla moda come, in realtà, ambirebbe. Non fa sport, non vuole frequentare palestre o piscine, così come non vuole studiare o leggere per evitare qualsiasi confronto con i suoi coetanei. Non guida auto o motorini perchè , adolescente, provocava sempre cadute con relativi ricoveri nel Pronto Soccorso. Lei non dorme fuori casa perchè non sopporta l’ansia, la paura di stare lontano da noi. Lei non tollera l’idea di essere “malata” e di chiedere aiuto, non è disposta a concentrarsi in nessuna prova perchè ha paura di “farcela” , cioè ha una terribile paura di cambiare!
Ottobre 10, 2007 alle 11:28 am
Non riesco a comprendere bene il tipo di difficoltà che ha vostra figlia. Credo si tratti di qualcosa di difficile e complesso… Sarebbe più semplice se esprimeste una “diagnosi” se mai qualcuno ve l’ha data.
Comunque, almeno in parte, comprendo il vostro dolore. Certo lo comprendo a partire dai miei occhi, dal mio cuore, dalle mie esperienze… e quindi no potrò mai vedere le cose esattamente come voi.
Ma so cosa vuol dire avere una persona in difficoltà in famiglia. Nel mio caso si tratta di mia madre. Sessent’anni di vita sbriciolatisi improvvisamente alla morte di mio padre. Da allora, non è più stata la stessa. Mia sorella ed io ne siamo diventate le cavie, il capro espiatorio.
Ma ora va meglio.
va meglio, perchè ho compreso che esiste ancora quel margine in cui lei è libera nelle sue scelte; c’è uno spazio, dentro di lei, in cui è lei stessa a decidere. E se, allora, decide di voler stare male, io non posso che alzare le mani. Amarla, ma non viverla. Perchè non posso vivere la sua vita al posto suo, sperando di aggiustare ciò che lei non vuole cambiare.
E non è vero che mia madre o vostra figlia abbiano paura di chiedere aiuto: lo fanno in tutto quello che dicono, in tutti i loro gesti, in tutte le loro reazioni “malate”. La verità è che chiedono un aiuto che non riescono a cogliere. Questa è la difficoltà maggiore, questa è la loro vera malattia.
Ma non sono una psicologa, sono solo una persona che ha sofferto e che combatte - spesso, troppo spesso fallendo.
Lo so che siete esasperati e stanchi, lo so che forse spesso disperate.
Ma solo una è la risposta. Difficile, assurda, a volte forse addirittura inutile. Ma è l’unica risposta che c’è. Tutto il resto sono tentativi umani, troppo umani. IMportanti, ma umani.
E la risposta è: AMORE.
Ottobre 11, 2007 alle 8:49 am
L’Amore è certamente la Via maestra. A noi ci è sembrato che dopo molti anni di tribolazioni, Amore fosse anche cercare di dare a nostra figlia degli spazi di contenimento dove Lei potesse, finalmente, riposarsi e riflettere su se stessa e sulla sua vita. Amore è un dare senza condizioni: non chiediamo a nostra figlia di darci gratificazioni, chiediamo che lei impari a rispettare se stessa e a sentirsi parte di una famiglia, società, ove poter intessere relazioni improntate, appunto, all’Amore.
L’Amore è un tentativo umano di realizzare una armonia universale. Grazie, profondamente grazie.
Gennaio 16, 2008 alle 3:44 pm
Sono Presidente di un’Ass.ne di famigliari e uenti con problemi. 3 sono le cose importanti: un bravo bravo psichiatra per la medicina, la faqmiglia e un bravo psicoterapeuta, a cui la ragazza può raccontare tutto, a volte noi genitori non siamo all’altezza. Il v. amore lei lo sente e lo avverte. Ciao.
Gennaio 18, 2008 alle 9:43 am
Grazie dei consigli. Spesso non è facile centrare tutti gli obbiettivi che giustamenti ci indichi. Perchè non ci mandi le coordinate web della tua Associazione? Potremo avere così un dialogo allargato e approfondito. Rimaniamo in attesa e tanti cari saluti.
Febbraio 1, 2008 alle 3:59 pm
Anch’io non riesco a gestire Alessio Dobbiamo unirci ad altri nella nostra situazione e chiedere educatori sempre disponibili, medici presenti al bisogno.
In america questi ragazzi sono seguiti 24 ore su 24
Non è importante la diagnosi-adesso parlano di autismo ad alto funzionamento ma un caso atipico,difficile da collocare in strutture che sembra non esistano
allora arrivano gli educatori per 12 ore la settimana
e il resto del tempo?
Se ci sono altre famiglie con questi problemi dobbiamo sentirci per fare qualche cosa
Emanuela
Febbraio 2, 2008 alle 9:31 am
Da quel poco che ho capito della situazione italiana credo che di famiglie come le nostre ne esistano a migliaia…Ma come arrivarci? Speravo che il Blog fosse un mezzo molto efficace…Ma se il numenro dei visitatori è molto alto , il numero dei commentatori è molto basso… misteri di questo Paese!
Febbraio 3, 2008 alle 4:58 pm
secondo me le persone cme tua figlia e mio figlio vengono bombardate di farmaci e ricoverate in comunità perchè è difficile tenerle in famiglia
inoltre pochi vogliono dire agli altri che non ce la fanno
nonostante i costi elevati delle comunità preferiscono qella scelta all’assistenza domiciliare alla famiglia
io tengo duro ma voi sapete come è faticoso
Emanuela
Febbraio 3, 2008 alle 6:25 pm
faticoso è un eufemismo! Siamo esausti, esausti, esausti.
Febbraio 5, 2008 alle 8:45 pm
Ho sentito che ci sono giornali imteressati alle nostre storie perchè non proviamo?
e adesso che arrivano le elezioni si potrebbe provare con i politici
e anche i personaggi dello spettacolo e dello sport possono essere una risorsa
dobbiamo tentare di tutto per aiutare i nostri cari
io ci voglio provare chi mi segue?
Emanuela
Febbraio 5, 2008 alle 8:47 pm
Cosa hai in mente?… basta non essere strumentalizzati, un reale pericolo, specie in odore di elezioni…
Febbraio 6, 2008 alle 4:22 pm
Siamo tutti stumentalizzati, non solo le persone con problemi
A noi servono persone che ci aiutino a gestire in famiglia una quotidianità difficile, che ci diano momenti di respiro
queste persone vanno pagate e servono molti soldi e questi soldi vanno stanziati dagli organi competenti: regioni,comuni,aziende sanitarie
Coinvolgendo la parte politica di questi organi forse i fondi saltano fuori con progetti mirati
li teniamo a casa e non li ricoveriamo ma aiutateci economicamente…..
un contributo a chi si fa carico di un problema che sarebbe anche di altri
fammi sapere cosa ne pensi
Emanuela
Febbraio 9, 2008 alle 9:02 am
Una idea magnifica! Da parte mia comincerò a lanciare questa tua idea in una trasmissione radiofonica ( Radio Mater) . Una psicologa mi ha chiesto d’intervenire e così farò.Parlerò del disagio delle nostre famiglie e delle nostre necessità. Può essere un piccolo sassolino gettato nello stagno! Un abbraccio.
Febbraio 20, 2008 alle 1:10 pm
Capisco perfettamente i vostri problemi perchè sono anche i miei. Vivo quotidianamente e da sola i disagi di mio figlio ” borderline”, vedo la sua vita e la mia distrutta, non vedo futuro…. la terapia farmacologica ha un effetto molto relativo. Le strutture pubbliche fanno poco, i terapeuti…bhe lasciamo perdere!!
Vivo con terrore la mia vita ” last minute”……non so mai cosa aspettarmi, da un momento all’altro cambia umore; passa dagli acquisti compulsivi agli eccessi alimentari e purtroppo anche alcoolici con effetti devastanti, nei momenti in cui è sotto l’effetto dell’alcool picchia, spacca …..la casa cade a pezzi. Poi si pente, ecc.
Mi chiedo se qualche studioso ha mai analizzato la vita di chi convive con queste persone e l’effetto devastante e destabilizzante che questi hanno sui loro familiari. Credo sarebbe utile creare un gruppo di familiari/conviventi di “personalità borderline” per confrontarsi, scambiarsi idee, coinvolgere le strutture pubbliche, ecc.
Auguri
Febbraio 20, 2008 alle 9:19 pm
@ to Anto
Brava! Hai centrato il problema. Dobbiamo proprio creare questo gruppo, anzi più di un gruppo, un movimento di opinione che serva proprio a confrontarsi sia all’interno di tutti coloro che ne sono coinvolti sia all’esterno, attraverso il web che, ormai sembra essere lo strumento più adeguato per coinvolgere , in mopdo trasversale, il cuore di tanta gente… ( sulle strutture pubbliche ho tanti, tanti dubbi…
Maggio 24, 2008 alle 4:07 pm
Sono stuperfatta della precocità del disturbo.
Sembrerebbe strutturale, cioè legato più a dei neurotrasmettitori celebrali.
Come un circuito, anche il cervello ha delle normalità comuni a tutti, che ci permettono di parlare su esperienze percettive comuni. Sul sentire le emozioni le cose cambiano.Nel border cambia l’intensità. Ci sono teorie vaghe, ma una mi sembra degna di studio: il ruolo dei neuroni prefrontali deputati all’elaborazione dell’informazione proveniente da fuori e l’amigdala. Se i neuroni prefrontali sono carenti il segnale passa direttamnete nell’amigdala, che attiva il sistema parasimatico ed il sistema emozionale.
Nel caso del borderline, a seconda della carenza, aumenta l’intensità del disturbo. In pratica in casi gravi l’amigdala agisce direttamente interfacciandosi con gli stimoli esterni ed elaborandoli solo a livello emozionale.
Stò affermando che non esiste un disturbo solo comporamentale, ma è sempre legato a processi di funzionamento neurale., ai neuroni.
Maggio 25, 2008 alle 9:13 am
Cara Fernanda, non ti conosco ma devo dirti che è molto interessante ciò che hai scritto. Corrisponde esattamente a ciò che penso anch’io avendo, come puoi immaginare, cercato di fare ogni tipo di ricerca con l’intenzione di andare olte le sterili diagnosi e le più sterili cure da psicofarmaci.
Sul fatto della precocità del disturbo mi sto convincendo che potrebbero essere essere stati i vaccini a far precipitare una situazione che probabilmente già esistiva in modo latente. Infatti studi recenti mettono proprio in correlazione i vaccini e stati di disagio mentale basati su disturbi del sistema emozionale. Il fatto che fin da sempre, come abbiamo scritto nel nostro Post, lei fosse diversa non ci sono dubbi, ma per i primi cinque anni il disturbo non è stato poi così evidente. A cinque anni invece sembra che qualcosa abbia improvvisamente fatto precipitare la situazione: è ingrassata, la sua vivacità si è ridotta, le capacità cognitive come annebbiate. ed è iniziato il calvario.
Adesso il punto che ti chiedo è questo: il processo neuronale che descrivi si basa sul fatto che non si è formato un valido interfaccia che filtri i segnali fra la corteccia prefrontale e l’amigdala, fatto dovuto alla evidente carenza dei neuroni prefrontali. Allora la domanda è questa: dalle neuroscenze sappiamo che i neuroni si ricambiano continuamente e possono benissimo accrescere di numero; conosci qualche farmaco o tecnica particolare che, sia già stata sperimentata, e favorisca questo processo?So per certo, p.e., che la meditazione potrebbe essere un processo indicato ma, come si fa a far meditare personalità così emotive? Con un processo emozionale così disturbato? Impossibile!
Hai qualche idea? hai letto qualche articolo che mi puoi segnalare su questo specifico problema?
Ti sarei profondamente grato di una risposta e già da ora ti invio un carissimo saluto.
Maggio 25, 2008 alle 2:29 pm
Cara Fernanda ,
noi ci stiamo attivando per cercare e capire ,come aiutare i nostri figli.
Però tutto ciò che si dice ,sono ipotesi,tesi,quella dei vaccini ,secondo me è più attendibile , e ora spiego anche perchè.
Ho cercato fra tanti genitori di militari, i loro figli stavano bene e lo dimostra che hanno superato le visite mediche dei distretti militari, avevano circa tutti 20 anni.
Mi chiedo :come mai questi ragazzi,fino a 20 anni stavano bene e dopo si sono ammalati?
disturbi di personalità bordeline, psicosi, sclerosi multipla,linfoma ,tumori alla tiroide.
C’è stata una causa scatenante, perciò è credibile che
qualcosa di estraneo è entrato nel loro organismo,che ha provocato dei danni.
Il 15 maggio a Napoli c’è stato un congresso .
cerca MARCO CAPRIA MAMONE e trova una testimonianza di una madre <>leggi cosa ha scoperto lei.
Se lo desideri vorrei conoscere il tuo parere .
Ciaò Luna
Maggio 26, 2008 alle 10:17 am
sono la mamma di un ragazzo di 16 anni con disturbi nervosi che nessuno riesce a diagnosticare .E da circa due anni che è iniziato il nostro calvario
Mio figlio all’improvviso è diventato violento aggressivo ad ogni diniego o rimprovero
sono guai per noi .E diventato asociale drogato di computer ,mangia continuamente.
Abbiamo tentato di rivolgerci alle istituzioni ma ci rispondono che dobbiamo curarlo a casa oppure sono costretti a effettuare il T.S.O. ma come facciamo a curarlo se si rifiuta di andare da uno pschiatra.
Siamo anche noi abbandonati a noi stessi non sappiamo come fare per andare avanti.
Maggio 26, 2008 alle 7:50 pm
Cara Grazia, purtoppo casi come il tuo ce ne sono a migliaia. Posso rischiare di darti un consiglio? Tramite il medico di base cerca di far venire a domicilio uno psichiatra per iniziare una cura. ( Leggera! )Questo per tamponare una situazione che può degenerare negli anni. Poi, secondo la zona che abiti, puoi trovare un Centro di accoglienza di qualche Comunità o Organ izzazione dove tuo figlio possa imparare a socializzare alcune ore la settimana, in un clima lontano dalla famiglia. Poi calma, pazienza e comprensione sono i farmaci migliori ! Scrivici ancora: i tuoi dubbi sono i nostri dubbi, le vostre ansie sono le nostre ansie!
P.S. Forse Luna potrebbe comunicare la sua esperienza con le analisi dei metalli e vedere se a seguito dei vaccini non ci sia una intossicazione in tal senso.
Maggio 26, 2008 alle 9:20 pm
Cara Grazia,sono anch’io una madre ,con un figlio che gli è stato diagnosticato un disturbo di personalità bordeline, ,posso darti principalmente sostegno,l’unico consiglio che io mi permetto di darti ,non ti isolare,informati su tutto,non lasciare niente al caso .
DIfendi tuo figlio, non permettere a nessuno di effettuare il TSO ,(è un trauma) cerca di stare calma ,non l’aggredire, prendilo con le buone maniere e cerca di conquistare la sua fiducia.
Cerca informazione sui vaccini <>.
Ti abbraccio Luna
Maggio 26, 2008 alle 9:23 pm
@ Grazia Ti mando la mia E-mail
luna.bianca.21wu@alice.it
Se vuoi scrivimi ciaò
Maggio 27, 2008 alle 6:48 pm
@ Grazia,
ti mando questo link
http://www.mednat.org.vaccini
Adhd nuova malattia inventata dai vaccini.
Maggio 30, 2008 alle 5:19 pm
Adesso il punto che ti chiedo è questo: il processo neuronale che descrivi si basa sul fatto che non si è formato un valido interfaccia che filtri i segnali fra la corteccia prefrontale e l’amigdala, fatto dovuto alla evidente carenza dei neuroni prefrontali. Allora la domanda è questa: dalle neuroscenze sappiamo che i neuroni si ricambiano continuamente e possono benissimo accrescere di numero; conosci qualche farmaco o tecnica particolare che, sia già stata sperimentata, e favorisca questo processo?So per certo, p.e., che la meditazione potrebbe essere un processo indicato ma, come si fa a far meditare personalità così emotive? Con un processo emozionale così disturbato? Impossibile!
Hai qualche idea? hai letto qualche articolo che mi puoi segnalare su questo specifico problema?
Ti sarei profondamente grato di una risposta e già da ora ti invio un carissimo saluto.
RISPOSTA
Cari amici, quando leggo le vostre lettere e riflessioni accorate mi si riempiono gli occhi di lacrime. Quanto capisco il vostro procedere incerti e qunta voglia ho di confortarvi.
Non si sà molto ancora sul ruolo dei neuroni prefrontali in relazione con l’amigdala. Certo è che esiste un circuito nel quale le informazioni esterne si integrano a livello dell’amigdala, con l’attivazione del sistema nervoso autonomo.
Cosa significa: che gli stimoli vengono elaborati in parallelo da due sitemi diversi, uno prefrontale logico cognitivo, l’altro emozionale. Se difetta il primo, nel circuito le forze non saranno più equliibrate e neccessariamente prevarrà la parte emotiva.
é una predisposizione genetica e questo spiegherebbe anche la precocita dello stesso, ma anche l’insorgenta o l’aggravio dei sintomi con l’avanzare dell’età. Ma qua si apre un capitolo intero sullla plasticità del cervello, e sul fatto che aree celebrali non opportunamente attivate tendono a perdere funzionalità.
La soluzione: sarebbe per l’appunto stimolare anche le aree cognitive e logiche del pensare, oltre che il rafforzamento dell’autocontrollo emotivo. F